Vergogna 1

Sep 4, 2018 | Publisher: Rete Ambientalista Al | Category: Other |   | Views: 25 | Likes: 1

Vergogna! Da un mese, oltre alle varie catastrofi che avvengono per le mancate manutenzioni e i controlli di cui nessuno si occupa, la maggior parte dei media nazionali e locali rilanciano la notizia sulla "grave sciagura delle perplessit del M5S sulle grandi opere, in particolare sulle TAV Torino-Lione e Terzo Valico". La metodologia dei Cinque stelle consiste nell'attuare una "analisi costi-benefici", ossia di affrontare l'aspetto pregiudiziale: "i benefici sono tali da giustificare opere costosissime e con forti impatti negativi?". Per quanto riguarda il Terzo Valico, e mi soffermer su questo aspetto, avevamo chiesto questa analisi fin dal 1992 e le risposte erano state fra il paradossale e il: 50.000 persone ogni giorno da Milano a Genova trasferite in 45 minuti (con il Pendolino, il cui brevetto abbiamo poi venduto alla Francia, si impiegavano 55 minuti, una soluzione intelligente ma troppo poco costosa; Oltre ai passeggeri solo il trasporto di merci pregiate, quali le fragoline di Tortona a Monaco di Baviera in tre ore dal mercato tortonese; nessun collegamento ferroviario con il porto di Genova, ma partenza da Genova Brignole. Scarsi allora gli accenni ai treni merci, l'interesse era rivolto solo a passeggeri (non certamente ai pendolari), nessun riferimento alla rete ferroviaria italiana per il 70% fortemente sottoutilizzata e richiedente costante manutenzione e migliorie. Solo dopo una decina di anni vennero stese alcune paginette, colme di false previsioni, scritte (incredibile a dirsi) dallo stesso Cociv che avrebbe dovuto costruire l'opera con i soldi di tutti noi, e accolte come verit sacrosante (ancora pi incredibile!) da Comuni, Provincia, Regioni, prefetti, giornali, sindacati, politicanti. Qui l'attenzione si sposta sui container merci, glissando il fatto che TAV passeggeri e TAC merci non possono coesistere, infatti nessun paese ha adottato questa soluzione. Nel merito etico vorrei citare alcune affermazioni illuminanti da parte di personaggi di diversa impostazione. - Alla fine degli anni novanta, un grande servitore dello Stato, Beniamino Andreatta, afferma I politici che promuovono grandi opere pubbliche sono interessati solo alle loro tangenti. - Anni novanta, il ministro Cirino Pomicino, risponde al quesito "Perch le grandi opere le paga interamente lo Stato e le imprese ne traggono enormi benefici nella costruzione e a volte (quando sono redditizie) anche nella gestione?". (Notizia di questi giorni, il gestore della Milano - Torino ha un utile netto annuo, tolte le tasse, del 7,16%). La risposta del ministro Pomicino lascia esterrefatti: I contribuenti che pagano non sanno nulla e pagheranno in modo opaco e diluito nel tempo sotto forma di maggior deficit e debito pubblico. - 1991 Necci sostiene che il TAV Milano-Genova stato una carta di scambio per avere il via libera sul TAV complessivo, aggiunge inoltre che le FS non hanno alcun dato reale che conforti la necessit di tale linea. - L'affidamento al Cociv nel 1992 avvenne senza gara (un giorno prima che scattasse l'obbligo europeo delle gare aperte a tutte le imprese), sulla base di un progetto poco pi elaborato di una riga di pennarello, per un costo previsto di 3.200 miliardi di lire, attuali 1,5 miliardi di euro (ora divenuto, pur dimezzando la tratta a soli 54 chilometri, 6,2 miliardi, ossia dieci volte di pi), inserendo elevate penali per lo Stato se l'opera fosse stata affidata a soggetto diverso; un patto scellerato a danno dell'interesse pubblico. Non ci fu alcuna analisi economico-finanziaria e neppure un tentativo di analisi del traffico che uscisse dalla banalit e dalla pura invenzione. Lo stesso Mauro Moretti quando fu amministratore delegato delle Ferrovie dichiar in pubblico che l'opera era inutile, dichiarazione che gli cost ritorsioni governative, come era avvenuto per Portaluri e il giudice antimafia Imposimato, assai pi rigidi di lui tanto da definire il TAV come opera ad Alta voracit. - Passando ai giorni nostri, nel 2015, il vice del Cociv