2018.1.2 AMBIENTE E NONVIOLENZA

Feb 25, 2018 | | Category: Other |   | Views: 46 | Likes: 1

AMBIENTE E NONVIOLENZA di Michele Boato Il metodo e la filosofia della nonviolenza vengono per lo pi collegati alle lotte antimilitariste, contro le guerre, per una diversa risoluzione dei conflitti. Ma l'ottica nonviolenta, anche negli scritti e nell'opera di Gandhi, comprende anche i diritti umani, la libert, la giustizia e l'uguaglianza tra le persone, oltre ogni tipo di razzismo, sfruttamento, discriminazione. Ora occorre allargare lo sguardo all'ambiente in cui viviamo, i beni comuni che Gaia, nostra madre, e il Sole, la nostra stella, ci offrono: l'aria,l'acqua, la terra, le migliaia di specie viventi animali e vegetali, e il flusso dell'energia solare. Si tratta di fare un passo avanti, superare l'antropocentrismo che da millenni caratterizza la nostra cultura "occidentale", greco-latina, ebreo-cristiana in tutte le sue declinazioni, illuminista e marxista. In particolare, va superata la cultura industrialista e sviluppista, che, da un paio di secoli, innalza a dio supremo la Crescita economica, con il contorno delle divinit minori, il Libero Mercato, il Profitto, il Prodotto Interno Lordo, la Libera Concorrenza, la Globalizzazione. Per una efficace nonviolenza dalla parte di Gaia Rileggendo le esperienze raccolte nel libro "Quelli delle cause vinte"(1), emergono diversi suggerimenti utili per reagire (o prevenire) in maniera efficace e nonviolenta, alle sofferenze, spesso enormi, inferte al nostro pianeta e ai suoi abitanti. Gli esempi da citare sarebbero moltissimi, sparsi in ogni capitolo del libro, che di fatto un manuale di nonviolenza ambientale. Eccone alcuni: 1. Documentare Appena veniamo a conoscenza di un crimine ambientale, gi in corso o in progetto, occorre reagire subito. Per prima cosa documentando la situazione facendo delle foto, scrivendo una relazione chiara (con nomi, date responsabilit ecc.), raccogliendo ritagli di giornale, interviste a persone informate e abitanti del luogo che non si lasciano intimorire o comprare. Occorre raccogliere ordinatamente i materiali, creando sia un archivio cartaceo (con i vari documenti, le lettere, i ritagli di stampa, gli appunti, le foto) che un archivio informatico, con i vari file ordinati in cartelle e per ordine di data (anno/mese/giorno). Vanno richieste idee, commenti e pareri anche a persone esperte ed amiche: sono preziose le analisi tecnico-scientifiche, da richiedere, ad es., botanici e/o forestali se si tratta di alberi sani che qualcuno vuole tagliare per far spazio a cemento e asfalto, come si pu leggere nei cap. 1.11 Incatenati agli alberi di Forl e 1.13 La lunga lotta del verde urbano a Mestre e Venezia. Cos si pu iniziare a formare dei dossier utili come base per tutte le iniziative pubbliche e istituzionali 2. Cercare alleanze Per rompere il troppo frequente "muro di gomma" istituzionale, utile cercare (in forma riservata) alleati dentro il Comune e negli altri Enti coinvolti (Asl, Regione, Ministeri, Commissione VIA, ecc.) per avere tempestivamente notizie e documenti: spesso sfuggono le date entro cui si possono fare "osservazioni"a progetti impattanti, piani o varianti urbanistiche. Pi spesso, le istituzioni non forniscono i documenti, neppure entro i 30 giorni stabiliti dalle leggi 241 e 142/1990, su trasparenza amministrativa e accesso alle informazioni (ambientali e non). Nel libro sono frequenti i riferimenti all'importanza di queste alleanze. Significativi i casi raccontati nei cap. 8.3 Verona, quasi un miracolo. Il traforo non sfonda le Torricelle (che ha per protagonista un coraggioso funzionario comunale) e 12.1 Frodi alimentari. Le battaglie di giornalisti e scienziati indipendenti. 