Alba e Acna ieri e oggi

Sep 20, 2019 | Publisher: Rete Ambientalista Al | Category: Other |   | Views: 13 | Likes: 1

OGGI Alba, 13 Settembre 2019 Venerdì sera, ad Alba, la Libreria Milton e l’Associazione Asso di Coppe hanno organizzato davanti ad un bel pubblico, soprattutto di giovani, la proiezione de ‘Il racconto del fiume rubato’ di Hellmann. E’ stata l’ennesima bella occasione offertaci dal nostro Alessandro per rispolverare antiche e gloriose storie che sono ruotate attorno alla vicenda dell’ACNA di Cengio, alle sofferenze e alle mortificazioni che aveva procurate per un secolo all’intera valle, fino al riscatto finale che ha visto la Valle Bormida unita e protagonista di una lotta passata alla Storia anche per la sua unicità - vincente - ed una abnegazione collettiva esemplare in questo Paese. Abbiamo anche, naturalmente, aggiornato quella vicenda con l’attuale stato dei fatti, la bonifica insoddisfacente ed i pericoli sottesi ad una situazione derivante, tra le altre, anche dal ‘mancato controllo locale’ della diga di Osiglia coi suoi 12 milioni di metri cubi pendenti sulle teste dei valligiani. Opportunità di approvvigionamento e di regolazione della portata del fiume, ma anche incubo, soprattutto dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova. E abbiamo colto l’occasione per ringraziare gli Albesi per l’impegno e la solidarietà a suo tempo spesi nella lotta della Valle Bormida contro l’inceneritore Re-Sol, la grande manifestazione di Alba e l’incontro presso lo storico Comune da essi organizzato per noi col Ministro Edo Ronchi, che fu risolutivo di quel primo ‘round’. ‘Non è finita’, fa dire Hellmann al bravo attore del filmato, Andrea Pierdicca, e ‘Non è finita’ abbiamo ripetuto noi alla fine degli interventi, come avevamo ribadito già al Premio AcquiAmbiente questa primavera. Con gli Albesi ci siamo anche scambiato un reciproco impegno: insieme ai ‘vecchi’ amici enologi di Alba dobbiamo riavviare una riflessione culturale ed operativa sulla strategia di rinascita economica dell’intera Valle Bormida in coerenza col modello ‘Roero-Langhe-Monferrato’, di cui fa parte integrante come Patrimonio dell’Umanità, e che era il nostro sogno ai tempi della lotta oltre che oggetto di dibattito già al ‘presidio’ nei pressi del nero scarico di Cengio e che, già allora, avevamo definita RINASCITA. I E R I stralci dal libro “L’avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza”: Valle Bormida Pulita come al solito dedica un paginone Gli inceneritori, ovvero business e veleni quale parte di una inchiesta che ho firmato sulla rivista Medicina democratica, nella quale si trovano anche servizi sulla lotta agli inceneritori di Massa Carrara, Montichiari (Brescia) e Rosignano Solvay. In Val Bormida la lotta procede incessante. In Regione i sindaci della Valle Bormida, in testa Elena Barabino, hanno chiesto urgente l’evacuazione dell’area Acna con la diossina, ferme restando le istanze inascoltate di chiusura definitiva dell’Acna, del blocco immediato e definitivo della costruzione dell’inceneritore Re.Sol anche a seguito della sentenza del Consiglio di Stato, di incentivi per nuove attività produttive in valle, di avvio dei lavori di bonifica. Giulio Andreotti assicura una risposta in tempi brevissimi, entro l’estate (di quale anno?). Si discute se presentare liste dell’Associazione per la Rinascita della Valle Bormida alle prossime elezioni per Camera e Senato. L’assemblea decide di no. Si farà propaganda a favore dei partiti che a livello nazionale si sono chiaramente espressi per la chiusura dell’Acna e la non costruzione del Re.Sol, e contro gli altri. E’ sul territorio che si vince la battaglia: in 5mila provenienti da 100 Comuni a Cortemilia fregandosene del divieto di ingresso del questore di Savona, e con un aereo a lanciare volantini su Cengio “Amico di Cengio, l’inceneritore minaccia anche il tuo paese, e tu lo sai. Fai sentire la tua voce. Opponiti ora o sarà tardi”. Non tace invece la gran voce di Valle Bormida Pulita e del suo direttore Renzo Fontana, querelato dal tartufesco consigliere Tommaso Zanoletti (manco a dirlo democristiano) per diffamazione a mezzo stampa dopo una occupazione del Consiglio regionale. Su Il Piccolo esprimo tutta la mia Solidarietà a Fontana e alla Valle Bormida “[…] Dunque rivolgo tutta la nostra solidarietà in questa battaglia per la libertà di informazione e per l’ecologia. Personalmente partecipo con commozione all’amarezza che, nel corso dell’udienza dal GIP, Fontana ha espresso come padre ed esponente di una delle tante famiglie contadine che in Valbormida da quattro generazioni lottano contro l’Acna e le falsità e le ambiguità dei politici. L’amarezza e l’umiliazione quindi di essere trascinato in tribunale semplicemente per aver espresso le proprie opinioni critiche, che faccio mie, su un esponente di una forza politica che continua a mantenere un atteggiamento complice per l’Acna e il Re.Sol.”