Lino Balza

Nov 8, 2018 | Publisher: Rete Ambientalista Al | Category: Other |   | Views: 47 | Likes: 1

Lino Balza Luigi Mara & Medicina democratica Luci e ombre di un grande protagonista. Il filo rosso che lega il "sessantotto" alla nascita dell'Associazione di Giulio Alfredo Maccacaro, e passando per la mutazione genetica, fino alla sua scissione. Luigi Mara compare spesso nei miei libri in quanto il nostro sodalizio durato pi di quaranta anni, interrompendosi bruscamente qualche mese prima della sua morte. Della sua vita terrena e postuma, questo taccuino raccoglier aspetti nel bene ma anche nel male, perci non li leggerete mai nelle rituali commemorazioni dei cortigiani e degli pseudoaccademici: incapaci di affrontare un confronto-scontro di idee e, nel contempo, di rendersi conto che in questa epoca "web al quadrato" ogni censura velleitaria. Ad esempio, nel 2016, mentre su Internet era a disposizione di migliaia di persone, nessuno pot sulla Rivista omonima dell'associazione Medicina democratica leggere l'articolo "In ricordo di Luigi Mara", che cominciava cos: ""Sono stato tra i pi prolifici redattori di Medicina democratica Movimento di lotta per la salute, organo ufficiale dell'omonima Associazione fondata da Giulio Maccacaro, della quale il 'quarantennale' nel 2016 rischia di evaporare in autocelebrazione piuttosto che stimolare una solida riflessione indispensabile ad un rilancio ormai indifferibile. Il vero e solo direttore della Rivista sempre stato Luigi Mara. La Rivista stata la sua creatura prediletta fino agli ultimi giorni di vita, quando si trovato costretto a difenderla strenuamente. E anacronisticamente. Ma per decenni quelle riunioni di redazione, in quella catacomba di cantina di via dei Carracci a Milano, hanno rappresentato l'unica forma organizzativa di Medicina Democratica: i rari congressi si riducevano ad una specie di rimpatriata di fedeli e i direttivi erano meno di una formalit. E' cos che di fatto, senza alcun titolo ufficiale, Luigi Mara ha guidato per quaranta anni Medicina Democratica plasmandola come un sovrano illuminato. Tant' che i ruoli di Presidenza, per Statuto, li aveva voluti privi di competenze se non quella di rappresentanza legale. I guai sono cominciati quando l'attivit prevalente, sua e dell'associazione, diventata quella di partecipazione ai processi penali, mentre la presidenza ha teso ad esautorare il Consiglio direttivo e le Sezioni territoriali, anche violando lo Statuto"". L'articolo, che nel prosieguo attribuiva responsabilit a Luigi Mara nella "mutazione genetica" dell'Associazione, fu censurato sulla Rivista (di cui pur ero redattore!) ma divulgato su internet e stampato a pag. 304 vol. 2 su "L'avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza". Per prima di completarlo, facciamo qualche passo indietro. IL RUOLO DIRIGENTE DELLA CLASSE OPERAIA (L'avventurosa vol.2 pag. 305): "" Il mio sodalizio con Luigi Mara, meno giovane di dieci anni, era avvenuto precedentemente all'affermarsi dell'associazione di Maccacaro. Eravamo leader nei rispettivi consigli di fabbrica Montedison di Castellanza e Spinetta Marengo, e ci ritrovavamo alle frequenti assemblee nazionali del sindacato dei chimici, CGIL e FULC, entrambi negli interventi con posizioni assai critiche contro la deriva sindacale, dunque spesso e volentieri in minoranza nei congressi e a contestare i contratti nazionali firmati da Sergio Cofferati in ascesa verso la segreteria nazionale della CGIL. [] Alle riunioni sindacali che tenevamo in prevalenza all'Istituto Donegani di Novara, ospiti di Carla Cavagna, era impressionante quest'uomo, che annotava educatamente con le protesi gli interventi di chiunque fosse anche un asino (deve aver riempito un tir di appunti in sessant'anni di attivit), mi stupiva ogni volta quando infine riusciva, dopo ore di discussioni scientifiche e politiche, a dettare, comprese le virgole, parti intere della 'Piattaforma rivendicativa dei cinque consigli di fabbrica'.[] Eravamo uomini del movimento e dunque ci ritrovavamo spesso alle manifestazioni e sui palchi in giro per l'Italia inquinata, non pi in veste sindacale: io auto-emarginato in CGIL e Luigi addirittura espulso col suo gruppo di Castellanza: di conseguenza, ben presto entrambi affrontammo le rappresaglie aziendali sempre pi pesanti, compreso il tentativo di licenziamento (senza tanta solidariet dall'interno di Medicina democratica, a dire il vero). Eravamo mobilitati (avendo inevitabilmente i sindacati ma anche gli operai contro) a fianco delle popolazioni per l'Acna di Cengio, la Farmoplant di Massa Carrara, la Montedison di Marghera, l'Eternit di Casale Monferrato, il Tav in Valsusa ecc. E mobilitati a