3. Far conoscere Informare presto e bene (anche con dati e senza paroloni tecnici o politici) le popolazioni interessate, con volantini, depliant, cartelli scritti a mano, murales, modifiche dei nomi delle strade, lettere ai giornali (da soggetti diversi, anche per aggirare eventuali censure e non farsi cestinare), conferenze stampa, meglio se fatte con foto o sul luogo del "crimine", trasmissioni alle radio locali, mailing list, Facebook ,video su Youtube (v.cap.4.12 Biomasse a Fara Sabina. Tutto inizia con un volantino tempestivo) Si pu anche "battezzare" il crimine in modo creativo, come nel cap.1.1 La demolizione del Fuenti, l'"eco- mostro" di Amalfi. Un altro mezzo di comunicazione pu essere una poesia, come si legge nel cap.8.4 I veneziani affondano l'affare Expo2000, con la poesia Venessia more di Mario Stefani, portata a Parigi dalla delegazione guidata dal sindaco di Venezia. Importantissimo, per le vertenze pi lunghe e difficili, la creazione o l'utilizzo di un foglio periodico locale, che spiega con semplicit le varie fasi della lotta e viene distribuito su larga scala, gratis o ad offerta (7.2 e 7.3 Val Bormida) 4. Formare un Comitato Meglio costituire un Comitato ad hoc (contro quel progetto o fatto specifico), senza perdersi in discussioni su statuti ecc.; ci si pu (anche) appoggiare ad una associazione esistente, purch assolutamente affidabile, che allarghi il fronte e non crei intralci alle iniziative (v.cap.2.1 Roma. Riappropriazione cittadina del lago ex Snia) E' utile che nel Comitato ci siano dei tecnici esperti sul tema:chimici, biologi, urbanisti, trasportisti, medici, giuristi, ecc.(v. il ruolo di un chimico nel cap.7.4 Le donne di Cornigliano battono l'Ilva, conquistano aria pulita e salute e il ruolo di un biologo nel cap. 3.5 Il Laboratorio popolare di Cittadella incastra gli inquinatori delle acque). Possibilmente stringere alleanze con altre associazioni locali e/o nazionali (solo se sono veramente d'accordo con gli obiettivi della lotta), ma mantenendo saldamente la guida delle iniziative in sede locale, in capo alle persone pi coinvolte dal problema. 5. Elaborare alternative possibili La forza del Comitato e della lotta molto pi grande se, oltre che denunciare gli aspetti negativi del progetto contestato, si riesce ad elaborare un progetto, almeno di massima, alternativo. A meno che non sia da preferire l'"opzione zero", cio non attuare alcun progetto (v. cap.8.1 L'inutile aeroporto di Viterbo non si far e il cap.8.6 No Autostrada Orte-Mestre. Una vittoria lunga400 Km) Al cap.8.5 si racconta di come stato elaborato, da un gruppo di urbanisti dell'Ecoistituto del Veneto, il progetto RAV- Rete Alta Velocit come alternativa all'orrendo progetto TAV Verona-Padova che avrebbe, tra l'altro, distrutto Monti Berici e Colli Euganei. Naturalmente, per elaborare una vera alternativa, occorre leggere bene il progetto, individuarne gli aspetti tecnici negativi e gli eventuali positivi; distinguere le esigenze reali, cui dare risposta, da quelle fasulle; guardare le altre realt e programmi dello stesso settore; conoscere bene il territorio, gli elementi ambientali, paesaggistici, urbanistici, socio-economici in cui il progetto si inserisce; essere realisti sulle soluzioni tecniche, la spesa accettabile, gli impatti accettabili; cercare collaborazione (anche nascosta) da tecnici del settore,amici, associazioni; essere tempisti, presentare la proposta quando viene discusso il progetto sbagliato (v.cap.5.2 I tribunali di Rimini, Como, Potenza. "Interrate l'elettrodotto!"). Elaborare un progetto alternativo spiazza gli avversari, che spesso sono passivamente adagiati su loro vecchie proposte; qualifica la capacit politica e tecnica del Comitato agli occhi della popolazione, che scopre proposte cos serie da mettere in discussione quelle ufficiali; spesso permette di mostrare gli impatti del progetto sbagliato, superato, sovradimensionato; costringe i tecnici della controparte a discutere e mostrare, di fronte ad amministratori e alla popolazione i loro limiti ed errori; porta imbarazzo agli amministratori, abituati alla retorica dei luoghi comuni contro i contestatori "che non sanno che dire NO a tutto", ecc.; riporta la politica fuori dal palazzo, dandole contenuti propositivi e vivi, portati nelle case e in tutti i luoghi di socialit e d modo a tutta la popolazione di parlarne, di confrontarsene, di scoprire che di fronte al pericolo di errori inaccettabili, la delega in bianco