parte quarta 291118

Nov 28, 2018 | Publisher: Rete Ambientalista Al | Category: Other |   | Views: 18 | Likes: 1

Luigi Mara & Medicina democratica Luci e ombre di un grande protagonista. Il filo rosso che lega il "sessantotto" alla nascita dell'Associazione di Giulio Alfredo Maccacaro, e passando per la mutazione genetica, fino alla sua scissione. La prima parte del libro stata pubblicata l'8/11/18 sul Blog della Rete Ambientalista Movimenti di lotta per la Salute, l'Ambiente, la Pace e la Nonviolenza: clicca qui. La seconda parte il 15/11: clicca qui. La terza il 22/11: clicca qui. Da pag. 48, quarta parte: AUTOCONVOCATI: "RIFONDARE MEDICINA DEMOCRATICA" "Ricostruire democrazia e partecipazione" fu dunque il tentativo dei Congressi di Livorno Val di Cecina (Pisa) e Alessandria (7 aprile e 25 marzo 2018), malgrado gli attacchi in corso a persone e Sezioni. Ma tale la sfiducia nella presidenza che i Soci mettono a verbale il monito: "" Ogni tentativo rivolto a zittire ed estromettere Soci (Lino Balza, fondatore di Medicina Democratica) verr inteso come rivolto a ciascun Socio e alla Sezione tutta"". Ci tengo a ricordare che Luigi Mara era scomparso due anni prima e a ribadire che non avrebbe mai cercato di farmi zittire ed estromettere. Con l'autoconvocazione di Rosignano del 7 aprile, i Soci di Alessandria, Livorno, Val Cecina, Ferrara, Genova, Firenze, sottopongono a tutti i Soci un documento dal titolo: "" L'esigenza di rifondare Medicina Democratica quale Movimento lotta per la salute assai diffusa tra i Soci e si esprime con apatia e anche con spinte a scissione. Ma anche con precise prese di posizione, come quelle votate dai Congressi di Alessandria, Livorno, Val di Cecina (Pisa), Viareggio, e da porre in votazione al Congresso nazionale"". Conclude il documento: ""In estrema sintesi l'analisi che abbiamo svolto a Rosignano la seguente. Cos' oggi Medicina democratica. Numero Soci ridotto al lumicino. Attivit prevalente rivolta a partecipare ai processi giudiziari, quasi fosse un monopolizzato studio legale. Struttura decisionale accentrata su poche persone e su Milano. Idem per l'uso delle risorse e dei rimborsi. Svuotamento delle cariche e degli organismi sociali: Direttivo non rappresentativo delle Sezioni, usato a sanatoria delle decisione di vertice. Addirittura tentativo di ulteriore accentramento tramite una 'segreteria' o 'esecutivo' (non previsto dallo Statuto). Assenza di partecipazione dei Soci. Assenza di confronto democratico. Opacit e autoritarismo delle decisioni. Emarginazione delle Sezioni territoriali. Assenza dai territori e dai luoghi di lavoro. Nessun peso politico a livello nazionale. Come dovrebbe essere Medicina democratica domani. Ritorno ai principi fondanti. Prevenzione primaria. Non delega. Partecipazione. Movimento di lotta in mezzo ai cittadini e ai lavoratori. Dialogo e cooperazione con i Movimenti e i Comitati locali. Radicamento nel territorio e nei luoghi di lavoro. Dunque promozione delle Sezioni per facilitare la partecipazione. Gestione coordinata delle lotte condotte localmente. Bilanci trasparenti e vagliati dalle Sezioni, volti a finalizzare le risorse alle battaglie locali. Interlocuzione con le istituzioni locali e nazionali. Proposte organizzative e statutarie. Consiglio Direttivo in diretta e determinante rappresentanza delle Sezioni. Autosufficienza economica delle Sezioni. Valorizzazione del ruolo del Socio e della democrazia dal basso: ripristino della Lista Soci Circolare e ricorso allo strumento referendario. Selezione estrema delle vertenze giudiziarie e da decidersi localmente. Eliminazione della figura di 'responsabile delle vertenze giudiziarie'. Realizzazione del Comitato tecnico scientifico. Infine voto sulla Mozione di modifiche dello Statuto all'Assemblea generale straordinaria. Elezione di una Presidenza che sia garante della loro realizzazione"". Dunque assolutamente non Caldiroli. LE SEZIONI AMMUTOLITE AL CONGRESSO Luigi Mara avrebbe affrontato la sfida di Livorno. Invece Caldiroli, designato in pectore nuovo presidente (e gi impadronitosi della macchina organizzativa per delega del presidente Duca, re travicello) illegalmente si rifiuta addirittura di porre all'ordine del giorno le Mozioni delle Sezioni di Alessandria e Livorno e