scriverne sulla Rivista, strumento di riflessione ma soprattutto di lotta (la mia rubrica fissa era titolata 'Fabbrica e ambiente')."" Gi all'epoca dei "sindacati della classe operaia", eredi del '68, Luigi e Castellanza erano punto di riferimento. La 'Piattaforma rivendicativa dei cinque consigli di fabbrica' nel 1977 fece storia, fu esaminata a Bruxelles. Una parte consistente della piattaforma, anche da me redatta conLuigi Mara, fu presentata a Montedison nell'ambito della Vertenza nazionale di Gruppo, elaborata dai Consigli di fabbrica di Spinetta Marengo, Castellanza, Donegani Novara, Rho, Milano. "Sapere", nuova serie fondata da Giulio A. Maccacaro, accanto ad un editoriale "Seveso due anni dopo, nel luglio 1978 mi pubblic col titolo Sviluppo della chimica fine e dell'occupazione: ""Il biossido di titanio, lavorato a Spinetta Marengo e Scarlino (Grosseto), un pigmento bianco, chimica fine, ma cos come viene prodotto con le ben note 'rigidit' imposte dal capitale, rappresenta, fra l'altro, uno degli esempi pi emblematici di distruzione ambientale e di rapina del territorio. Ovvero i 'fanghi rossi' scaricati nel Tirreno o in Bormida. Si consideri che il prodotto finito rappresenta solo il 10% in peso rispetto a tutte le altre sostanze del ciclo produttivo che vengono valutate scarti e buttate via a inquinare. Ebbene la piattaforma operaia capovolge radicalmente questa logica: a monte innanzitutto come materia prima si utilizzerebbero addirittura le scorie dell'industria siderurgica, a valle oltre il biossido di titanio recuperando scorie e sottoprodotti si produrrebbero anche pigmenti di ferro 'atossici' e materiali magnetici, cio chimica fine. Dunque drastica riduzione del carico inquinante e dei consumi energetici globali, fine dei fanghi rossi, qualificazione della ricerca di chimica fine, integrazione fra siderurgia e chimica, aumento dell'occupazione e sua qualificazione, rispetto della salute dell'ambiente pur migliorando la bilancia dei pagamenti del Paese"". Se Governo e Montedison avessero accolto la piattaforma, lo stabilimento di Spinetta bonificato e riconvertito avrebbe raggiunto i 2.000 occupati. Oggi sono un quarto. Montedison fece la scelta di uscire dal mercato del biossido di titanio, di chiudere l'impianto con i suoi 460 addetti, nonch Scarlino. Eppure la piattaforma, quale proposta di programmazione nazionale del settore chimico e ricerca era stata adottata dalla FULC (Federazione Unitaria Lavoratori Chimici) e sostenuta presso il Ministero del bilancio e della programmazione economica dall'assessore regionale piemontese al lavoro e all'industria. A maggior ragione con orgoglio attestammo su "Sapere" che "" La piattaforma esprime un dato politico rilevante: la capacit dei lavoratori di ricomporre classe, problemi e bisogni portando a sintesi superiore il loro vissuto, le loro conoscenze, le loro esperienze, le loro ricerche, le loro elaborazioni, il loro sapere, le loro lotte attraverso l'affermazione concreta della loro soggettivit con la costruzione di una proposta autonoma e di classe"". Questa fu ed una grande lezione di Luigi Mara. Era nostra convinzione che nel Paese stavamo svolgendo un ruolo di classe dirigente, il ruolo dirigente della classe operaia! mentre quelli del governo e della confindustria spingevano la chimica e la ricerca allo sfascio. Lo attestammo nel 1978 a Spinetta con il Convegno nazionale sulla Ricerca che descrissi con tono epico sui giornali: "" Il futuro Montedison nella chimica fine" "Quando alle otto hanno aperto la porta, anche le bandiere inumidite dalla notte sono sembrate ai compagni del Consiglio di fabbrica un po' meste. Non era facile essere ottimisti: i treni fermi, gli aeroporti bloccati, le autostrade chiuse, una nebbia pesante a tonnellate. Senza dubbio alcuno: era la giornata meno adatta per la riuscita di un convegno. [] E invece dopo pochi minuti gi facevano ingresso i compagni di Porto Marghera: erano partiti prudentemente il giorno prima, per gli appelli dei telegiornali: incidenti a catena, decine di morti, mettetevi in viaggio solo in caso di estrema necessit. Appunto, l'estrema necessit di essere presenti per preparare una strategia comune dei Consigli di fabbrica sulla Ricerca. E arrivano un gruppo dietro l'altro da ogni regione d'Italia: Castellanza guidati da Luigi Mara, Scarlino, Bollate, Cengio, Novara, Cesano Maderno, Villadossola, Milano, San Giuseppe Cairo, Linate ecc. Da Mantova erano partiti ma coinvolti in un incidente stradale: telefonavano tenete conto del nostro documento. Da Torino: venite a prenderci all'aeroporto". [] "Un convegno che ha avuto per sette ore la presenza costante di oltre trecento persone a turno, con la partecipazione