. Valle Bormida Pulita offre molto spazio a me e alla rivista di Medicina Democratica, anche riproponendo interi articoli: emblematico l’editoriale di Luigi Mara su “Rischio Zero” con l’esaltazione delle lotte sul territorio quando hanno preso coscienza della non neutralità della scienza e della tecnica (e delle istituzioni). Con Luigi Mara sono invitato ad Alba dal “Comitato albese contro Acna e Re.Sol”. Le nostre due relazioni, sulle quali ci siamo consultati, occupano quasi metà su Valle Bormida Pulita. Inceneritori: un disastro certo…anche se qualche imbecille dice che non si sa, che bisogna dimostrare… Luigi in particolare tiene una lezione sulle tecniche alternative di degradazione dei rifiuti tossico nocivi, alle quali aveva dedicato un libro (Oltre lo spreco), e cita numerosi esempi del business rifiuti nazionali e internazionali. Io faccio una analisi dell’emergenza rifiuti in Italia, sia urbani che industriali, intenzionalmente peggiore che nel resto del mondo per mancanza di controlli e vuoti di legislazione, allineata sul ricorso al business inceneritori (al punto che molte aziende sono contemporaneamente inquinatori e disinquinatori e inceneritoristi). Noi poi siamo maestri di tangenti. Propongo su La Stampa e Il Piccolo Alternative all’incenerimento. Proposta di convegno dell’esponente di Medicina democratica Balza ::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::: Sul treno leggo e scrivo (a Milano durante l’orario non posso farlo) e così rubo qualche altra ora di sonno sia per preparare e seguire il ricorso contro il trasferimento, sia per alimentare l’informazione sull’eterno nemico chimico. Su Il Piccolo e Valle Bormida Pulita Ferruzzi-Montedison: il crack dell’occupazione …………….La gaudente famiglia molla il gran capo Raul Gardini che si spara un colpo di pistola alla tempia. La crisi della Ferruzzi Montedison non può che rafforzare la lotta delle popolazioni della Valle Bormida che non hanno mai desistito un minuto. L’Acna (Enichem) è conscia che senza mega inceneritore Re.Sol la fabbrica di Cengio non può reggere, ma è anche consapevole che il Re.Sol. non può reggere ad una V.I.A. Valutazione d’Impatto Ambientale su aria acqua suolo sottosuolo salute pubblica , e dunque rifiuta di sottoporsi alla VIA per non far emergere le responsabilità passate: piuttosto chiudiamo tutti gli impianti. Perciò Il Piccolo titola a sei colonne in prima pagina Vittoria! L’Acna chiude davvero. Renzo Fontana fa il punto della situazione rilasciando deposizione davanti al tribunale di Savona: “Dall’88 sul giornale denuncio i fatti e i misfatti di quella vasta associazione a delinquere non ancora del tutto smascherata. Cinque anni di lotte logoranti, anche pericolose. Mille volte abbiamo detto ‘Basta, non ce la facciamo più’. Mille volte ho detto ‘Ma chi me lo fa fare? voglio una vita normale, con un lavoro normale’. Mille volte la fatica, lo scoramento, la disperazione mi incitavano a smettere. Ma poi il ‘dovere’ di andare fino in fondo.” Come mi sono sentito vicino a Renzo. “In quei momenti difficili mi ha soccorso la solidarietà di tante persone. Quanta bella umanità ho conosciuto in questi anni. Quanta gente pulita, anche fuori dalla Valle. Qualche nome tra i tanti: Angelo Cremone di Portoscuso, don Prisutto di Augusta, Lino Balza di Alessandria, Luigi Mara di Varese, padre Pintacuda, Leoluca Orlando. Una parola, un abbraccio, un sentirsi vicini. Un sentire la speranza viva”. Parole che mi accomunano, mi commuovono ancora oggi. Grazie dell’onore, Renzo, un grazie che forse non ti ho espresso quando c’eri ancora. “Ora che l’Acna sta chiudendo, ora che abbiamo raggiunto il primo obbiettivo della nostra lotta, potremmo anche ritenerci appagati, quante volte, stringendo i denti, ci siamo detti ‘Il giornale deve durare un giorno in più dell’Acna’. Ma ci siamo anche sempre detti che la chiusura era solo un primo passo per la rinascita della Valle Bormida. Oggi più che mai c’è bisogno di un giornale libero”. Renzo Fontana assicura la sua collaborazione in futuro, pur annunciando che da settembre non lavorerà più a tempo pieno nel giornale. Opportunamente, a celebrare la vittoria ma a porre gli obbiettivi futuri, il glorioso