dei Soci delle altre Sezioni, rendendo quindi inutile la presenza delle stesse al Congresso di Napoli. Il disegno di Caldiroli infatti intende eliminare le due scomode Sezioni e Ferrara. Tant' che nel Direttivo non vengono inseriti Barbara Tartaglione e Maurizio Marchi, Responsabili delle Sezioni, addirittura gli unici due eletti dalle uniche due Sezioni che avevano svolto i Congressi territoriali! Anzi, Fulvio Aurora insiste che certi personaggi vanno buttati fuori: "azzerati" il termine che gli piace (Verbale dell'Assemblea congressuale). Alla faccia della democrazia e della partecipazione. All'Assemblea congressuale, che statutariamente sarebbe sovrana, fu impedito di valutare l'opportunit di porre le Mozioni in votazione, ovvero comprensibilmente di avviare un percorso democratico di discussione, stante che tutti si rendevano conto che esse rappresentano una svolta radicale allo stato "critico" in cui versa l'Associazione e al suo "discusso" Gruppo dirigente, che esse modificano radicalmente la composizione del Consiglio direttivo quale essenziale strumento democratico e partecipativo delle Sezioni, che esse annullano l' autarchia e la burocrazia che si creata, che esse riportano l'Associazione ai valori originari di "Movimento di lotta per la salute" piuttosto che studio legale Il percorso, per essere democratico, avrebbe dovuto essere partecipato, cio necessariamente coinvolgere nella discussione e nelle decisioni la totalit dei Soci, e non pi minoranze, meno che meno burocratiche, e dunque concludersi con un Referendum. Come appunto chiedevano sui verbali le Sezioni dissidenti. Affermazioni e rivendicazioni che Caldiroli Aurora & C. definivano "infamanti denigrazioni" "ingiurie" "campagna di falsit" da perseguire con espulsioni e vie legali. Tramite Laura Mara? Quando nasceva Laura, 31.05.1974, io e quel gigante di Luigi Mara da un bel po' eravamo in giro per l'Italia ovunque c'erano movimenti in conflitto, dando e prendendo legnate dai sindacati, sottoposti a rappresaglie in Montedison ma ma senza partecipazione e solidariet da parte di Calderoli & company, quelli che oggi osano "stigmatizzare all'unanimit". Ieri. Ma oggi, si pu definire "Movimento di lotta" una associazione che in Valsusa non ha una Sezione? Si pu definire "Movimento di lotta" una associazione che, quando qualunque PM apre un processo in qualunque angolo raggiungibile del paese, assieme a tanti altri che non avevano mai mosso un dito per la prevenzione primaria sul territorio, piomba parte civile come un avvoltoio con la scusa di tutelare le vittime, alle quali andr nulla o una miseria, bens allo scopo di rimediare la parcella dell'avvocato e un "risarcimento" per impolpare un bilancio utile a poche persone? Sono convinto che Luigi Mara avrebbe impedito la scandalosa autolesionista conclusione del Congresso di Napoli. Che io cos commento sulla Lista alternativa dei Soci. "" Ingenui. Personalmente penso che i Soci delle Sezioni di Alessandria e Livorno e dell'autoconvocazione di Rosignano siano degli ingenui a insistere a rivendicare un Referendum fra tutti i Soci sulla proposta di realizzare una 'Associazione fondata sulle Sezioni', di portare cio a realizzazione la creatura voluta da Maccacaro e gi disegnata nello Statuto. Sarebbe una richiesta legittima, anzi dovrebbe trovare una porta spalancata se, sottolineo il se, se 'Medicina democratica Movimento di lotta per la salute' fosse 'democratica' e 'movimento di lotta'. Lo ? Ogni Socio dovrebbe porsi la domanda. 'Democrazia" sostanza, anche forma, ma soprattutto sostanza. La sostanza della democrazia la 'partecipazione'. Sono stati, questi, i principi fondanti dell'Associazione di Giulio Maccacaro. Senza partecipazione non esiste democrazia sostanziale. Dopo 40 anni dalla sua fondazione, l'adesione ridotta a un paio di centinaia di Soci. Scandalizzante. Come partecipa poi questo minuscolo numero di Soci alla vita dell'Associazione? IL GOLPE DEL CONGRESSO Come partecipa? Ebbene, ad aprile 2018, si tenuto il nono Congresso Nazionale a Napoli. Quanta partecipazione c'era stata nei Congressi di Sezione? Nessuna: ad eccezione di Alessandria e Livorno, che hanno esercitato partecipazione e democrazia, non si svolto nessun Congresso territoriale!! Eppure le Sezioni dovrebbero