Joris in appello

Mar 18, 2018 | | Category: Other |   | Views: 48 | Likes: 1

Corte di Assise d'Appello di Torino Cosa diranno gli avvocati in difesa di Pierre Jaques Joris Quando Pierre Jaques Joris si affianca e subentra a Bernard de Laguiche, quale amministratore delegato di Solvay, dunque gi a conoscenza dell'avvelenamento della falda sotterranea, delle discariche illegali, dell'omessa manutenzione idrica dello stabilimento, del dilavamento delle sostanze tossiche e cancerogene, dell'omissione agli Enti competenti della reale portata dell'inquinamento del sito e della falda e dell'acquedotto comunale, dell'omissione delle bonifiche, della somministrazione dell'acqua avvelenata a lavoratori e cittadini ecc. Ovviamente della lettera aperta di Lino Balza, dell'Osservatorio ambientale della Fraschetta, dei dossier ecc. Tant' che nelle intercettazioni telefoniche del 2008 Joris appare molto addentro ai particolari pi minuti delle manovre che Canti & C. a Spinetta stanno tentando per omettere e manomettere le magagne ambientali, ed perfettamente a conoscenza dei risvolti sugli organi di informazione. Ad esempio, sul cromo esavalente che risaliva dai pavimenti e dai muri degli edifici, dei tentativi di tamponarlo e nasconderlo, delle nevicate gialle di cromo ecc. Insomma, appare chiaro, anche nella documentazione ENSR sequestrata, che da diversi anni gli amministratori delegati Solvay avevano una visione approfondita circa lo stato di inquinamento diffuso suolo e sottosuolo (tramite Carimati, Canti, Di Carlo, Lagomarsino, Boncoraglio, Guarracino ecc.). De Laguiche e Joris ne hanno discusso ancora del 2008. Avevano gi visto pi volte il famoso film Oscar con la splendida Julia Roberts del 2000, ma soprattutto erano gi perfettamente a conoscenza, essendo la Solvay una grande multinazionale chimica, dell'indagine epidemiologica dei cinesi Zhang e Li del 1987, nonch del processo che nel 1996 aveva visto l'americana PG&E risarcire con una cifra astronomica 634 vittime di cancro da cromo esavalente assorbito per via orale. Eppure ancora oggi Massimo Dinoia negher la cancerogenicit del cromo bevuto. Nel 2013 Joris l'ispiratore in Spinetta Marengo (foto a lato) della lettera aperta ai giornali, a firma di Stefano Bigini, direttore dello stabilimento di Spinetta Marengo. La lettera all'assessore all'ambiente Claudio Lombardi a firma Bigini, non una semplice e abbastanza maldestra autodifesa di un imputato, bens vuole essere l'esplicita offerta manageriale di un finalizzato dialogo con le istituzioni locali, in particolare sul delicatissimo nodo della bonifica, ovvero sui costi della bonifica che Solvay non vuole affrontare. Fa infatti immediato riferimento alla precedente lettera aperta di SEL: "molto apprezzata". Perch SEL assume questa importanza? Claudio Lombardi (SEL) era presidente della commissione ambiente del Comune di Alessandria: scomodo per le sue iniziative in relazione al territorio inquinato della Fraschetta. Promoveatur ut amoveatur, Lombardi stato dalla sindaco Rita Rossa nominato assessore all'ambiente. L'obbiettivo dell'attenzione di Bruxelles palese: la bonifica del territorio dove sono sotterrate migliaia di tonnellate di almeno 21 veleni tossici e cancerogeni. Ovvero i costi di bonifica. Joris tende a riproporre il famigeratissimo cosiddetto "Piano Amag" che Solvay stessa aveva confezionato tramite l'ex presidente Lorenzo Repetto, con lo zampino famelico dell'Universit locale. Si tratta di un business che, invece di eliminare gli inquinanti all'origine e a totale carico dell'inquinatore, li scarica all'esterno a spese della collettivit inquinata, lascia i veleni dove sono sepolti, non li asporta dal terreno per la bonifica, ma si inventa di raccoglierli quando sono gi penetrati nelle falde acquifere, o di neutralizzarli sul terreno tramite punturine di ditionito di sodio. La Corte d' Assise d'Appello di Torino avr l'onore di ascoltare l'avvocato Massimo Dinoia. E probabilmente il tono esibito ad Alessandria: altezzoso, sprezzante. Ha ostentato disprezzo nei confronti di tutti: pubblico ministero, avvocati d'accusa, parti civili, testimoni, consulenti, giornalisti, giudici togati e popolari. L'atteggiamento proprio di chi si sente maestro di sprezzatura e la ostenta. Perfino nei confronti della Legge l'alterigia stata volutamente esibita. Non esiste avvelenamento doloso delle acque di Alessandria causato dallo stabilimento di Spinetta Marengo, non mai esistito in tutta la storia italiana un solo caso di avvelenamento doloso delle acque, l'articolo 439 del codice penale non mai applicabile. Parola di avvocato metropolitano, di Porta Cicca, meneghin, maschera senza maschera, strapieno di modestia, servo abile e presuntuoso dei potenti. Parola di penalista top autodefinitosi "maglia rosa tra gli avvocati degli imputati di Tangentopoli". Poi difensore dell'ex avversario Antonio Di Pietro. E di tantissimi ricchi, tutti galantuomini, esclusivamente di ricchi. Poi difensore della nullatenente Ruby Rubacuori, solo per qualche mese perch il suo nome associato a 70mila euro stato ritrovato nell'agenda della giovane marocchina nipote di Mubarak. Oggi paladino di Jaques Pierre Joris, pien de dan dunque beneficiario della presunzione di innocenza. Dinoia un principe del foro che aspira al titolo regale e come si fa a sottovalutarlo se lascia capire che l'articolo 439 stato scritto da legislatore