4 maggio 2019

May 7, 2019 | Publisher: Rete Ambientalista Al | Category: Other |   | Views: 12 | Likes: 1

4 maggio 2019. Davanti allo stabilimento si sono alternati gli interventi dei portavoce delle associazioni. Un attivista ha precisato che oggi non neanche l'inizio di quello che vogliamo fare. Solo bloccando la produzione avremo soddisfazione. Con l'iniziativa di oggi richiamiamo l'attenzione. Dobbiamo essere in tanti. E' ora che si programmi anche una settimana di manifestazioni come abbiamo fatto agli inizi degli anni Ottanta contro le centrali nucleari. Alcuni manifestanti che partecipano al corteo organizzato da cittadini e movimenti per chiedere la chiusura dell'ex Ilva, la bonifica con il reimpiego degli operai e la riconversione economica del territorio, hanno lanciato fumogeni e petardi contro i cancelli del Siderurgico. La zona sorvolata da elicotteri delle forze dell'ordine. Ci sono poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa, ma non si registrano altri disordini. Una mamma, residente al rione Tamburi, ha detto parlando al megafono: Oggi non riusciremo a chiudere l'Ilva ma una soddisfazione l'abbiamo avuta: abbiamo insegnato ai nostri figli che Taranto non l'acciaio. Chi dice 'verremo a mangiare a casa tua se mio marito perde il lavor rispondo che quegli operai sono nostri fratelli e nostri mariti. Quando vogliamo la chiusura delle fonti inquinanti, pretendiamo che nemmeno un operaio resti senza lavoro. La rappresentante di un movimento ambientalista ha aggiunto: Facciamo queste manifestazioni per difendere la nostra salute. Ho visto una bottiglia di vetro schiantarsi a due passi da me, lanciata da chiss quale imbecille. Sassi, fumogeni e bottiglie contro i cancelli dell'Ilva e qualcosa pure contro i manifestanti. Oggi c'erano i bambini. Scene cos fanno davvero male. Alla causa, a tutti. Non giusto che adesso si parli di questi deficienti e non di chi ci ammazza ogni giorno. Invocano la chiusura dell'Acciaieria, la bonifica con il reimpiego degli operai e la riconversione economica del territorio. I promotori sono giovani che nelle scorse settimane hanno promosso assemblee in diversi quartieri, nel tentativo di unire le associazioni da anni in lotta contro il Siderurgico. All'iniziativa di oggi hanno aderito movimenti che lottano contro le grandi opere come i No Tap, i No Tav, No Muos, No Triv, ma anche Fridays For Future e Climate Strike. In testa al corteo i manifestanti mostrano lo striscione "Tempo scaduto: cambiamo Taranto. E poi altri: Per lo Stato ammazzare i nostri figli non reato, Da Cosenza a Taranto basta morti e ricatti, I bambini di Taranto vogliono vivere. Ci sono anche i genitori di bambini e ragazzi morti per malattie che ritengono connesse all'inquinamento. Pretendiamo giustizia sociale - ha aggiunto un altro attivista - non solo per Taranto ma per tutti i territori che vengono massacrati quotidianamente e questo il nostro benvenuto. Un benvenuto di lotta ai compagni. Insieme sfidiamo le sorti del destino, insieme decidiamo sulle nostre vite e riprendiamoci ci che ci stato sottratto. Al corteo partecipa anche un lavoratore dell'ex Ilva. Sono un operaio del Siderurgico - dice - e ho scelto di partecipare alla manifestazione per i miei figli, per i figli di tutte le generazioni che verranno. In fabbrica non cambia niente, si lavora in condizioni difficili, manca la sicurezza, si va allo sbaraglio. Molte volte - ha osservato il lavoratore - l'operaio costretto a subire certe situazioni perch non pu tirarsi indietro. Quello che accade sotto gli occhi di tutti. Una mamma, Celeste Fortunato, rappresentante del movimento Tamburi Combattenti, ha raccontato di come ragazzi e ragazze siano costretti ad andare via per lavorare. Qui le nostre vite sono sospese. Abbiamo dovuto subire la chiusura delle scuole, chiediamo soluzioni che tutelino salute e lavoro. La visita di Di Maio e di altri quattro ministri del 24 aprile scorso per il Tavolo del Contratto istituzionale di sviluppo - ha sottolineato la cittadina - non stata ben voluta perch i Cinque Stelle hanno tradito le promesse. Radio onda d'urto. Basta morti e ricatti, Il Tempo scaduto: sono alcuni degli slogan degli striscioni con cui i cittadini di Taranto hanno riempito la citt fin da questa mattina in corteo per chiedere bonifica e chiusura dell'ex Ilva. Il percorso iniziato dal rione Tamburi ed terminato davanti ai cancelli di ArcelorMittal, due luoghi simbolo della battaglia contro l'inquinamento. La manifestazione con molti dei genitori dei bambini e ragazzi uccisi da tumori. Le famiglie denunciano anche le carenze sanitarie: "In Oncoematologia pediatrica solo tre posti letto per 40 bambini" Presenti diverse realta' nazionali tra cui No Tav e No Tap. Da Napoli il coordinamento Stop Biocidio che sottolinea " Siamo a Taranto al corteo nazionale per chiedere la chiusura degli impianti di Ilva e di tutte le fonti inquinanti, la bonifica del territorio, giustizia sociale e ambientale. Non siamo qui a esprimere solidariet ma a partecipare attivamente alla mobilitazione a difesa di una terra ferita e consapevolmente sacrificata per lo sviluppo di un paese che dal suo sud ha solo preso, scippato, strappato. Siamo qui perch questa terra, la nostra terra e tutti i territori avvelenati di questo paese sono il prodotto dell'opera di qualcuno, che ha nomi e cognomi, responsabilit e interessi, ed ora che paghi. Siamo qui perch non esistono questioni e vertenze territoriali ma una sola grande unica battaglia nazionale: la bonifica di tutte le terre avvelenate, la fine di tutti i mostri inquinanti, che siano devastazioni dei territori, grandi opere, impianti impattanti o basi militari. Siamo qui e saremo ovunque, per noine per tutte quelle e tutti quelli che non ci sono pi, che di questo modello predatore e assassino sono periti. A Taranto, in terra dei fuochi e dappertutto". Pubblicato da tarantocontro e Pennatagliente's blog

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Movimento di Lotta per la Salute, l'Ambiente, la Pace e la Nonviolenza

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