essere la struttura portante di una Associazione che tragga linfa dal territorio come Movimento di lotta. Dovrebbero: quali espressioni di partecipazione e democrazia enfatizzate e promosse dallo stesso Statuto in una miriade di articoli violati. Mezzo Statuto incentrato sulle Sezioni, mezzo Statuto invece violato, di fatto abolito. Ma allora chi rappresentavano i pochi Soci convenuti a Napoli? Se stessi, individualmente, non le Sezioni. Le quali, in questi anni sono state emarginate e annullate dalle Presidenze, soprattutto dall'ultima. A Napoli, di conseguenza, non c'erano Sezioni storiche: Bologna, Ferrara, Torino, Brindisi, Marghera, Genova, Roma; neppure come presenza individuale. Escluse a priori perfino Alessandria e Livorno avendo la contestata Presidenza uscente-entrante impedito addirittura la presentazione delle 'Mozioni alternative' approvate dai rispettivi Congressi, nonch lo svolgimento di un Referendum fra tutti i Soci. Ha validit democratica un Congresso nazionale privo di partecipazione, non preceduto dai Congressi di Sezione? Ha validit legale: replica il neo presidente Caldiroli, che non si pone lo scrupolo se Egli rappresentativo di tutti i Soci, almeno della stragrande maggioranza, e non solo dei 23 innominati convenuti a Napoli (nelle foto si contano 16 persone) con in tasca 15 innominate deleghe. 16 o 23 o 38 non fa grande differenza in termini di rappresentativit. Eppure a Caldiroli bastano, e replica: essendo il quorum del 10%, se i Soci nel 2017 erano 253 bastava la presenza di 25 persone; erano solo 23 (o 16?) le presenti, vero, ma con 15 deleghe in bianco fanno 38. Grande soddisfazione. Grandi numeri. Dopo oltre 40 anni dalla fondazione, i Soci nel 2017 sarebbero 253 (il condizionale d'obbligo: l'elenco nominativo indisponibile perfino al Direttivo) e quelli che hanno rinnovato l'adesione nel 2018 -anno in cui si tiene il Congresso- sono (indicativo presente) 112. Numeri che fanno rabbrividire. Questo il risultato di aver annichilito le Sezioni in tutta Italia, di essere una sorta di maxi sezione lombarda, di essere diventato uno studio d'avvocato. A prescindere dalla validit legale dei giochini numerici della gattopardesca furbizia di Caldiroli, disertato di partecipazione (a parere di chiunque) non si svolto un Congresso democratico a Napoli. Soprattutto in una fase storica dell'Associazione in cui non c' l'unanimit vera o di facciata del passato, e si rischia di perdere Sezioni importanti. Senza partecipazione non esiste democrazia. Senza democrazia qualunque decisione confezionata appartiene (per usare parole che ho adoperato nei precedenti Congressi) ad 'una oligarchia autoreferenziale e autoritaria che finisce sempre pi per rappresentare proprie prerogative e interessi, sganciata dalle Sezioni e dai Movimenti di lotta sui territori. Attorno al bilancio girano milioni di lire, il bilancio fuori legge Onlus, un bilancio di una impresa commerciale con attivit prevalente legale (e, per giunta, senza tutelare le vittime)'. E' uno scrupolo che non si pone Caldiroli, ma dovrebbero porselo almeno quella trentina che si sono prima 'autocandidati' e poi 'autonominati': dalla A di Agnoletto alla V di Valsecchi. Chi rappresentate? Vero che essere nel Direttivo vale poco, ridotto come sar ad una foglia di fico della 'segreteria' 'esecutivo' di Caldiroli, per un po' di dignit non guasterebbe. Per queste considerazioni (personali, io conto per uno, per uno che Socio fin dai primordi, e che qualche pagina di storia l'ha scritta, e che sta ripetendo -invano- le stesse cose da 4 congressi), ho definito 'ingenui' gli insistenti Soci delle Sezioni di Alessandria e Livorno e dell'Autoconvocazione di Rosignano, encomiabili per amore di unit ma ingenui se fanno riferimento a Caldiroli come a un 'presidente di garanzia' senza interessi personali, se pensano che Caldiroli rischier, consentendo il Referendum, di perdere la macchina organizzativa di cui si impadronito compreso il velleitario sistema di comunicazione, e che sar completata con 'segreteria' alias 'gruppo esecutivo' esautorante il Direttivo, e con 'referenti'nominati al posto delle Sezioni elette, e con 'gruppi di lavoro' che non hanno mai contato nulla, e con simili escamotage di chi in testa ha pi cavilli di quanti capelli