appendice

Nov 19, 2017 | Publisher: Rete Ambientalista Al | Category: Other |   | Views: 25 | Likes: 1

APPENDICE alla pagina 392, per la terza edizione del libro. Febbraio 2017. Lettera recapitata alle persone parti civili da parte di Lino Balza Egr. XXXXXX xxxxxx In quanto ritengo lesi gli interessi delle Parti Civili nel processo Solvay/ Ausimont, mi corre l'obbligo di informare della mia decisione di avviare Causa civile dopo aver rassegnato le dimissioni dal Consiglio direttivo di Medicina democratica e revocato il mandato all'avv. Laura Mara, stante il totale disaccordo nei loro confronti. Come siamo tutti testimoni, prima dell'avvio del processo, Luigi Mara (responsabile delle vertenze giudiziarie, in seguito deceduto) ed io (a quel tempo responsabile della Sezione provinciale di Alessandria) abbiamo tenuto una serie di Assemblee con le Persone Parti Civili (da me reclutate) presso il Salone di Quartiere di via Venezia 7 ad Alessandria, offrendovi l'assistenza per presentarsi quali parti offese, sia in penale che in civile, garantendo che l'assistenza sarebbe stata a titolo gratuito in tutti i gradi di giudizio. Su indicazione di Luigi Mara, tutti/e ci siamo procurati la documentazione medica al vaglio del dottor Carmelo Ciniglio, che ha approntato le relazioni. Il tutto confluito nelle mani dell'avv. Laura Mara, la quale, nella Costituzione in giudizio ha cos potuto quantificare per ognuna delle Vittime il risarcimento dei danni tutti biologico, morale, patrimoniale ed esistenziale: da un minimo di 20mila euro ad un massimo di 978.450 euro; per quanto ti riguarda: euro (omissis). Complessivamente i risarcimenti chiesti alla Corte di Assise di Alessandria ammontavano a 2.848.450 euro, oltre interessi e rivalutazione monetaria del dovuto a saldo effettivo. Il Tribunale, nella sentenza, ha invece riconosciuto ad alcune Vittime (6) complessivi 60.000 euro per "sofferenza psichica", e nulla alle altre. Per te: (omissis). Mancando la provvisionale, tali pur irrisorie cifre dovranno ancora passare l'Appello e la Cassazione. Purtroppo la posizione dell'avv. Laura Mara stata quella di affermare che tali offensivi risarcimenti sono stati sentenziati con "criteri equilibrati" e quindi di "non impugnare la decisione" della Corte bens di "chiedere la conferma della sentenza di primo grado". Questa posizione stata avallata dal presidente e dal vice presidente di Medicina democratica, malgrado non ne avessero facolt a norma di Statuto, esautorando Direttivo e Sezione di Alessandria, e soprattutto le Vittime Parti civili. Le Vittime parti civili sono state escluse da partecipare alla decisione su come procedere in Appello dopo l'infausta sentenza di primo grado. Alla Sezione stata rifiutata la richiesta di "Convocazione urgente del Direttivo ad Alessandria, con la partecipazione delle persone parti civili: dovere etico e morale al fine di deliberare l'IMMEDIATA l'apertura di causa civile per TUTTE le persone fisiche parti civili, per le quali in costituzione penale erano stati chiesti risarcimenti per 2.848.450 euro complessivi. Le persone fisiche parti civili non hanno pi nulla da sperare dall'Appello penale, pi di quanto (10 mila euro) riconosciuto a 6 di loro e neppure 1 euro a tutti gli altri, stante che l'avvocato non ha fatto ricorso e chiede la conferma della sentenza di primo grado invece di sostenere l'opposizione del Pubblico Ministero che ha presentato ricorso riproponendo il capo di imputazione di dolo. Non fare ricorso e chiedere la conferma della sentenza equivale a chiedere la conferma della sentenza di assoluzione per Solvay e dei miliardi risparmiati per Solvay. Perci l'unica via di giustizia rimasta percorribile per la Parti civili la causa civile. La Sezione di Alessandria si battuta allo stremo per affermare questi sacrosanti diritti delle Vittime Parti Civili. Il sottoscritto addirittura ha minacciato le dimissioni e la revoca dell'avvocato. Noi riteniamo infatti che dovere etico morale per Medicina democratica, che "l'assistenza e la rappresentanza delle parti civili", come da impegni presi, debba proseguire con una causa civile. Collettiva, come si cominciato cos si deve andare avanti. Perci abbiamo chiesto al Consiglio Direttivo che l'avvocato Laura Mara, in possesso di tutta la documentazione medica di tutti, sulla base della quale aveva chiesto i risarcimenti uno per uno, la usi, proceda in causa civile per tutti. A titolo gratuito, come da impegni solennemente assunti. L'Associazione proceda pure per se stessa in appello penale. Il Direttivo ha invece deliberato definitivamente, in data 26/11/16, l'indisponibilit "a farsi carico, legalmente ed economicamente, di tale decisione": le Vittime Parti Civili se vogliono proseguire in causa civile lo facciano a titolo individuale, a proprie spese, senza la rappresentanza e l'assistenza a titolo gratuito di Medicina democratica. A fronte di questo tradimento degli interessi delle Vittime, personalmente non posso fare altro che revocare il mandato all'avvocato Laura Mara, invitata a trasferire il fascicolo di mia competenza all'avvocato Massimo Martinelli, che avvier causa civile. Mi sono dimesso dal Consiglio direttivo. Mi rendo conto che clamoroso da parte di chi ha una storia dentro Medicina democratica, ma ho tentato di tutto e sono stato sconfitto. Al Congresso mi batter per cambiare la presidenza e il direttivo. La violazione del metodo democratico stata tanto pi grave quanto pi il contrasto era esploso sul merito. Secondo la Sezione di Alessandria, confortata da autorevoli