pu essere finalmente ritirata e l'iniziativa politica pu ritornare a chi ne ha capacit innovativa e convincente (v.cap. Cassetta degli attrezzi. Progetti alternativi di Carlo Giacomini) 6. Interloquire con i responsabili Non va persa nessuna occasione per far valere le ragioni della lotta con: Osservazioni in sede di VIA dei progetti (v.cap. 8.2 Terza Pista a Malpensa, e il cap.4.10 Asti. I cittadini bocciano la mega caldaia nell'ospedale), e nell'iter dei piani o varianti urbanistiche; interventi nei convegni pi o meno pubblici, organizzati dalle controparti o dalle istituzioni; l'acquisto di qualche Azione per poter partecipare e parlare nelle assemblee delle SpA che propongono il crimine contrastato. Pu essere utile anche parlare personalmente (portandosi almeno un'altra persona come testimone) con i responsabili pubblici e/o privati; scrivere loro delle lettere private (oltre che pubbliche), per facilitare delle soluzioni pi veloci; o instaurare un confronto pubblico attraverso dibattiti organizzati dal comitato ma aperti alla controparte, persino una conferenze-stampa pu avere questo carattere "aperto", se si sicuri di avere degli ottimi argomenti per mettere in difficolt i sostenitori del progetto contestato. 7. Denuncia pubblica Se non si riesce ancora a risolvere il problema, opportuno passare (con la consulenza di qualche legale amico) ad una denuncia pubblica che preluda, apertamente, ad una possibile denuncia legale. Fondamentale, in questo caso. "bucare lo schermo", far parlare delle nostre ragioni Tv , Radio, Social e i giornali: farsi intervistare, proporre servizi e inchieste su problema, fare conferenze-stampa. I giornali (anche se meno letti di una volta) sono fondamentali per condizionare le decisioni delle istituzioni (v.cap.9.1 Come abbiamo salvato 700 cervi del Cansiglio). 8. Azioni di testimonianza Per mettere in difficolt i sostenitori del progetto contestato e coinvolgere la popolazione, occorre scatenare la fantasia e dar vita anche ad una serie di azioni dirette nonviolente, sempre pi incisive. Si pu iniziare appendendo dai balconi diverse lenzuola con scritte ben visibili (v.cap.6.2 sulla lotta contro la mega-discarica nella cava di Buscate e cap.6.5 Inceneritori addio, a Cassola, ecc.); poi, attaccare striscioni colorati lungo le strade, sui ponti o cavalcavia; inventare un"premio" ironico per gli inquinatori (come fa da anni Lino Balza ad Alessandria); in alcuni casi pu funzionare lo sciopero della spesa o anche solo la minaccia di attuarlo (v.cap.7.6 Cinque barchette bloccano la nave dei fanghi MoRtedison). Essenziali i sit-in, i flash-mob, le manifestazioni e i cortei, per far sentire in citt il peso di chi si oppone al crimine ambientale (v.cap. 4.8 No Triv d'Abruzzo affondano la piattaforma Ombrina); i cortei si possono fare anche in bicicletta, sono le bici-festazioni (v.cap. 2.6 Il popolo dei ciclisti pedonalizza la Piazza di Mestre) o le "passeggiate" sui luoghi da conoscere per salvarli, (v.cap.8.2 David "Viva via Gaggio" batte Golia Terza pista di Malpensa), oppure le "vie crucis" lungo i disastri da non emulare. Una Marcia pu durare anche due giorni e percorrere, se serve 80 Km a piedi come si racconta nel cap.1.4 100mila passi a difesa della valle di Schievenin); oppure pu essere ripetuta ogni anno, gi da 30 anni, nella domenica di novembre vicina a S.Martino, per impedire le violenze che ripetutamente vengono tentate contro l'antica Foresta del Cansiglio (v.cap.2.7). Fondamentale la marcia da Catania a Comiso, per coinvolgere il popolo siciliano nella lotta contro la base (v.cap.11.1 Il movimento per la pace chiude la base missilistica di Comiso). Per impedire il fatto compiuto, pu essere necessario organizzare un Presidio che (come nel caso illustrato nel cap.6.2 Il presidio di Buscate), pu durare addirittura 880 giorni, oppure due mesi (v.cap.1.2 Le acque stregate della Val di Lemme. La popolazione sconfigge le ruspe e salva il verde) Un blocco, oltre che stradale, pu essere ferroviario (v.cap11.2 Verona. Bloccato il treno della morte. Tutti assolti), o anche navale (v.cap7.6 Cinque