in giovent"". Cos commentai sulla Lista dei Soci alternativa. I Soci di Alessandria e Livorno, tramite mail PEC di Maurizio Marchi e Barbara Tartaglione, contestano apertamente: "Si tratta di golpe". EDITTI BULGARI Con il mio troppo franco commento mi sono inimicato una bella fetta di quella trentina di autonominati- autocandidati, che peraltro non godono della mia stima. Marchi e Tartaglione hanno fatto altrettanto. Caldiroli, da par suo, replica con una caterva di "diffide", ultimatum, diktat bulgari, in quanto dice come presidente "pro tempore" (sic) "io ho carta bianca". Gli rispondo come Tot rispose al colonnello tedesco nel film "I due colonnelli": "e ci si pulisca il culo!". O, se preferisce, sa dove metterle le diffide. Da Ferrara gli risponde (via PEC) Valentino Tavolazzi: "" Minacce di azioni giudiziarie o disciplinari, eventuali purghe staliniane, sono tese a soffocare o a limitare la libera circolazione di opinioni dentro e fuori Medicina Democratica, tese a silenziare o ad espellere il legittimo dissenso interno. Sono contrario alla deriva giudiziaria adottata da MD negli ultimi anni, intesa come attivit prevalente, sbilanciata sui processi e dunque priva di iniziative, stimoli ed incentivi atti a diffondere e sviluppare nel territorio nazionale le sezioni locali, unico strumento idoneo alla partecipazione di MD alle mille battaglie sociali, ambientali e per i diritti, avviate e condotte da associazioni e movimenti locali. Sono favorevole ad una consultazione generale della base sociale, attraverso riunioni sui territori, con la partecipazione del gruppo dirigente, e con quesiti referendari online, sulla strategia di Medicina Democratica e sulle scelte per i prossimi anni, anche riguardo l'organizzazione interna e la scelta del gruppo dirigente"". Livorno (via PEC) gli risponde: "" La sezione di Livorno si autosospende dall'iscrizione a MD per il 2018 fino a chiarimento. Siamo sconcertati dall'ultimatum di Caldiroli a Balza e Tartaglione. Queste cose ci riportano all'epoca di Galileo o alle contemporanee squallide vicende giudiziarie di formazioni politiche. Se Caldiroli non sta puntando alla resa dei conti, la frattura dentro Medicina democratica sarebbe facilmente sanabile: a) si realizza il Referendum, chi vince vince, chi perde se ne fa una ragione o se ne esce; b) Senza stare a rivangare un anno e mezzo di errori e polemiche, sui processi Solvay ognuno, presidenza e sezione, esprima legittimamente e liberamente le proprie opinioni reciprocamente rinunciando a volerle imporre a chi diverge."" Anche Alessandria (via PEC) gli risponde: "" I Soci della Sezione di Alessandria, mentre confermano in toto il Verbale da loro sottoscritto il 23 marzo 2018 clicca qui , respingono fermamente i diktat contenuti nelle cosiddette "diffide" inviate ai compagni Barbara Tartaglione e Lino Balza dal presidente Marco Caldiroli, e lo invitano perentoriamente, come hanno gi fatto Ferrara e Livorno, a recedere dai propositi espressi e rientrare in una normale dialettica democratica, condotta tramite una discussione collettiva (mailinglist circolare dei Soci), nel rispetto delle opinioni e delle posizioni altrui, senza censure (velleitarie nell'attuale sistema della comunicazione) e tentativi di epurazione estranei alla nostra Storia, recuperando democrazia e partecipazione grazie al Referendum, rispetto alle Sezioni, ai Soci, alle persone. Infatti con preoccupazione rileviamo che l'annunciata epurazione della Sezione di Alessandria -tramite 'diffida' e 'vie giudiziarie' risuona come un minaccioso avviso di scissione. Come si stesse definitivamente concretizzando 'il golpe', quale previsto epilogo della 'mutazione genetica' che ha subto l'associazione 40 anni fa da Giulio Maccacaro fondata sui pilastri della democrazia e della partecipazione. Il golpe era stato avviato abolendo, in barba allo Statuto, i Congressi di Sezione: come a dare atto che le Sezioni non avevano pi un ruolo, erano destinate a scomparire ed erano scomparse. Per decisione autonoma, solo le Sezioni di Alessandria e Livorno convocarono i Congressi votando Verbali ed eleggendo Responsabili, per contrastare mutazione genetica ed estinzione, per tentare una rifondazione fondata sulle Sezioni. Dopo di che le due Sezioni sono state