in assemblee articolate dei 1600 lavoratori dello stabilimento. Un convegno di massa finalmente. [...] Senza ricerca non c' futuro per la chimica. Senza chimica non c' futuro per l'economia, per i posti di lavoro. [] I ricercatori di Spinetta condividono un documento di 78 pagine per la qualificazione del Centro di ricerca e lo sviluppo dello stabilimento. [] Il documento conclusivo ha trovato pieno accordo delle numerosissime forze politiche e sociali. E', grazie al convegno, un patrimonio di massa."" Cos intendevamo il Movimento di lotta per la salute, Luigi Mara ed io. (L'avventurosa vol. 1 pag. 68). NEL SOLCO TRACCIATO DA GIULIO MACCACARO Insieme cercavamo negli anni '70 di approfondire al meglio il solco tracciato da Maccacaro. Valga l'esempio del "Progetto di riconversione industriale" realizzato dai lavoratori nel 1977. Si pu leggerlo, anche con la mia firma, nella versione integrale in "Dove va la ricerca industriale in Italia" editore stampatori Torino, 1979. Anche questo libro fu opera di Luigi Mara. "" Erano gli anni della solidariet nazionale prima che tramontasse effimero l'orizzonte della programmazione democratica. Ebbene, il progetto seppe individuare un obiettivo specifico del Piano chimico nazionale e impost un segmento completo di quel piano di settore sempre detto e mai (democraticamente) realizzato dai cosiddetti organi di programmazione. Con quel progetto che assunse notoriet internazionale (fu discusso anche al Parlamento europeo) come successivamente con il 'Convegno Nazionale sulla Ricerca', come per tutto quel fecondo fiorire di proposte che non manc davvero in quegli anni nel gruppo Montedison, si manifest una memorabile capacit di elaborazione tecnica e politica della classe lavoratrice, di cui fu portabandiera Luigi Mara. Quella progettualit rifiutata smentisce anche la favola raccontata di un sindacato di fabbrica arroccato a difendere l'esistente (o l'operaismo) contro un padronato proiettato nell'innovazione. Il prestigio dei Consigli di fabbrica in questi anni attirava le migliori risorse tecniche e politiche fra i lavoratori, fino ai massimi livelli di qualifica fra tecnici e ricercatori."" Cos scrivevo all'epoca. (L'avventurosa vol. 1 pag. 192). Scrivevo: "" Figlia di quella progettualit, si pu raccomandare agli storici lo studio dell'ultima 'Piattaforma rivendicativa aziendale' degli anni '70 del Consiglio di fabbrica di Spinetta Marengo. Fu vergognosamente abbandonata e persa per strada. Eppure rappresent per il sindacato il punto pi alto, il punto di arrivo purtroppo, di elaborazione sui temi di rivendicazione ambientale: non affrontati solo all'interno del tradizionale capitolo dedicato all'ambiente ma anche sotto il profilo degli investimenti e della ricerca, del risparmio energetico, del rapporto con il territorio, dell'efficienza delle strutture aziendali e locali, dell'organizzazione del lavoro, dei costi di produzione, delle produttivit, del salario eccetera. Quella piattaforma, documento storico sul ruolo dirigente della classe operaia, testimonianza di egemonia culturale nei confronti delle gerarchie aziendali, emblema del prestigio raccolto dal Consiglio di fabbrica, apogeo sindacale prima del rapido declino, quella piattaforma non rimasta reperto archeologico ma tornata a rivivere nel conflitto sociale grazie alle associazioni ambientaliste alessandrine, nella forma delle rivendicazioni dell'Osservatorio ambientale della Fraschetta. Questa piattaforma il tema del mio contributo al libro 'Attualit del pensiero e dell'opera di G. A. Maccacaro - Costruzione della scienza, del lavoro, della salute, dell'ambiente salubre', grazie a Luigi Mara edito a cura del 'Centro per la Salute Giulio a. Maccacaro', pagine 248, lire 18.000"". E c'era sul campo di battaglia Luigi Mara quando ad Alessandria presentai all'opinione pubblica le proposte dell'Osservatorio ambientale della Fraschetta. Scrissi nel 1988 sui giornali: "" Al gremitissimo convegno, che abbiamo organizzato come associazioni ambientaliste, ripresi anche dalle TV, tutti hanno confermato di essere fautori della realizzazione dell'Osservatorio. Perfino il silenzio dell'amministratore delegato Montefluos, Paolo Bolzani, piombato d'urgenza da Milano e seduto accanto al nemico storico di Medicina democratica, Luigi Mara, stato interpretato come tacito assenso, invece aveva lasciato la sala visibilmente contrariato. Per 'tutti' intendiamo: sindacalisti, amministratori pubblici, tecnici della salute e dell'ecologia, politici, consiglieri di quartiere, segretari di sezione, cittadini comuni, assessori. Un coro di consensi"". (L'avventurosa vol. 2 pag. 64). L'articolata piattaforma rivendicativa dell'Osservatorio