Ettore Pagani (a cui Renzi voleva affidare la realizzazione del ponte di Messina), a un tecnico che si dichiara preoccupato della forte presenza di amianto nelle rocce di scavo risponde: Ma di che ti preoccupi? Tanto la malattia da amianto verr fra trent'anni! - Nello stesso periodo nessuna reazione alla telefonata in cui si segnala che il cemento delle gallerie assai scadente e "scorre come colla" - Infine nell'ottobre del 2016 scattano gli arresti successivi alle inchieste Amalgama di Roma e Arka di No di Genova. In quest'ultima i vice procuratori Cardova Albini e Calleri, coordinati dal procuratore di Genova, quel Francesco Cozzi che ha condotto le indagini sui 49 milioni della Lega e ora si occupa del crollo del ponte sul Polcevera, definiscono il Cociv una societ corrotta di aver preso mazzette e pilotato appalti. I dirigenti sono accusati di concussione, associazione a delinquere e corruzione. Un particolare curioso: le due inchieste erano denominate "Arka di No" poich sulla nave della corruzione salivano in tanti e "Amalgama" poich invece di cemento si usava tanta sabbia. - A giugno, a due anni dagli arresti, la Procura di Genova ha notificato gli avvisi di chiusura della indagine sulla linea TAV Genova-Tortona. Sono 36 le persone che dovrebbero andare a processo entro la fine dell'anno. Alcune hanno gi patteggiato condanne a due anni, compreso quel Pietro Marcheselli che, tramite il presidente Longo, mi denunci per aver io affermato nel 2013 (in realt lo ventilavo gi dal 1992) che il sistema Cociv era caratterizzato dalle tangenti. Quel Marcheselli che, secondo i verbali della inchiesta, venne filmato e registrato mentre negli uffici genovesi riceveva e ritirava una busta da certo Giugliano che, nel consegnargli la tangente, diceva "Ingegn, la paghetta". Dovrebbero apparire anche il factotum delle Grandi opere Ercole Incalza, poi Stefano Perotti, Giandomenico Monorchio e Pietro Salini. - Un particolare buffo costituito da un documento emesso dalla Presidenza del Consiglio a inizio anno, documento che suona pressappoco cos: "Scusate tanto, ci eravamo sbagliati; le Tav piemontesi non trasporteranno i milioni di miliardi di teu previsti per il 2035. Le previsioni erano un tantinello gonfiate, ma in assoluta buona fede. Come si faceva a prevederlo? Ora dovremmo ripensare, rivalutare, ridefinire i progetti, comparare il rapporto costi-benefici". Vi ricordate quando ci dicevano che ce lo chiedeva l'Europa; che bisognava fare e basta e ci in nome del progresso; che Lisbona, la Slovenia (intransitabile per i treni normali), Rotterdam e Kiev erano in spasmodica attesa dei nostri container di Genova, nel cui porto - importante ricordarlo con estrema seriet - attivo un solo binario essendo stati tutti gli altri asfaltati. E quindi cosa si fa? La cosa pi assurda: si va avanti !!! Per il Terzo Valico si gi speso due miliardi dei 6,2 previsti (costo preventivato che mai coincide con quello consuntivo, con cifre che in passato spesso raddoppiavano) e allora bisogna finirlo! Ragionevolezza e buonsenso di chi si opponeva, con le armi della verit e dei dati, a un'opera inutile e costosissima non servono e l'opera va portata a termine. Saranno altri fra qualche anno a fare i conti dello spreco, di quel che si tolto allo Stato (per fare ad esempio una costante manutenzione dei manufatti, migliorie dell'esistente e per la gestione del territorio) per infilarlo nelle tasche di coloro che non lo meritavano. Del resto lo affermava Henry Kissinger: "Quando un ragguardevole prestigio burocratico stato investito in una politica pi facile vederla fallire nel tempo che abbandonare" Constatazione quindi non pi buffa ma amara: TAV, parti del governo ammettono: sui numeri ci eravamo sbagliati, ma si far lo stesso! Prossimamente seguir un pezzo a dimostrazione che il Tav Terzo Valico assolutamente inutile e che con i miliardi risparmiati si potrebbe effettivamente migliorare tutta la trasportistica italiana utilizzando l'esistente, in particolare la rete ferroviaria per il 70% fortemente sottoutilizzata o negletta.

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