considerate eretiche, e i Soci e i Responsabili corpi estranei. Il Referendum fra tutti i Soci stato pretestuosamente impedito. Atto secondo del vulnus alla democrazia e alla partecipazione: al Congresso nazionale di Napoli presenzi un abituale gruppetto di Soci (23 secondo il verbale, 16 in foto) con in tasca 15 deleghe. Dunque, nessun socio presente a Napoli era stato eletto, tutti si erano autoproposti e autonominati. I 23 'non eletti, autonominati' nominarono (all'unanimit) presidente e vice presidenti. I quali, privi di rappresentativit accettarono le cariche di una Associazione ridotta ai minimi termini politici e numerici (all'epoca, 112 in regola con le quote sociali). Gli stessi 'non eletti, autonominati' si autonominarono (all'unanimit) membri del Consiglio Direttivo. In tale veste, sempre gli stessi soci 'non eletti, autonominati' il 16 giugno 2018 hanno nominato (all'unanimit) alcuni di loro come 'Esecutivo', organismo non previsto dallo Statuto. E codesto Esecutivo, di 8 persone, l'essenza finale del golpe. L'Esecutivo, infatti, esautora il Direttivo (eventualmente utilizzabile a posteriori per validare alcune decisioni di spesa). Degli 8 componenti l'Esecutivo, infine, 6 per attribuzioni non contano nulla mentre tutte le leve del potere sono nelle mani di 2 persone: il 'presidente' e il 'responsabile vertenze'. Quest'ultimo in realt serve solo come trait d'union con lo Studio legale, uno schermo affinch non appaia conflitto di interessi nell'attivit oggi prevalente dell'Associazione. Il 'presidente' nella versione Marco Caldiroli invece il vero padrone di Medicina ex democratica ex Movimento di lotta per la salute in quanto gi da vice Caldiroli aveva assunto il pieno controllo dell'amministrazione e della cassa, e della comunicazione esterna e interna (soppressione della mailinglist). Il Bilancio diventato la mucca da mungere. Dopo decine di anni di volontariato e tirate di cinghia, da qualche lustro intervenuta la svolta processuale. Infatti, presentandosi l'Associazione parte civile sempre pi a tutti i procedimenti penali possibili, si avviato un circolo vizioso che Luigi Mara non ha saputo controllare: le Sezioni hanno perso il ruolo centrale di Movimento di lotta tra i Movimenti sul territorio, mentre lo Studio legale, di matrice lombarda, ha impinguato il Bilancio. Di conseguenza, Medicina democratica ha abbandonato la propria peculiare mission, la "prevenzione primaria", cio la giustificazione stessa della sua esistenza: NON associazione di medici, NON solo medicina pubblica che cura o diagnostica, BENSI' lotta nelle fabbriche della morte e nei territori inquinati per eliminare a monte le cause delle malattie e delle morti. Tradita la mission, dunque lo "Studio Legale Medicina Democratica", accolto e tranquillamente inserito -inoffensivo- nel circuito della Giustizia di Classe imperante dalle sentenze dei processi penali, ha ricavato, quale parte civile di se stesso, cospicue parcelle e impolpato di cosiddetti 'risarcimenti' il proprio Bilancio, mentre non ha assolutamente tutelato le vere Parti civili, cio le Persone Fisiche Vittime di malattie e morti, lasciate senza i legittimi e adeguati risarcimenti. Meno che meno dai processi sono seguiti risarcimenti ai territori massacrati: cio le bonifiche. Esempio lampante il processo Solvay. Il bilancio milionario tradisce i principi fondativi di Maccacaro, certifica la mutazione genetica di un sedicente "Movimento di lotta per la salute" che non ha una Sezione neppure in Valsusa, la culla dei Movimenti, e che perci si ridotto a due centinaia di iscritti e alla irrilevanza nel panorama nazionale, magari gratificandosi di partecipare a qualche conferenza o comunicato, magari estero. Il Bilancio, non pi modesto 'mezzo' di una collettivit di volontari, bens corposo 'fine' per pochi utilizzatori, si presenta nei numeri come di una vera e propria impresa commerciale con attivit prevalente di studio legale, ma intanto come Onlus ab-usando le agevolazioni di legge. Esso stato sottratto, soprattutto nella forma di Preventivo, alla discussione e all'approvazione delle Sezioni, le quali appunto non ne dispongono l'utilizzo ma attendono dall'alto le elargizioni del 'principe'. Quale impresa commerciale, il bilancio non pi onlus- realizza degli 