ambientale della Fraschetta tra i suoi capitoli comprendeva anche quello che diventer finalmente nel 2008 il capo di imputazione del processo in Corte di Assise: l'avvelenamento doloso delle falde e la dolosa omessa bonifica. COMPAGNO DI LOTTA E Luigi Mara c'era sul campo di battaglia quando Montedison avvi la catena di rappresaglie contro di me. (L'avventurosa vol. 2 pag. 72). Per "La mia sporca cassa integrazione" del 1988 egli scrisse su Il Manifesto: "" Lino Balza, licenziato ecologico" "La Montedison di Raul Gardini pensa di essersi liberata di Lino Balza, una delle rare e implacabili voci che ancora si levano dalle fabbriche?"". Non si liber di Balza, anche grazie a Luigi che mi garant una assistenza infaticabile a tutti i livelli su tutto il territorio nazionale (interpellanze parlamentari ecc.) Non esistevano computer e mail, bens ricevevo lettere scritte a mano, tantissime, con bella grafia nonostante le mani gliele avesse strappateMontedison nell'incidente del 1967. E Luigi Mara c'era a Massa Carrara quando a parlare della mia rappresaglia accettai l'invito dell'Assemblea permanente Comitato dei cittadini davanti alla Farmoplant, di cui Luigi era l'anima. Luigi rivendic che la sovranit e la volont popolari vanno rispettate, l'inceneritore e gli impianti Farmoplant/Agrimont andavano smantellati in sicurezza, l'ambiente bonificato, il territorio riqualificato e l'occupazione rilanciata con l'attuazione del piano presentato grazie a lui dalla popolazione di Massa Carrara alla CEE. Mi commossero tutti quegli applausi di solidariet, anche se la mia relazione risult un po' troppo lunga nell'affrontare il ruolo dell'informazione: "" L'informazione, come giustamente sottolinea il vostro giornale 'L'assemblea' fondamentale 'come fine' della mobilitazione popolare, diritto irrinunciabile delle popolazioni di 'sapere', 'conoscere', decidere coscientemente per la tutela della salute e dell'ambiente. L'informazione, aggiungo, dobbiamo anche intenderla 'come mezzo': anche noi cio dobbiamo sempre pi essere in grado di 'comunicare', informare delle nostre lotte, socializzare all'esterno, fare dell'informazione un 'mezzo di lotta'. Ambiente e salute sono temi sensibili all'esterno. Per, come il capitalismo vive le sue contraddizioni (che dobbiamo far scoppiare), anche noi dobbiamo dominare le contraddizioni sociali che inevitabilmente le nostre lotte portano con s. Pensiamo a Massa, Cengio, Manfredonia gli scontri anche fisici con operai o contadini, o a Spinetta il sindacato che tenta di mettermi in cassa integrazione. L'informazione, la comunicazione si rivela sempre pi fondamentale 'mezzo di lotta'. Sarebbe auspicabile una sorta di coordinamento nazionale delle informazioni che provengono dai tanti movimenti di lotta che nascono nel Paese, molti dei quali si stanno dotando di un proprio giornale []."" Senza sapergli dare un nome, perch internet non esisteva, prefiguravo la Rete delle Reti che inseguir negli anni 2000. (L'avventurosa vol. 2 pag. 85). Grazie alla magistratura, mi salvai dalla cassa integrazione, che sarebbe stata per me espulsione definitiva dalla fabbrica (L'avventurosa vol. 2 pag. 83). Fu proprio Luigi Mara che mi consigli di presentare ricorso al Tribunale di Milano dove la scelta dei Pretori del Lavoro avviene per sorteggio, scartando Alessandria con fama di compiacenze padronali (che conserver in saecula saeculorum). Come legale di assoluta fiducia mi indic Mario Fezzi, l'avvocato che difende cause solo a favore dei lavoratori. Con Fezzi si instaur una collaborazione che durer anni, basata su un condiviso metodo di lavoro per le rispettive competenze: a lui la parte di diritto e a me quella dei fatti, che curavo con maniacale precisione di descrizioni e dati: per vincere non basta aver ragione. Complessivamente saranno 7 cause in pretura, 4 in appello, 2 in cassazione, tutte concluse a favore ma piene di sofferenze: cassa integrazione, tre trasferimenti, mobbing, anni di dequalificazione professionale, di inattivit assoluta, oltre ad uno stillicidio di tentati provvedimenti disciplinari e vertenze minori e, ciliegina sulla torta, il tentato licenziamento. Il corollario furono querele, esposti, denunce, manifestazioni, scioperi della fame, incatenamenti, chilometri di firme di solidariet, titoli su titoli in giornali e tv. ( L'avventurosa vol. 2 pag. 155). La curva delle rappresaglie raggiunse l'apice con il licenziamento del 1992: per i volantini di Rifondazione con denuncia (quasi anticipando Mani Pulite) di tangenti in Ausimont-Montedison. L'avv. Mario Fezzi mi avvert: questa volta nel ricorso ci toccato il pretore Massimo Meroni, un fascista, ma vinceremo in appello. Perfino Luigi Mara dello stesso