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Feb 21, 2019 | | Category: Other |   | Views: 27 | Likes: 1

Ennesima assoluzione. Ennesimo processo in sede penale che si conclude senza indennizzi per le vere "parti civili": intendiamo le Vittime, morti e ammalati, soggetti passivi del reato, perch le altre "parti civili" (enti e associazioni) non sono propriamente vittime, al pi sono parti offese per interessi generali, anzi, spesso sono opportunisti che si avventano su tutti i processi per fare cassa e impinguare gli avvocati. I processi penali, di regola, si concludono senza sostanziali condanne agli inquinatori, n bonifiche, e, di regola, senza risarcire le Vittime. Gli esempi sono incessanti: si pensi a tutti i processi per le morti da amianto, ma non solo. Al riguardo, abbiamo documentato (Tartaglione/Balza) 518 pagine dal titolo significativo "Ambiente Delitto Perfetto"; nonch dopo 40 anni il sottoscritto ha lasciato Medicina democratica al culmine della sua mutazione genetica ai principi di Maccacaro, quando la presidenza si rifiutata di assistere le Vittime in procedimento civile, abbandonandole senza risarcimenti per tumori e leucemie, e viceversa incassando in sede penale i propri (immeritati) indennizzi. Si rifiutata cio di procedere in penale solo per s quale parte civile ma, nel contempo, di sostenere anche l'apertura di un processo civile per le Vittime. Come si giustificano le Associazioni ambientaliste, tipo Medicina democratica, per la scelta della strada del penale (a scapito delle Vittime) piuttosto che della via del civile (con esiti pi favorevoli alle vittime)? Con argomenti etici: "Applicare il diritto penale equivale a porre la salute su un piano superiore, un piano sul quale non esiste possibilit di monetizzazione." La salute non si vende. Belle nobili parole calate dall'alto che si scontrano con due prosaiche realt. Una che i tribunali non condannano n le responsabilit individuali n le responsabilit dell'impresa, n galera n bonifica. L'altra che chi ci ha gi rimesso la salute o la vita ci rimette anche l'indennizzo, il quale non ti restituisce salute o vita ma quanto meno spesso indispensabile per la famiglia. La salute non si vende: principio validissimo in prevenzione (sul luogo di lavoro), non pu essere cinicamente applicato quando la prevenzione ha fallito e si deve giocoforza trattare per i risarcimenti alle Vittime. Le Vittime risarcite (tramite condanne e indennizzi) dovrebbero essere "il fine" del processo e non diventare "lo strumento" da esibire. Altrimenti cinismo. Cinismo fa il presidente di Medicina Democratica criminalizzando i famigliari delle Vittime che patteggiano ed escono dal processo lasciando sole le povere Associazioni: "Essi -biasima- devono comprendere che, in questo modo, la giustizia rallenta, si ferma o viene resa meno incisiva". Anche perch, maramaldeggia, col loro comportamento mercantile, essi inducono i Pubblici ministeri al patteggiamento e i Giudici penali ad essere meno rigorosi. Insomma sarebbe colpa loro se nelle aule di giustizia vige l'impunit. Questo falso. La verit invece l'altra: l'impunit penale garantita a consigliare il patteggiamento come male minore. Ovvero ricorrere alla giustizia civile. E' cinismo dunque fare gli idealisti, i moralisti sulla pelle degli altri. E chiudendo gli occhi sulla "Giustizia di classe". Lino Balza Movimento di lotta per la salute Giulio A. Maccacaro. Di opposto avviso l'avvocato professor Luca Masera: Ha senso continuare sulla strada del penale anche se le delusioni sono state tante, perch sono stati tanti i processi che si sono conclusi con esito sfavorevole alle persone offese? Io credo di s, e su questo sono assolutamente d'accordo con il senatore Casson. Sono assolutamente d'accordo, prima di tutto per un motivo contingente: nel nostro ordinamento la risposta civilistica non funziona, perch nel nostro ordinamento la Class Action che c' negli Stati Uniti, da noi non applicabile. Non funziona per una serie di ragioni tecniche e anche perch da noi non esistono i cosiddetti "danni punitivi" (che portano a un risarcimento che supera il semplice compenso del danno subito), che sono uno strumento formidabile in mano ai giudici americani per poter sanzionare le multinazionali e i responsabili di esposizione pericolose. Da noi la strada del processo civile vede il singolo contro la grande industria, e questo crea una disparit di forze che rende sostanzialmente impercorribile questa strada. Quindi il diritto penale non lo dobbiamo abbandonare, sostanzialmente perch in Italia non abbiamo molti altri strumenti. C' per un motivo pi forte. Io credo che applicare il diritto penale questo ce l'ha insegnato benissimo Luigi Mara equivale a porre la salute su un piano superiore, un piano sul quale non esiste possibilit di monetizzazione. Questo un insegnamento fondamentale. Una prospettiva sostanziale che ci d il ricorso al diritto penale quella che richiama al valore etico della responsabilit individuale, perch se ci spostiamo sul diritto civile la nostra controparte non pi il singolo ma la societ multinazionale, l'impresa. Invece, richiamare il singolo alle proprie responsabilit da un punto di vista non soltanto giuridico ma etico particolarmente importante. pi facile per il singolo nascondersi dietro il paravento del sistema. Si usa dire che i reati di cui stiamo parlando sono "crimini di sistema"; una terminologia che non mi piace per nulla. Non sono crimini di sistema, sono crimini che qualche soggetto ha portato avanti. Non sono crimini del sistema o del modello di sviluppo industriale. Chiamarli cos significa assolvere tutti, perch se c' un crimine di sistema, allora nessuno responsabile.

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Movimento di Lotta per la Salute, l'Ambiente, la Pace e la Nonviolenza

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