Illeciti ambientali

Aug 14, 2018 | Publisher: Rete Ambientalista Al | Category: Other |   | Views: 18 | Likes: 1

Illeciti ambientali: Solvay sotto la lente di Anna Cecchini 12 maggio 2018 Il caso trattato in una commissione parlamentare d'inchiesta. La replica dell'azienda ROSIGNANO. Contaminazione di terreni e delle acque sotterranee con arsenico, mercurio e altre sostanze chimiche che possono nuocere ai lavoratori esposti ai vapori, ma anche ai pozzi delle abitazioni a ridosso del sito industriale, oltre che al mare antistante le Spiagge Bianche e alle acque del fiume Fine. Questo, in sintesi, ci che riporta il testo della relazione territoriale per la Toscana della commissione parlamentare "di inchiesta sulle attivit illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati", approvata lo scorso 28 febbraio e comunicata ai presidenti di Camera e Senato il giorno successivo. Un testo in cui vengono meticolosamente riportate le maggiori attivit industriali inquinanti della regione, suddividendole per Ato (Ambito territoriale ottimale), e dando notizia di eventuali procedimenti giudiziari avviati nei loro confronti oltre che dei piani di bonifica. Tra queste attivit, per l'area livornese, appare lo stabilimento chimico di via Piave. Illeciti nella gestione degli impianti di trattamento. Il punto 6 della relazione riguarda "Le attivit illecite di rilievo nella gestione degli impianti di trattamento", e al paragrafo 2 viene descritta la situazione dell'industria rosignanese. In collaborazione con personale del Nas carabinieri di Livorno - si legge - il Noe ha svolto indagini sull'attivit dell'industria "Solvay Chimica Italia Spa", delegate dalla procura della Repubblica in Milano, competente in quanto la sede legale della societ posta nel comune di Bollate. All'esito di tali indagini, con accesso all'impianto eseguito in data 26 febbraio 2016, emersa l'inefficienza, sia pure temporanea, della barriera idraulica. Nella relazione riportata nel testo della Commissione parlamentare d'inchiesta viene inoltre fatto presente che le indagini sono scaturite da una serie di esposti e denunce presentati da ex dipendenti dell'industria chimica, affetti da patologie verosimilmente correlate alla prolungata esposizione a fibre di amianto o agli ambienti di vita e di lavoro inquinati dal processo produttivo, ovvero da familiari di ex dipendenti deceduti per patologie della medesima natura. Nel documento si precisa che sulla base delle evidenze documentali e analitiche e dei riscontri nel tempo, emerso che in passato l'attivit dello stabilimento ha causato una estesa situazione di inquinamento delle acque sotterranee, sia superficiali che profonde. Gli interventi attivati negli anni hanno consentito di scongiurare una deriva particolarmente grave del fenomeno di inquinamento in atto, legato a una contaminazione storica, contenendo i danni pi rilevanti dell'area interna allo stabilimento. Viene inoltre spiegato che il percorso amministrativo per la bonifica stato avviato nel marzo 2001, con la presentazione (a Regione, Provincia e Comune) della comunicazione per procedere al piano di caratterizzazione, approvato nel novembre di quello stesso anno. Il piano di caratterizzazione, lo ricordiamo, una descrizione meticolosa delle attivit che permette di ricostruire eventuali fenomeni di contaminazione ambientale. Nella relazione si legge che sono stati elaborati piani di dettaglio che hanno permesso di caratterizzare pi precisamente tutte le aree dello stabilimento. Negli anni, come noto, si sono poi succedute numerose conferenze di servizi fino all'approvazione, con decreto dirigenziale 195 del 18/11/2013 del Comune di Rosignano, del progetto di bonifica e di messa in sicurezza operativa delle acque sotterranee e profonde, che prevede l'impiego di un sistema di barrieramento idraulico, che abbraccia l'area a valle dello stabilimento. Nel ricostruire l'iter di riqualificazione ambientale dello stabilimento, la relazione precisa che il progetto risulta essere stato elaborato a seguito dell'approvazione, con decreto dirigenziale n. 181 del 07/11/2012 del comune di Rosignano, di un documento di analisi di rischio specifica per la matrice ambientale interessata, che tra l'altro contiene la prescrizione di "impedire l'ulteriore propagazione della contaminazione, verificando le concentrazioni dei contaminanti nei piezometri a valle della barriera idraulica". Siti da bonificare. Al punto 4 dell'approfondito documento della Commissione di inchiesta sono elencati "I principali siti da bonificare". Al paragrafo A si legge che nella relazione Arpa del 7 giugno del 2017 vengono elencati alcuni siti, tra cui lo stabilimento Solvay che presenta una contaminazione dei terreni, nonch delle acque sotterranee (falda superficiale e falda profonda) da arsenico, mercurio, composti organoclorurati e Pcb (policlorobifenili). In particolare, per quanto riguarda i composti organoclorurati, le concentrazioni nelle acque sotterranee risultano superiori alle Csc (Concentrazioni soglia di contaminazione) di 3-4 ordini di grandezza. Come prosegue la relazione la contaminazione dovuta alle lavorazioni che sono state effettuate nel corso degli anni e ai rinterri di scarti delle lavorazioni avvenuti nel passato. I bersagli della contaminazione delle acque sotterranee sono: lavoratori esposti ai vapori indoor/outdoor; i pozzi ad uso irriguo delle abitazioni nelle immediate vicinanze del sito; le acque superficiali del fiume Fine e del mare (Spiagge bianche). Nel documento si legge infine che dal 2014 attivo un barrieramento idraulico della falda (41 pozzi di emungimento). Tuttavia - termina il documento - accaduto che molti pozzi sono rimasti fermi, dal dicembre 2015 al luglio 2017, come hanno rilevato i carabinieri del Noe di Grosseto. Proprio a seguito di questo accertamento, nei primi mesi del 2016, stato contestato il reato di inquinamento del suolo, del sottosuolo e delle acque con il superamento delle concentrazioni soglia di rischio (articolo 257 del decreto legislativo 152 del 2006). Infine nel testo della relazione della Commissione d'inchiesta si spiega che a maggio 2017 Solvay ha presentato il piano di caratterizzazione delle aree di sua propriet esterne al sito (tra lo stabilimento e le Spiagge Bianche). QUI LA REPLICA DELL'AZIENDA

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