'utili', attorno al quale si produce l'assalto alla diligenza."". Cos rispose Alessandria via PEC. NON PIU' ONLUS NON PIU' MOVIMENTO DI LOTTA Sul Bilancio 2018 la Sezione di Livorno insorge. A ragione. Effettivamente il tentativo di distrarre dal Bilancio 8.000 euro per Agnoletto e 1.000 per la rappresentanza a Bruxelles, equivalenti al totale annuo delle quote associative (8.985 euro), per una grandeur europea patetica rispetto alla consistenza politica e numerica di "Medicina democratica", sottolinea la mutazione genetica di una Associazione che, se camminasse con i piedi per terra cio sui territori, si domanderebbe perch un sedicente "Movimento di lotta per la salute" non ha una Sezione neppure in Valsusa, la culla dei Movimenti. Nel Bilancio Consuntivo 2018, che le Sezioni (fantasma) non hanno mai potuto discutere, tanto meno il Preventivo, c' un cumulo di contraddizioni sia dal lato delle entrate che da quello delle uscite. Mai e poi mai le quote dei Soci potrebbero reggere un Bilancio di questa portata. Un Bilancio milionario per quattro Soci a 35 euro pro capite. Le cifre infatti sono significative: stato patrimoniale di 195.539 euro, 70.000 euro di fondi, 109.708 euro nei conti correnti. In sostanza il Bilancio di una impresa commerciale con attivit prevalente di studio legale. Ma intanto come Onlus beneficia delle agevolazioni di legge (es. 11.905 euro del 5xmille). All'attivit giudiziaria sono destinate le decine di migliaia di euro di spese legali parcelle rimborsi spese ecc. Fanno da corollario migliaia di euro a esclusivo beneficio della maxi sezione lombarda: canoni di locazione beni materiali bandiere (?) striscioni (?) fotocopie telefoni internet affitti film borse studio ecc. mentre nei territori non arrivano neppure le briciole. Ciliegina sulla grossa torta, la grandeur (10.015 + 2.060 euro) della Rivista patinata che neppure regalata riesci a distribuire. Si pensa infine di compensare l'assenza dai territori e dunque l'irrilevanza nazionale con la pubblicit su Radio popolare e Il Manifesto, addirittura con l'assunzione di una giornalista. En passant, si pu annotare che non sono comprese in Bilancio le cospicue entrate personali per consulenze e parcelle. Ma chiunque pu verificare su internet l'attivit di consulenze private. Toccare il tasto di soldi fa imbestialire. Caldiroli replica a muso duro bench debba confrontarsi con documenti collettivi di intere Sezioni: sono tutte calunnie, diffamazioni, accuse false, quelle sui bilanci, soprattutto quelle che riguardano l'attivit legale e il "vertenziere" Aurora, in particolare specialmente le pubbliche accuse ai processi dell'avv. Mara (vedi Solvay). Non vero, afferma, che met Statuto incentrato sul ruolo fondamentale delle Sezioni: "L'associazione unica, gli organi decisionali sono l'assemblea dei soci e il consiglio direttivo e non le sezioni". Punto e basta. Se i soci non partecipano perch "non lo ritengono opportuno" e non perch sono impediti da assenza di democrazia. Di referendum sulle modifiche statutarie: neanche a parlarne. Punto e basta. "I Soci che non hanno versato in toto o in parte le quote: non saranno considerati tali" a prescindere dalle loro motivazioni. Punto e basta. Caldiroli mente sapendo di mentire, in spregio alla pari dignit dell'art. 16 Lo Statuto che dispone "L'Associazione unica ed agisce sia con i propri organi nazionali, sia con le sue Sezioni regionali o locali". Altro che: punto e basta. Evidentemente Caldiroli determinato a fare tabula rasa sventolando carta bianca con scritto sul retro "meno siamo meglio stiamo". Decapitando Tartaglione e Marchi, conta di far fuori le Sezioni dissidenti. Procedere alle epurazioni. FARE TERRA BRUCIATA E' la volta, dopo Alessandria, di prendere di mira Livorno. Con newsletter del 2 agosto 2018 (strumento privato di Marco Caldiroli che si firma "presidente pro tempore") Caldiroli informa i Soci di aver deciso una conciliazione con la Solvay per salvarsi -lui- dalla condanna di un pretore di Milano per diffamazione a mezzo stampa: una conciliazione -attenzione- tramite lo sputtanamento personale di Maurizio Marchi e politico dei Soci di Livorno. Il Responsabile della Sezione di Livorno, infatti, aveva nel lontano 2014 denunciato -come sempre fatto nel corso di decine di