avviso. No no, dobbiamo vincere subito, lo zampino di Montedison sui giudici di appello rampante, fascista o non fascista se Meroni onesto annuller i licenziamenti. Presi in mano penna telefono e fax; anche l'immancabile Luigi Mara, cio Medicina democratica, si attiv a 360 gradi. Le prese di posizione furono immediate: banchetti per la raccolta firme, centinaia di sottoscrizioni dei lavoratori e migliaia dei cittadini sul tavolo del sindaco, del prefetto, parlamentari e ministri, ordine del giorno del consiglio comunale, delibera della giunta, prese di posizione di PDS, Verdi, Medicina democratica, Lega per l'ambiente, CGIL di fabbrica, Cgil-Cisl-Uil segreterie chimici (pur dichiarandosi "diffamate per le accuse rivolte" a loro), Cisl metalmeccanici, consiglio di fabbrica Michelin, Cub, consiglio di fabbrica di Bollate, Psichiatria democratica ecc. intervento (inascoltato) del Prefetto, in tutta la provincia campeggiavano manifesti di Rifondazione Comunista e manifesti di mille cittadini firmatari. Il pretore si riveler onesto annullando qualche mese dopo i licenziamenti Balza/Spinolo. Nel frattempo per accadevano dietro alle quinte risvolti inquietanti, per i quali ricorrevo al consulto di Luigi Mara. Ad esempio: "" Caro Luigi, ho atteso, prima di mandarti il materiale, che si delineasse il panorama politico sindacale. Che assai fosco. Si sviluppata una intesa fra Montedison e Cgil, secondo la quale Rifondazione rinuncia all'esposto penale per tangenti contro Ausimont e Montedison in cambio rinuncia alla denuncia per diffamazione contro Rifondazione. I due licenziati se la cavino come possono. Rifondazione, ovvero l'on. Angelo Muzio, si sta mostrando sempre pi sensibile alla 'mediazione' della Camera del lavoro. Tant' che Muzio tentenna, tende a 'rinviare' la presentazione dell'esposto penale, affermando che necessaria una 'valutazione pi attenta del partito'. Per noi invece sarebbe importante andare al processo dei licenziamenti ANCHE esibendo l'esposto di Rifondazione []"". ( L'avventurosa vol. 2 pag. 169). DENTRO I MOVIMENTI Con Luigi non passavamo il tempo nei tribunali, se non per legittima difesa, per sopravvivenza. Perch la "Medicina democratica" di Maccacaro era "Movimento di lotta" e noi stavamo dentro i Movimenti di lotta sui territori. Luigi Mara era l'esempio di intellettuale organico: "non separato per mestiere e appartenenza di classe dal resto della societ, ma proveniente da questa e legato alla classe lavoratrice dal compito di costruire attivamente la sua emancipazione" (A. Gramsci, Quaderni del carcere). Luigi trovava anche il tempo per scrivere libri. E che libri. Cos recensivo sui giornali (1994): "" Ben pi di un paragrafo: un'intera biografia meriterebbe Luigi Mara, autore di 'Oltre lo spreco'. Il personaggio infatti straordinario, per sapere scientifico e per umanit, per scelte di vita eccezionali. Alle cattedre baronali e alle poltrone politiche ha preferito una militanza in fabbrica (Montedison di Castellanza), in prima linea, quella fabbrica che, giovane ricercatore, gli aveva strappato in un incidente entrambe le mani, in quella fabbrica dove ha promosso instancabili battaglie sindacali e ambientaliste culminate in cinque licenziamenti per rappresaglia (in sintonia con il licenziamento dalla CGIL), in quella fabbrica dalla quale ha tessuto una trama internazionale di relazioni scientifiche (e umane, che gli sono pi ambite) che raccoglie indiscusso prestigio anche fra gli avversari. Studio ed esperienza in campo. Perito di tribunale, conferenziere, giornalista, polemista picchettatore, in prima linea ovunque, in Italia e all'estero, le comunit di base lottano per la salute e l'ambiente. Le 412 pagine di 'Oltre lo spreco' sono un formidabile strumento di lotta, il cui merito Mara non attribuisce a se stesso ma alle lotte concrete delle popolazioni a rischio, alla 'soggettivit popolare', come processo di ricomposizione dei diversi saperi e strumento di fondazione della scienza della salute e dell'ambiente.