giornale pubblica anche un lungo capitolo, tratto dal libro di Pier Paolo Poggio “Oltre l’Acna”. E’ vero: negli anni conosci anche “quanta bella umanità”. Di quegli anni anch’io, fra le tante, voglio ricordare tre persone scomparse, tre figure esemplari. Renzo Fontana, che per me rappresenta la figura ideale del giornalista dotato di elevata professionalità non usata come mestiere a proprio tornaconto ma impegnata al servizio di una missione sociale. Lasciata la redazione dell’Unità di Genova, Renzo fonda una vera novità pubblicistica in Italia. alla quale Patricia Dao, moglie e redattrice, nel libro “Bormida”, mette a nudo la sua storia privata e collettiva e dà vita al ricordo di 117 anni di resistenza popolare, umile, solidale, tenace e vittoriosa. Luigi Mara secondo me incarna la figura dell’ “intellettuale organico” come la concepiva Antonio Gramsci ....................... Gianni Spinolo è una figura costante in questo libro a impersonificare il marxista “ruolo dirigente delle classe operaia” uscito dal ’68 …………. Come ha subito sottolineato Fontana, la chiusura della fabbrica della morte è stata solo il primo obbiettivo. Così l’Associazione per la Rinascita della Valle Bormida affronta subito ad ogni livello istituzionale Il dopo Acna con proposte che esplicito su La Stampa: un piano di rilancio socio-ecomomico ecologicamente compatibile, che da subito scongiuri il ricorso alla cassa integrazione degli operai. Innanzitutto si chiede “la creazione nell’ex sito di un parco scientifico e tecnologico comprensivo di un centro scientifico di ricerca sui processo di decontaminazione e risanamento ambientale, e la creazione di un centro di ricerca e sviluppo di produzioni chimiche, in particolare coloranti, con l’impiego esclusivo di sostanze atossiche e biodegradabili, con utilizzo minimo di risorse ambientali (acqua, suolo) […]”. Nel contempo siamo consapevoli che c’è chi ripropone la riapertura dell’Acna e il quasi ultimato inceneritore Re.Sol, ad esempio il sottosegretario all’ambiente nonchè emissario a Cengio di Giulio Andreotti, così don Pier Paolo gli titola: “Roberto Formigoni, cretino, informati". Non sono da meno Ilvo Barbiero e Roberto Meneghini. Viene lanciata una sottoscrizione da 50 milioni per la sopravvivenza di Valle Bormida Pulita che da 5 anni sta sostenendo una lotta difficilissima, riconosciuta in tutta Italia. In contemporanea avvengono i primi due arresti eccellenti per i 500 miliardi dispersi nella voragine acnista. Insomma anche con l’Acna chiusa, non posso come gli altri pendolari tentare pisolini di sollievo rannicchiato sulla tradotta antelucana che a Milano mi trasporta a pochi uffici di distanza da Cogliati, entrambi a studiare le carte dell’imminente sentenza (che potrebbe per me essere l’ultima spiaggia). ::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::: Alla vigilia dell’11 settembre, informo sul Il Piccolo della Ispezione del ministro all’ambiente Ronchi annunciata dopo l’incontro che abbiamo avuto ad Alba con tanto di striscioni di protesta davanti al Municipio. Alcuni sono rimasti sorpresi che con Edo Ronchi ci davamo del tu. Informo che i risultati dell’incontro sono stati discussi in assemblea ad Alessandria ( nella memoria, particolare curioso: indossavo una scarpa marrone e una nera che, prima di occultarle, ho alternativamente osservato a lungo prima di appaiarle e scoprire perché mi apparivano così strane). Informo che il bersaglio principale nel dibattito è stato il Pds e, in seconda battuta, gli organi di informazione. Informo dell’assemblea di Pozzolo Formigaro, ad un palmo di naso da Fabbricazioni nucleari. Dopo l’oceanica manifestazione e l’epico scontro con i dirigenti Enea all’assemblea aperta a Spinetta Marengo, scontro quasi fisico che mi guadagna una ovazione e l’ eterno prestigio (con tanto di promessa di cittadinanza onoraria a Bosco), torno a contestare le reiterate menzogne di Enea, su Il Piccolo e con intervista di Carla Reschia su La Stampa Bosco, la guerra sull’uranio Posizione di Balza su Fabbricazioni nucleari “L’Enea mente: l’impianto nucleare sarebbe smantellato e, assieme alle materie nucleari stoccate, sarebbe quanto prima trasferito altrove, e dunque l’area dello stabilimento sarebbe bonificata, denuclearizzata, libera da radioattività e rischi, libera di ospitare ‘l’innocuo’ impianto di smaltimento rifiuti industriali. Niente di più falso

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Movimento di Lotta per la Salute, l'Ambiente, la Pace e la Nonviolenza

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