anni- un ennesimo incidente degli impianti di Rosignano. Solvay questa volta, invece di prendersela col tetragono Marchi, ha individuato il "ventre molle" dell'Associazione in Caldiroli, neppure rappresentante legale di Medicina democratica Onlus bens presidente di Medicina democratica Coop. Poi, tra i tanti pretori milanesi, Solvay ha pescato una sentenza favorevole, giudicante che l'incidente, pur realmente accaduto, fosse stato "di lieve entit" (secondo la Solvay) e non "gravissimo (secondo la Sezione). Passi che un pretore qualunque di questa giustizia di classe -in assenza di morti e feriti sul campo- dal suo punto di vista, tutt'altro che imparziale e infallibile, ritenga normale, e non gravissimo, che uno stabilimento chimico ad alto rischio collezioni incidenti e inquinamenti (Marchi ne ha fatto un pesante dossier), anzi ritenga anormale e sanzionabile che un cittadino coraggiosamente da decenni e ancora una volta si contrapponga allo storico inquinatore. Non pu invece passare inosservato lo scandalo che Medicina democratica, l'Associazione da Maccacaro in poi l'unica a sostenere il principio del "rischio zero", dia ragione a Solvay e sposi la sentenza della "lieve entit dell'evento incidentale". Una sentenza che non ha il dono dell'infallibilit, dunque da impugnare tranquillamente in Appello. Un dovere civico e morale per chiunque si definisca rappresentante di Giulio Maccacaro, rappresentante legale di Medicina democratica. A meno che il rappresentante legale si chiami Marco Caldiroli. Che in tutta la sua vita, priva di Storia, mai ha rischiato sulla propria pelle. Cuor di leone non rischierebbe granch in sede civile neppure da questa esile sentenza che nella notte dei tempi delle prescrizioni della giustizia italiana potrebbe arrivare inverosimilmente negativa dalla Cassazione. La sua preoccupazione nell'immediato, per le ripercussioni sulla sua attivit di consulente. La via spiccia allora quella della "conciliazione" offerta da Solvay, cio con una "abiura", una ritrattazione solenne sulla pelle di Marchi, della Sezione, e di Medicina democratica. Che serva da monito a quanti nei territori osano denunciare incidenti e inquinamenti, ad esempio come fa, a propria firma e spesa da 40 anni un giorno s e l'altro pure, la Sezione di Alessandria per lo stabilimento di Spinetta Marengo. Solvay pretende -e Caldiroli offre volentieri- la testa di Maurizio Marchi: avvalorando l'ingiuria di essere un irresponsabile che abitualmente lancia "affermazioni false e diffamatorie". Insomma, con una fava due piccioni. Perci, invece di onorarlo come vero rappresentante del Movimento di lotta per la salute, il nostro "erede di Maccacaro" lo ingiuria, scarica su Marchi badilate di merda: per avere tempestivamente sul giornale Il Tirreno denunciato l'incidente causato da "assenza di manutenzione" dell'immacolata Solvay, per aver tempestivamente ribadito "in modo perentorio" le accuse invece di ammorbidirle, per aver tempestivamente divulgato comunicati addirittura sui Blog, per essere stato tempestivo invece di attendere la convocazione di un Direttivo di l a qualche mese, insomma per aver cos determinato una condanna involontaria al povero Caldiroli. "Una condanna" urla il legale rappresentante "con i relativi effetti di immagine ed economici che coinvolgono tutta l'associazione e quindi tutti i soci". Non c' Socio che non si stia strappando i capelli! Per questa "grave perdita nella immagine pubblica e nella credibilit di Medicina Democratica" (sic) ammonisce implacabile don Abbondio Caldiroli "la sezione di Livorno valuti e affronti attentamente le proprie responsabilit", "ancora pi gravi" in quanto "Medicina Democratica era ed tuttora parte civile nel processo Solvay per l'inquinamento ambientale di Spinetta Marengo". Insomma, di chi stata la colpa delle batoste delle sentenze di Alessandria e Torino, e di chi sar di quella futura in Cassazione? Di Marchi e di Livorno, perbacco. "La sezione di Livorno valuti attentamente ed affronti le proprie responsabilit", faccia ammenda, quanto meno faccia fuori Maurizio Marchi. E' una sfida. FIGURE STORICHE E CONTEMPORANEE A differenza di Carneade Caldiroli, Maurizio Marchi ha fatto Storia in Medicina democratica. Marchi non avrebbe mai conciliato per se stesso. Vi