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Jul 26, 2020 | Publisher: Rete Ambientalista Al | Category: Other |   | Views: 3 | Likes: 1

L’IMPATTO DEGLI INTERFERENTI ENDOCRINI SU SESSUALITÀ E FERTILITÀ MASCHILE Alberto Ferlin Dipartimento di Medicina, UOC Andrologia e Medicina della Riproduzione, Università di Padova La fertilità umana sembra in continuo declino, almeno nei paesi più industrializzati, e in Italia in particolare la denatalità è in progressivo aumento. Al di là di fattori socio-economici, il significato biologico di questo fenomeno non è trascurabile. Segni di riduzione del potenziale di fertilità nelle coppie dei paesi occidentali possono essere il progressivo aumento del ricorso alle tecniche di fecondazione assistita, la riduzione della quantità e qualità degli spermatozoi negli ultimi decenni e l’incremento dell’incidenza di anomalie congenite e acquisite del tratto riproduttivo maschile, quali il criptorchidismo, il tumore del testicolo e l’ipospadia. In questo contesto sempre maggiori evidenze sperimentali, cliniche ed epidemiologiche attribuiscono un valore eziopatogenetico a fattori ambientali, stili di vita nocivi e all’età sempre più avanzata alla quale si pensa al progetto riproduttivo. Nonostante sia ancora molto controverso attribuire un ruolo chiaro ai fattori ambientali, sembra ormai accettato che l’inquinamento ambientale possa contribuire alla riduzione della fertilità maschile e della spermatogenesi. Siamo tutti immersi, mangiamo e respiriamo, in un cocktail in cuidiossine, pesticidi, metalli pesanti, componenti plastici e additivi per l’agricoltura si acculano nell’aria e nella catena alimentare. Alcuni componenti di queste sostanze hanno un chiaro effetto negativo sul sistema riproduttivo in studi sperimentali su animali, mentre le evidenze sull’uomo sono meno chiare, ma comunque presenti. Molte di queste sostanze agiscono come distruttori endocrini e quindi possono influire non solo sul sistema riproduttivo dell’adulto, ma soprattutto durante lo sviluppo intrauterino. I distruttori endocrini infatti possono compromettere lo sviluppo della gonade e dell’apparato riproduttivo maschile soprattutto agendo come anti-androgeni e/o in maniera simil-estrogenica, contribuendo ad aumentare perciò il rischio di patologie congenite (criptorchidismo, ipospadia) e a sviluppo tardivo (tumore del testicolo, infertilità, ipogonadismo) per un’alterazione globale della funzionalità delle cellule di Sertoli, di Leydig e della spermatogenesi.

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