pazzo e cretino probabilmente da meridionali, pazzo e cretino come questo Ghio PM provincialotto che lo vuole applicare come giusta pena per un delitto contro la collettivit. E' difficile infatti negare ma Dinoia ci prover di nuovo- che le acque della gigantesca falda acquifera della Fraschetta (dall'Appennino al Bormida e oltre) sono destinate all'alimentazione (e non alla balneazione) e che da essa infatti attingono i pozzi -passati e futuri- dell'acquedotto comunale e dei privati. Difficile negare che i livelli di inquinamento cloruri e cromo esavalente in questa falda riscontrati in passato e riscontrabili oggi e in futuro- sono oltre i limiti di legge anche per migliaia di volte. Difficile negare che la montagna di oltre 21 veleni nascosti e sotterrati continua e continuer a percolare in un cocktail nella falda. Difficile negare che i pozzi privati e pubblici- sono stati chiusi e altri lo saranno. Difficile negare che quell'acqua di falda stata bevuta e mangiata per decenni da migliaia di persone direttamente (es. i lavoratori, i bambini della scuola media di Spinetta) e indirettamente (foraggi, animali, verdure, latticini ecc.). Difficile negare che in fabbrica il cartello "acqua non potabile era affisso solo nei bagni dei dirigenti (Cogliati, De Laguiche, Joris, Tommasi, Boncoraglio, Canti, Guarracino, Carimati). Difficile negare. Eppure Massimo Dinoia negher perch si sente il pi illustre di tutti gli avvocati presenti in aula, perch tiene a vile l'uditorio. Dal punto di vista giuridico Leader Massimo di nuovo non sapr dire nulla degno di nota. E non potendo parlare dello svolgimento del processo (anche perch fu raramente presente) si rifuger nella dietrologia che avrebbe preceduto il processo, come se stesse trattando un caso di uxoricidio con la complicit dell'amante: retroscene, intrighi, tradimenti, famigerate intercettazioni telefoniche, sacra privacy, depistaggi, indagini false Definir di nuovo "elementi decisivi di prova" a carico del PM e a difesa dell'imputato, tipo l'impaginazione imperfetta degli atti processuali e il nome del suo assistito scritto Jorisse invece di Joris. Dinoia in Corte d'Assise ad Alessandria si allenato con i suoi colleghi a insultare e maramaldameggiare Riccardo Ghio, il serafico Pubblico Ministero che troppo spesso se l' dovuta cavare da solo non spalleggiato a dovere (salvo eccezione) dal collegio di accusa: d'altronde gli Enti locali avevano cura a non esporre la coda di paglia. Perci punter il dito contro la Procuratore Generale: ma come si fa a chiedere per Pierre Jaques Joris 17 anni di reclusione? Un Carneade. Imputato per aver semplicemente ricoperto una carica in Solvay. Che fosse un fattorino aziendale? E se fosse invece stato amministratore delegato? O c'era una monarchia in Solvay? Regnava ma non governava come la regina Elisabetta? Dinoia sa benissimo chi era Joris, ancor prima di subentrare a Bernard de Laguiche quale amministratore delegato di Solvay aveva nella delicata fase di compravendita gi appreso nel quartier generale di Bruxelles lo stato di salute dello stabilimento: l'evoluzione dell'avvelenamento della falda sotterranea, delle discariche illegali, dell'omessa manutenzione idrica dello stabilimento, del dilavamento delle sostanze tossiche e cancerogene, dell'omissione agli Enti competenti. Insomma la reale portata dell'inquinamento del sito e della falda e dell'acquedotto comunale, dell'omissione delle bonifiche, della somministrazione dell'acqua avvelenata a lavoratori e cittadini ecc. Chiss se l'illustre racconter quella che nell'aula di Alessandria tutti definirono "la barzelletta delle chiare fresche dolci acque di Dinoia". Cio: non si pu accusare Pierre e gli altri coimputati del reato di avvelenamento in quanto hanno versato nel terreno acqua pulita. Falso. L'enorme massa d'acqua persa dalle tubature non era pulita: Solvay prelevava dalla falda 300 metri cubi di acqua all'ora, 33 milioni all'anno, pi dell'intero consumo della provincia (31 milioni); dopo averla usata per raffreddamento e lavorazione, la ributtava cos inquinata in grande quantit in falda; solo che, prima di arrivare in falda, quest'acqua perduta, insieme a quella piovana, passava filtrando attraverso un milione di metri cubi di veleni sotterrati e li portava (percolati) in falda in un cocktail di 21 veleni tossici e cancerogeni. Dunque una barzelletta quella di Dinoia: Joris le vedeva perfino quelle colline estranee al paesaggio piatto della Fraschetta, prima ancora di esaminare la solida mole di documenti negli archivi, quegli archivi che subito hanno occultato e poi implementato con nuovi segreti e falsificazioni, finch sono arrivati i carabinieri di quel Ghio maledetto. Rendendosi conto della barzelletta, Dinoia esorcizzer comunque l'articolo 439, cio la consapevolezza del dolo: la falda era s avvelenata ma non destinata tutta all'alimentazione, l'acqua era s avvelenata ma non stata bevuta. D'altronde, si sa, la falda una delle tre maggiori del Piemonte- non destinata ad essere bevuta ma per fare il bagno. Lino Balza (a Torino parte offesa in Corte d'Assise D'Appello). Per maggiori dettagli: Memoria 7 marzo 2018 Corte di Assise d'Appello di Torino www.edocr.com/v/57gjyze5/bajamatase/memoria "Ambiente Delitto Perfetto" di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia , terza edizione pagg. 518.

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