[] Mara e Castellanza diventarono punto di riferimento di tutte le realt lavoratrici (un lungo capitolo del libro dedicato a Spinetta Marengo) in lotta nel decennio rosso per affermare quella cultura radicale e originale della salute in fabbrica e nel territorio che ha permeato gran parte della societ, dalla scuola al parlamento, e che ancora oggi baluardo alla restaurazione. [] Vi un'ultima chiave di lettura di 'Oltre lo spreco', filosofica e politica: la tensione etica morale, le riflessioni sulla democrazia, sul potere, sulla partecipazione, la lode del conflitto sociale, culturale e politico, l'esaltazione del sapere e della cultura popolare, della democrazia diretta, la demistificazione dell'oggettivit della scienza, il disprezzo verso i baroni della scienza e della medicina e i 'cantori del Palazzo', i temi cari della 'soggettivit popolare', della 'non delega', del 'rischio zero', gli attacchi al sistema produttivo e consumistico, a uno sviluppo insostenibile che crea fame, malattie e disoccupazione, le punte polemiche contro i sindacati e i verdi, e soffertamente contro alcune realt operaie."" Quali insegnamenti! (L'avventurosa vol. 2 pag. 303) Ancora nel '95 esprimevo (perfino su "Umanit Nova" settimanale anarchico) questi giudizi su Medicina democratica, mentre si svolgeva a Perugia il 5 Congresso dell'Associazione alla vigilia del ventesimo anniversario della scomparsa di Giulio Maccacaro. Apprezzamenti che non ripeter nel quarantesimo anniversario. Ancora negli anni '90 quegli insegnamenti di Luigi Mara erano di un gigante, purtroppo in mezzo a tanti nani. Infatti quegli insegnamenti saranno completamente dimenticati nell'involuzione che subir negli anni a venire l'Associazione di Maccacaro. LA RIVISTA DI LOTTA (L'avventurosa vol. 2 pag. 207). Il 1991 l'anno in cui la Rivista autogestita, finalmente bimestrale, di Medicina democratica Movimento di lotta per la salute usc in una nuova veste radicalmente rinnovata non solo nella grafica ma anche nei contenuti e nel corpo redazionale. Luigi Mara specific: ""E' lo sbocco positivo di un processo di crescita che ha coinvolto 'esterni' al nucleo originario della rivista: compagni e compagne, comitati e gruppi di base, anche non italiani, movimenti e associazioni interessati ad un comune lavoro di ricerca, sperimentazione, analisi e proposte sui terreni della salute, della sicurezza e dell'ambiente, in stretta connessione con i temi della piena affermazione della libert, della dignit e dei diritti fondamentali delle persone"". Pubblicizzai sui giornali: "" Medicina democratica: una rivista per la salute dell'ambiente e dell'uomo. [] La Rivista fondata da Giulio Maccacaro si offre di coniugare la 'teoria' con la 'prassi' del movimento di lotta per la salute, dando voce privilegiata ai 'soggetti sociali non istituzionalizzati' ma impegnati 'in prima linea' a difesa della salute, dell'ambiente e dei diritti. Insomma una rivista che, pur nella sua specificit e parzialit, ma tramite rigore scientifico, si batte per affermare la libert e la democrazia sostanziale dalla fabbrica al quartiere, dalla scuola all'ospedale, dalla caserma ad ogni dove della societ. []"" Molti sono i temi di interesse alessandrino: Montedison, Acna, Casale Monferrato [] Di cui scrivo:"Chiudere, smantellare e bonificare l'Acna per risanare la Valle Bormida", "La marcia dell'acido fluoridrico per la Padania". Inauguro la mia rubrica "Fabbrica e ambiente". Il grafico Pietro Galli, il poeta, operaio naturalmente, Ferruccio Brugnaro, direttore Luigi Mara senza il quale, forse, Medicina democratica neppure sarebbe sopravvissuta a Maccacaro. Nel '91 "Valle Bormida Pulita", diretta da Renzo Fontana, aveva superato le 16mila copie. Valle Bormida Pulita offriva molto spazio a me e alla rivista di Medicina Democratica, anche riproponendo interi articoli: emblematico l'editoriale di Luigi Mara su "Rischio Zero" con l'esaltazione delle lotte sul territorio quando esse hanno preso coscienza della non neutralit della scienza e della tecnica (e delle istituzioni). Con Luigi Marafui invitato ad Alba dal "Comitato albese contro Acna e Re.Sol". Le nostre due relazioni, sulle quali ci eravamo consultati, occuparono quasi la met di Valle Bormida Pulita. Luigi in particolare tenne una lezione sulle tecniche alternative di degradazione dei rifiuti tossico nocivi, alle quali aveva dedicato il libro "Oltre lo spreco", e cit numerosi esempi del business rifiuti nazionali e internazionali. Io feci una analisi dell'emergenza rifiuti in Italia, sia urbani che industriali, emergenza intenzionalmente peggiore che nel resto del mondo per mancanza di controlli e vuoti di legislazione, allineata sul ricorso al business inceneritori (al punto che molte aziende sono contemporaneamente inquinatori e disinquinatori e inceneritoristi); noi poi siamo maestri di tangenti. (L'avventurosa vol. 2 pag. 215). "Oltre lo spreco" fu posto in vendita al "Convegno sulle tecniche alternative" che organizzai ad Alessandria. Ci fu molto utile in una situazione nella quale la Sezione si stava battendo contro un piano rifiuti provinciale che prevedeva tutto e di pi: un mega inceneritore da 90 mila tonnellate nella Fraschetta a Castelceriolo dove gi insisteva una megadiscarica, nonch la discarica tra Sezzadio Predosa e Casalcermelli, nonch la 'struttura mobile' attorno a Casalcermelli, nonch l' 'inceneritore mobile' su camion