immaginate Luigi Mara, licenziato con i compagni di Castellanza, inginocchiarsi a conciliare con Montedison il rientro? O Lino Balza che concilia 200 milioni di vecchie lire a proprio favore in alternativa ad una via crucis di rappresaglie e processi? O che tremebondo concilia con Michelin, pretendente per diffamazione a mezzo stampa un risarcimento di 2 miliardi di vecchie lire? O con l'onnipotente Fabrizio Palenzona querelante sponsor di Fabbricazioni Nucleari? O Dario Miedico che sguscia dalla querela per diffamazione conciliando con Tirreno Power? O che non si fa radiare dall'Ordine dei medici? O Tonino D'Angelo che abiura piuttosto che farsi licenziare dall'Asl di Foggia e attendere la reintegrazione dalla Cassazione? O che si concilia con la mafia dopo essere stato accolto al suo rientro a casa da sei colpi di arma da fuoco, sei pallottole sparate ad altezza uomo? O Valentino Tavolazzi denunciato da Hera per diffamazione con richiesta milionaria che concilia invece di farla condannare a risarcirgli migliaia di euro per "causa temeraria"? O Michelangiolo Bolognini? O Nicola Lovecchio? O Gabriele Bortolozzo? Vi immaginate Giulio Maccacaro? Di fronte a Marchi e di chi ha fatto la Storia di Medicina Democratica Movimento di lotta per la salute, oggi troviamo presidente Marco Caldiroli e il suo curriculum scientifico (perito industriale sedicente dottore) e/o soprattutto il curriculum di lotta (placido funzionario Usl). Sarebbe Caldiroli oggi quello che in Italia garantisce "immagine pubblica e credibilit" dell'Associazione, contro gli attentati di Marchi e Balza e Tavolazzi? Lo stesso che, per il crollo del ponte Morandi a Genova, su internet viene massacrato (non solo da me) essendo stato inteso come il presidente di Medicina democratica che difende Autostrade e i retrostanti Benetton dalle accuse del governo e dal ritiro della concessione, prendendo tempo e rinviando il capitolo delle colpe alle calende greche del verdetto di Cassazione (dove intende approdare avendo subito annunciato, con la prontezza dell'avvoltoio, l'ennesima partecipazione quale parte civile ai processi). Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. L'Associazione ha oggi il presidente che si merita? Domanda inquietante. Luigi Mara avrebbe votato Caldiroli? Domanda inquietante. Per parte mia posso permettermi di dirgli: "" Ricevere una querela dall'inquinatore un onore, un vanto. Chi teme le querele, eviti di fare il presidente. Tu, Caldiroli, l'avevi ricevuta involontariamente, immeritatamente. Avevi l'occasione di riscattarti un po', di vantarti di andare in Appello contro la blanda condanna, e hai buttato ignominiosamente l'opportunit. La conciliazione con Solvay che hai dato mandato a Laura Mara (peraltro senza neanche far finta di farlo approvare dal Direttivo) andr senz'altro a buon fine, considerando gli ottimi rapporti baci e abbracci fra avvocati, la reciproca soddisfazione espressa per le sentenze assolutorie ad Alessandria e Torino, l'occasione di ulteriori parcelle in Cassazione, lo sputtanamento di Marchi e Livorno nonch lo sperato effetto intimidazione, infine il reciproco interesse a far fuori le Sezioni di Alessandria e Livorno. Codesta la odierna 'immagine e credibilit' della mutazione genetica sopravvenuta"". LO SPETTRO DELLA SCISSIONE A tutti chiaro che la crisi dell'Associazione va al di l dello scandalo dell'attacco congiunto Caldiroli-Solvay a Marchi e Livorno. Dall'anamnesi dello stato di salute rileviamo una mutazione genetica accentuata negli anni duemila: l'attivit si sposta prevalentemente sul versante dei processi penali, dunque sul centro lombardo, mentre trascura la partecipazione ai Movimenti di lotta sui territori, dunque il ruolo delle Sezioni diventa superfluo e marginale, anzi un intralcio, scompaiono Sezioni e Soci. Rileviamo che della mutazione genetica figlio legittimo il golpe avviato al Congresso di Napoli: C O N T I N U A Per prenotare il libro in forma cartacea bisogna comunicare a balzamd@gmail.com di aver fatto un bonifico di almeno 10 euro su IBAN IT25R0558410400000000002329, oppure su Paypal lubaja2003@yahoo.it Tutte le sottoscrizioni saranno, come sempre, interamente devolute alla Ricerca per la cura del mesotelioma.

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