morbillo

Jan 28, 2019 | Publisher: Rete Ambientalista Al | Category: Other |   | Views: 73 | Likes: 1

TERA e AQUA Febbraio - Marzo 2019 A proposito di vaccini ed epidemie Morbillo: procurato allarme a mezzo stampa Ordine Nazionale dei Biologi TG2 e TG1 Rai e altri organi di stampa del 29 ottobre 2018 hanno diffuso con grande risalto la "notizia", pubblicata sulla Gazzetta del Mezzogiorno, di una "epidemia di morbillo": 8 casi all'Ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari. Il "contagio", era ribadito nei vari servizi, potrebbe essere stato innescato dal figlio di genitori "novax". "Il focolaio epidemico si legge nell'articolo sarebbe scoppiato, a quanto pare, anche per via della tardiva applicazione dei protocolli previsti dalla legge". Insomma: una bambina di 10 anni, figlia di genitori anti-vaccinisti, potrebbe aver innescato una catena di contagi. Che ha riguardato anche un bimbo di 11 mesi, ricoverato nello stesso reparto del nosocomio barese per otite e ora alle prese con una malattia molto grave. A stretto giro arrivata la precisazione di Cinzia Germinario, responsabile dell'Osservatorio epidemiologico della Regione Puglia: "nessun allarme epidemia di morbillo in Puglia. Basta il ricovero di un bambino, come in questo caso, per innescare una normale catena di contagio tra i non vaccinati perch il morbillo una patologia altamente contagiosa; la situazione non preoccupante". Ma proviamo a fare chiarezza. Con il termine epidemia, dal greco epi dmos, letteralmente "sopra il popolo", s'intende una malattia che colpisce un numero di individui significativamente superiore rispetto all'atteso, in una determinata popolazione e in un determinato lasso di tempo; la condizione di una malattia costante mente presente nelle condizioni di cui opra. Il morbillo (dal latino medievale morbillus, piccola malattia) una patologia infettiva assai comune, normalmente benigna, superabile senza alcuna conseguenza deleteria e, anzi, conseguendone un'immunit a vita. L'Istituto Superiore di Sanit chiaro in proposito: "Una volta contratto, il morbillo d un'immunizzazione teoricamente definitiva, quindi non ci si ammaler pi per l'intera durata della vita". La sua presenza costante nella popolazione rientra nella condizione di endemia. La sua morbilit segue l'andamento comune delle malattie infettive, estremamente altalenante. Nel 2017 i casi registrati in Italia sono stati circa 4.000, cio un caso ogni 150.000 abitanti. Negli anni '90 si sono raggiunti anche i 30.000 casi/anno (un caso ogni 20.000 abitanti) senza che questo costituisse allarme e, anzi, rientrando nella pi assoluta normalit (vedi anche l'articolo sull'epidemiologia del morbillo in Italia del prof. Paolo Bellavite dell'Universit di Verona). Insomma, evidente, numeri alla mano, che impossibile parlare di "epidemia", non essendo stato rilevato alcun numero di casi che esorbiti dalla normalit per una malattia che endemica. altrettanto evidente che non esiste la minima prova che il "focolaio" sia stato originato da una bambina ammalata, perch in una citt che conta 323.370 abitanti, in una provincia con 1.264.000 abitanti e una regione con oltre 4 milioni di abitanti, un "untore" quanto meno difficile da individuare. Il fatto, poi, che la famiglia della bambina sia "no-vax" non ha la minima rilevanza, se non come indice di una modalit d'informazione volutamente insinuante. La recente epidemia di morbillo che ha colpito la Mongolia (97% di copertura vaccinale) ha interessato quasi esclusivamente i vaccinati. Interessante consultare i dati OMS relativi al morbillo in Ucraina: nel 2010 i casi furono 39 con una copertura del 56%, e furono 12.744 nel 2012 con la copertura salita al 79%. Nel 2016 i casi furono 90 con il 42% di copertura e nel 2017, con una copertura dell'86%, i casi toccarono i 4.782. Tutti i dati sono concordi a mostrare come la copertura vaccinale non abbia mai comportato una diminuzione della morbilit, dimostrando, anzi, il contrario. Le fonti d'informazione hanno omesso di comunicare se i casi di Bari erano trattati da vaccino, se i colpiti fossero affetti da altre patologie e (specie il TG2) hanno fatto passare l'idea che il morbillo comporti necessariamente effetti gravissimi, quando l'Istituto Superiore di Sanit pubblica: "Il morbillo non ha sintomi gravi. Le complicazioni sono relativamente rare". Se l'Istituto di Sanit credibile, impossibile non domandarsi quali e quanti effetti gravi ci si possano attendere da 8 casi. In definitiva, appare evidente come sia gli articoli dei quotidiani sia i servizi della tv di stato tendano a procurare un allarme presso la popolazione privo di un qualunque fondamento.

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