pareri, documentata con una circostanziata analisi, infatti la sentenza Solvay era "assolutamente da impugnare in quanto ingiusta verso l'ambiente, le vittime e le generazioni future, squilibrata e sbagliata sul piano tecnico giuridico, mortificante sul piano etico morale". Una sentenza che stabilisce che "il fatto non sussiste": non "avvelenamento doloso della falda" bens "disastro innominato colposo", non dolo bens colpa, nessuna intenzione di avvelenare per decenni bens imprudenza o negligenza come chi sversa un bidone di solventi in un fosso. Eppure stiamo parlando di uno dei disastri ecologici pi importanti d'Italia: un cocktail di 21 sostanze tossiche e cancerogene con concentrazioni superiori ai valori di soglia anche di migliaia di volte che, nella falda da cui attingono centinaia di migliaia di persone, stanno percolando da almeno 1.150.000 tonnellate di terreno contaminato. Questo delitto, di avvelenamento doloso, non concluso ma in atto, reato permanente, per il tribunale "non sussiste": i vertici responsabili, gli amministratori delegati, per i quali erano stati chiesti 18 anni avendo deliberatamente avvelenato, e continuando ad avvelenare, sono assolti!! A quattro pesciolini: 2 anni e 6 mesi, qualche capro espiatorio per colpa lieve ci deve pur essere, tanto la prescrizione assicurata. La bonifica? Rester nel libro dei sogni. Il Ministero dell'Ambiente aveva inutilmente quantificato cifre impressionanti da spendere subito, specificando che erano stime provvisorie. Se ne riparler dove come quando chiss, insomma mai pi. Infine c' il capitolo dei risarcimenti irrisori alle persone fisiche, che altrettanto avrebbe meritato una discussione quanto mai approfondita e ben altra decisione, risarcimenti insultanti per le Vittime, assai generosi solo per Associazioni e avvocati. Insomma, chiedere la conferma della sentenza stato abbandonare gli inquinati e le vittime, favorire gli inquinatori. Sono stato costretto a riflettere sulla questione morale aperta e a rassegnare le dimissioni. Il processo Solvay stato il culmine e l'effetto di quasi mezzo secolo di lotte: esposti, denunce, querele, manifestazioni, scioperi della fame, incatenamenti, chilometri di firme di solidariet, titoli su titoli in giornali e tv. Le rappresaglie a queste lotte sono costate a Balza cassa integrazione, tre trasferimenti, mobbing, anni di dequalificazione professionale, di inattivit assoluta, oltre ad uno stillicidio di tentati provvedimenti disciplinari e vertenze minori e, dulcis in fundo, il licenziamento. Balza ricorso a 7 cause in pretura, 4 in appello, 2 in cassazione, tutte sudate col sangue, tutte concluse a favore, tutte senza chiedere un soldo a Medicina democratica. Nel 2008 Balza, come Medicina democratica, con il Comitato locale, ha organizzato le Vittime per costituirsi parti civili: manifesti, assemblee, contatti e appuntamenti privati, riunioni tra avvocati, coinvolgimento di medici, partecipazione dei Soci, articoli su giornali e TV, blog, mailing list, quattrini di tasca propria, sottoscrizione fra i Soci. Risultato: compresi gli altri avvocati, 200 Vittime accettano di farsi rappresentare parti civili. Non tutte lo erano, ma le ho convinte, come si dice ci ho messo la faccia, ho speso il credito acquisito in 50 anni. Durante il processo le Persone parti civili sono state informate udienza per udienza con commenti scritti (un diario che poi confluito nel libro "Ambiente Delitto Perfetto"). A contraddire questa storia esemplare, il 2016 si conclude con una decisione che cancella tutto il lavoro di partecipazione: una decisione presa sulla testa di Balza e del Direttivo e sulla pelle delle Persone nostre parti civili. E' un fatto gravissimo per una associazione come Medicina democratica, nata come Movimento di lotta, che esaltava la "non delega, il gruppo omogeno, la partecipazione popolare, essere accusata - proprio nell'anno della celebrazione del Quarantennale - complice della "giustizia di classe". Questo libro documenta la giustizia dei padroni ad uso e consumo dei padroni. L'esercizio della giustizia nelle mani dei poteri economicamente dominanti; il potere economico del capitale che prevarica il potere legislativo e giudiziario. Nell'ambito dei processi ambientali, ad eccezione di poche Procure, i capi di imputazione sfuggono i reati di dolo, e ha spazio la magistratura giudicante a circoscriversi ai reati di colpa, che ineluttabilmente assolvono gli industriali "inconsapevoli" di aver ucciso, che si riducono a irrisorie pene ai sottoposti dirigenti ricompensati per questo rischio, che si prescrivono rapidi nei tempi interminabili dei processi, che si limitano a compatibili risarcimenti alle vittime previsti in budget, che scaricano gli enormi costi ambientali sulla collettivit, che impolpano una gran massa di avvocati e consulenti, che nebulizzano contentini ad associazioni ed enti presunti parti civili, che narcotizzano l'opinione pubblica e che annichiliscono i movimenti di lotta. Medicina democratica non deve partecipare a questo sistema, deve denunciarlo e contrastarlo, non essere complice di questa giustizia di classe. Deve restare il Movimento di lotta per la salute come l'aveva fondato Giulio Maccacaro. Perci se sei al mio fianco, caro/a amico/a, non mancare di sottoscrivere o confermare la tua adesione a Socio per il corrente anno. Un abbraccio, Lino Balza.

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Movimento di Lotta per la Salute, l'Ambiente, la Pace e la Nonviolenza

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