a Novi Ligure, nonch l' 'impianto di compostaggio fanghi' di Tortona, nonch l''impianto di biodigestione anaerobica' da localizzare, nonch gli 'impianti di preselezione' da realizzare a Novi, Tortona e di nuovo Castelceriolo. Nelle assemblee e sui giornali invitai a partecipare all'iniziativa di Moratoria nazionale: ""Con Medicina democratica, Greenpeace, WWF, e gli altri Comitati popolari di ogni parte d'Italia, raccogliamo le firme per una Moratoria nazionale di almeno dieci anni contro ulteriori impianti di incenerimento. In alternativa dei quali le nostre proposte di riduzione-recupero-riciclo sono note."" E citai a proposito il libro di Luigi Mara "Oltre lo spreco" e rimandai alla lettura della rivista Medicina democratica. (L'avventurosa vol. 2 pag. 294). Riandando al vecchio secolo, mi pregio di aver scritto: ""E' vero: negli anni conosci anche 'tanta bella umanit'. Di quegli anni anch'io, fra le tante, voglio ricordare tre persone scomparse, tre figure esemplari. Renzo Fontana, che per me rappresenta la figura ideale del giornalista dotato di elevata professionalit non usata come mestiere a proprio tornaconto ma impegnata al servizio di una missione sociale. Lasciata la redazione dell'Unit di Genova, Renzo fonda una vera novit pubblicistica in Italia, alla quale Patricia Dao, moglie e redattrice, nel libro 'Bormida', mette a nudo la sua storia privata e collettiva e d vita al ricordo di 117 anni di resistenza popolare, umile, solidale, tenace e vittoriosa. Protagonista nel mio libro, Luigi Mara secondo me incarna la figura dell'intellettuale organico' come la concepiva Antonio Gramsci ('Passaggio dal sapere al comprendere, al sentire e viceversa, dal sentire al comprendere, al sapere'. Quaderni del carcere XVIII). Luigi in quei decenni seppe effettivamente mescolarsi alla vita pratica, a partire dalla centralit del lavoro industriale nella societ moderna, come costruttore e organizzatore dell'egemonia culturale della classe lavoratrice emancipata dagli 'intellettuali tradizionali' cos ben impersonati dai baroni universitari della medicina. Abbiamo girato insieme mezza Italia, nelle trincee dove le popolazioni stavano lottando, alle quali lotte Luigi portava il sostegno della sua scienza, ma non solo: della sua passione. Mi hanno insegnato molto quelle giornate, anzi serate, del nostro peregrinare. Infine Gianni Spinolo: un'altra figura costante nel libro a impersonificare il marxista 'ruolo dirigente delle classe operaia' uscito dal '68, quale moderna 'classe rivoluzionaria' che ha in s le potenzialit di organizzare un nuovo modello sociale e politico, quanto meno di introdurre, come diceva Enrico Berlinguer, elementi di socialismo nella societ capitalista; di qui la sua sensibilit anche ai temi della pace e all'ecologia (Gianni era vegetariano, animalista, se gli attraversava la strada un serpentello era capace di buttarsi nel fosso per evitarlo)"". (L'avventurosa vol. 2 pag. 228). Ad Alessandria Luigi Mara rest sempre vicino, accanto ai Movimenti: baston (siamo gi nei primi anni 2000) su internet sonoramente Fulvio Aurora 'sotto qualsiasi profilo umano, culturale, sociale e politico' quando questi -inchinandosi ai politici- mand in cacca il 'Convegno di lotta su Tav e amianto' organizzato a Casale Monferrato dalle Sezioni di Alessandria, Novara e Torino, dai Comitati Notav valusini, piemontesi e liguri, dalla Rete dei comitati e delle associazioni ambientaliste della provincia di Alessandria. Per quel fattaccio mi convinse, con i pi immeritati apprezzamenti che mi siano mai stati rivolti, a non rassegnare le dimissioni da Medicina Democratica. Quella arrogante prevaricazione nei confronti delle realt locali rimarr fino ai giorni nostri una caratteristica del comportamento verticistico di Aurora, gi incurante dello stridente conflitto di interesse di vicepresidente di Medicina Democratica e responsabile nazionale della sanit di Rifondazione Comunista. Era il 2006 e fin d'allora mi dimostrai, purtroppo, lungimirante rispetto alla realt odierna. Scrissi infatti sulla Lista: "" Non accettabile una mutazione genetica di Medicina Democratica quale si ravvisa nel comportamento di Aurora, bens bisogna riaffermare la direzione collegiale di Medicina Democratica che non propriet privata di chi decide sopra e contro gli altri; Medicina Democratica deve restare un Movimento di lotta per la salute, che agisce con le Sezioni fra i Movimenti, e non contro o fregandosene dei Movimenti"". Conservo quelle mail di peso storico, mie e di Mara. Per averne riferito i contenuti, dieci anni dopo Enzo Ferrara mi ha censurato l'articolo sulla Rivista (di cui risulto redattore) su mandato del direttore responsabile Aurora. Sullo