Ricordo che anni addietro inviammo una petizione al Parlamento per

Jun 28, 2018 | | Category: Other |   | Views: 19 | Likes: 1

Ricordo che anni addietro inviammo una petizione al Parlamento per chiedere un provvedimento legislativo per la libert di sepoltura e cremazione ecologica www.camera.it/_dati/leg13/lavori/stenografici/sed579/s 020.htm 4k Anche il quotidiano La Repubblica diede risalto alla nostra richiesta, pubblicandola il 5 dicembre 1995 (pag. 21). Purtroppo la proposta non pass per la solita opposizione ecclesiastica, che vuole mantenere il primato e l'esclusiva sullo smaltimento dei cadaveri, nel modo religiosamente consentito, ed anche a causa dell'opposizione della lobby mortuaria che "vive" sulla "morte". Nel frattempo, in minima parte accogliendo le nostre proposte, passata una legge, recepita parzialmente dalle Regioni, in cui si acconsente alla dispersioni delle ceneri residuate della cremazione. Intanto anche la chiesa ha accettato che la cremazione possa effettuarsi ma non accetta la dispersione delle ceneri che debbono essere riposte in urne cinerarie cimiteriali. Comunque nella nostra petizione, oltre alla libert di inumazione del defunto nella nuda terra nel proprio terreno o nel luogo prescelto (parchi, riserve, immersione in acque, esibizione su alture, etc.), facevamo specifica menzione alla possibilit di incenerimento con sistemi ecologici, in particolare con l'uso di specchi ustori, etc. Questo per evitare sprechi energetici ed inquinamento ambientale. Questa battaglia rientra nelle libert espressive della morte. Libert, che implicando una scelta laica anche per il post.mortem, sono di attualit e di grande valore sociale, soprattutto per sottrarre il cadavere alle "speculazioni mortuarie" sia religiose che civili. Ma ancora non si vedono risultati concreti, anzi abbiamo riscontrato una ritrosia permanente a trattare questo tema. Ci rendiamo conto che gli interessi smossi dalla morte sono tanti ma questo voluto silenzio, su un argomento che tocca i sentimenti (e le saccocce) di buona parte della popolazione, appare una forma di evidente censura. Nella laicit dello Stato necessaria una normativa pi liberale e democratica sulla gestione mortuaria. Non giusto che la gerenza del cadavere pesi quanto una esosa tassa di 'successione' (anche in forma di ricatto sociale): pompe funebri, cerimonie religiose, bare, tombe e loculi a prezzi stratosferici, una vera e propria imposta sul decesso. In termini estremamente pratici la Rete Bioregionale Italiana continua a portare avanti la battaglia della libert di esprimere un commiato laico, della libert di cremazione e dispersione delle ceneri e della libert di astenersi dall'accanimento terapeutico. In tal senso, recentemente avevamo anche proposto che le salme potessero venire utilizzate allo scopo di recuperare sostanze utili, sia per la produzione energetica che per il riciclaggio organico, in modo da evitare lo spreco attuale, in cui i corpi vengo chiusi in cassette stagne e la natura non pu avvantaggiarsi delle sostanze residue... Come avviene ad esempio nel caso di recupero di carcasse animali per produzione energetica e di fertilizzanti. Paolo D'Arpini Rete Bioregionale Italiana -Via Mazzini, 27 - Treia (Mc) bioregionalismo.treia@gmail.com

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