stesso mandato, Franco Cilenti mi ha censurato su Lavoro&Salute, periodico politico collaterale di Medicina democratica. LA RIVISTA ANACRONISTICA Conservo quelle mail di peso storico, mie e di Mara, e con pi affezione le precedenti lunghe lettere di Luigi con quella inconfondibile grafia, non c'era elettronica, neppure telex a portata di mano, nei primi tempi si rubava l'accesso ai telefoni della Montedison. Le lettere riguardavano principalmente la "scaletta" della Rivista in corso di preparazione, per la quale egli chiedeva contributi in ogni parte d'Italia e all'estero. "" La Rivista" -scrivevo nell'articolo censurato- " stata per decenni l'organo ufficiale e il distintivo all'occhiello di Medicina Democratica, lo strumento pi importante, anzi l'unico strumento operativo assieme all'attivismo locale di alcuni sacerdoti del verbo di Maccacaro. Luigi Mara si intestardito a volerla mantenere negli anni 2000 com'era stata dai suoi esordi. La qualit dei contenuti e le eccellenze delle persone in Medicina Democratica, espresse per decine di anni, avrebbero meritato, in confronto a tutte le organizzazioni ambientaliste, un riscontro ben maggiore di adesioni e di influenza pubblica. Ci non avvenuto: emblematico che l'Associazione si ritrovi dopo 40 anni ridotta ad un numero ridicolo di Soci. Il rischio di condannarsi a una nicchia. Nicchia di anziani. Cause concorrenti: l'allontanamento dai Movimenti, la radicalit dei contenuti e i limiti della comunicazione. Stante la sacrosanta irrinunciabilit dei contenuti originali, occorreva intervenire sul sistema di comunicazione prima che fosse troppo tardi. La proposta della Sezione di Alessandria di farsi carico, gratis, di nuove piattaforme di comunicazione (FB, Twitter, Disqus ecc.), a cominciare dalla realizzazione della 'Rivista on line di Medicina democratica Movimento di lotta per la salute', invece stata strenuamente avversata da Mara e dai conservatori, al punto da impedire perfino un Referendum consultivo fra i Soci. A nulla valso dimostrare che la Rivista in forma cartacea, fino agli anni '90 strumento glorioso e principale di comunicazione bimestrale, sempre pi in crisi per il numero degli abbonati e delle vendite, delle copie inutilizzate in cantina. E' praticamente ignorata dai giovani, che usano altri mezzi. Oggi, regalarla una o due volte all'anno a poche centinaia di persone come fosse un volantino (non sempre gradito): un lusso che economicamente non ci permesso, oltre che uno spreco di energie. Ha senso distribuire un cartaceo impostato e scritto pi di sei mesi prima? Dove sta l'attualit? Chi lo legge? E ci aspettiamo che qualcuno si faccia socio? Oggi, in epoca piaccia o non piaccia internet, la Rivista cartacea anacronistica rispetto al linguaggio 2000 e soprattutto perch, considerati la periodicit e i tempi di approntamento, resta sideralmente lontana dall'attualit, dunque sempre superata dagli avvenimenti e disancorata dalle azioni. Se invece la Rivista si trasforma on line, un Blog, essa pu essere implementata giornalmente da un minimo di redazione. Consultabile da chiunque, socio o non socio, finalmente anche dai giovani. Gli accessi possono diventare decine di migliaia. Costo zero. Se vuoi, stampi oppure scarichi il file formato pdf, addirittura lo carichi su un lettore portatile. Il Blog non comprime nessun contenuto: ciascun post pu contenere l'intera Divina Commedia, semmai semplifica e agevola la conoscenza, la estende senza limiti obbligati. Vuoi approfondire? Con un clic hai tutto ci che stato prodotto su ciascun argomento. Le sezioni specialistiche possono essere fisse o temporanee. Insomma in uno strumento unico hai: la comunicazione in tempo reale e l'archivio storico di Medicina Democratica. Il Blog di Alessandria un esempio. Il tutto gratis"". Furono parole al vento. Meglio nel 2018 pagare migliaia di euro ad una giornalista. MACCACARO TRADITO L'articolo censurato (L'avventurosa vol. 2 pag. 308) proseguiva: "" Intestardirsi a voler conservare la Rivista negli anni 2000 come un feticcio del passato ha rappresentato il secondo grande errore di Luigi. Ma forse stato inevitabile se vero che la Rivista altro non che lo specchio dell'Associazione, della sua natura. Infatti Il primo errore non scaricabile tutto addosso a Luigi Mara, ma va distribuito fra altri, me compreso. C O N T I N U A Per prenotare il libro in forma cartacea bisogna comunicare a balzamd@gmail.com di aver fatto un bonifico di almeno 10 euro su IBAN IT25R0558410400000000002329, oppure su Paypal lubaja2003@yahoo.it Tutte le sottoscrizioni saranno, come sempre, interamente devolute alla Ricerca per la cura del mesotelioma.

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