barchette bloccano la nave dei fanghi MoRtedison). Pu essere bloccata anche uno spettacolo sportivo come il Giro d'Italia o canoro come il Festival di Sanremo (v.cap.7.2 Val Bormida. Coraggio e sentimento. Uniti si vince e cap.7.3 I contadini, con un secolo di lotte, salvano la Val Bormida dall'Acna) Un'altra azione nonviolenta di grande efficacia pu essere il Digiuno a catena: quello contro l'inceneritore a Trento (v.cap.6.8) durato addirittura pi di 1000 giorni (coinvolgendo per circa 30 giorni due persone e migliaia di altre, di ogni strato sociale e idea politica, per uno o pi giorni, o quello contro il PAT (e la sub- lagunare) di Venezia (v.cap. 1.5) durato 21 giorni per una persona con altre 36 che l'hanno affiancata per uno o pi giorni a testa. Anche lo sciopero in difesa della salute e della sicurezza sul lavoro pu essere un'azione nonviolenta molto efficace (v.cap. 10.2 Cantiere Enel di Fusina. Bloccate le "morti bianche") 9. Far esprimere la popolazione La cosa pi semplice ed immediata per far pesare il numero di chi d'accordo con l'iniziativa del Comitato una raccolta di firme non autenticate ma apposte in moduli con l'indicazione di nome, cognome, indirizzo e mail dei firmatari, fatta in luoghi affollati, come i mercati o le uscite delle messe e dei cinema. A quella cartacea, pu affiancarsi una petizione online, che pu raccogliere l'adesione di molte altre persone, fisicamente impedite di farlo in altro modo. A questo punto si possono organizzare incontri pubblici, con esperti, persone locali molto stimate (medici, insegnanti, anziani "saggi", ecc.), invitando anche i responsabili istituzionali (sindaco, assessori, dirigenti di settore) e tutte le forze politiche,non solo quelle che appoggiano a linea del Comitato. Questo pu costare un rallentamento nelle decisioni, ma ha il vantaggio di un dibattito che pu coinvolgere strati di popolazione rimasti estranei. Naturalmente in alcuni casi vanno invece organizzate Assemblee pubbliche con relazioni richieste dal comitato e, solo dopo, il dibattito aperto. Le Assemblee possono essere indette anche da un sindaco innovatore, per verificarla volont dei suoi cittadini (v.cap.1.6 Consumo di suolo zero a Cassinetta di Lugagnano) Altro modo per stimolare la partecipazione popolare la Mail bombing: mandare nello stesso giorno moltissime mail a determinati indirizzi in modo da obbligarli ad affrontare il problema o da paralizzare il lavoro dell'ufficio/ente sotto tiro. Ma va lanciata solo se si sicuri di un gran numero di partecipanti, altrimenti pu essere controproducente. Sul web, inoltre, sempre pi utili si dimostrano le Pagine e gli Eventi di Facebook, che raccolgono commenti ed adesioni. Ancora pi impegnativo, ma spesso decisivo proporre e organizzare un Referendum comunale, che pu essere previsto dallo statuto, previa raccolta di un certo numero di firme autenticate e, spesso, di una valutazione di congruit del quesito (v.cap.10.1 Malles Bz. Decidono i cittadini: via i pesticidi). Lo stesso successo a Monfalcone, contro il progetto di un ri-gassificatore in laguna (v.cap.3.6 Il popolo di Monfalcone rifiuta 200miliardi e caccia il rigassificatore), a Rosignano.Un Referendum ferma una nuova Solvay (cap.7.1), ad Asti. I cittadini bocciano la megacaldaia nell'ospedale (cap.4.10). Il Referendum pu essere anche auto-gestito. nelle forme pi corrette e trasparenti possibile:v.cap.4.14 Avetrana insorge contro l'atomo e, con Carovigno, hanno cos cacciato l'ipotesi di una centrale nucleare; cap.7.7 Marghera.Uno strano plebiscito caccia il fosgene. Pu essere utilissimo anche un semplice sondaggio del giornale locale (v.cap.2.6 sulla pedonalizzazione della piazza di Mestre). Non si escludono i Referendum nazionali (v.cap.4.13 I due referendum nazionali che hanno cancellato il nucleare), che per troppo spesso non raggiungono il quorum del 50% dei votanti (1990 caccia e pesticidi, 2003 elettrodotti, 2016 trivellazioni) con effetti in parte negativi. 10. Rivendicare fatti dalle istituzioni Ad un certo punto, pu essere necessario forzare la mano delle istituzioni, perch escano da un silenzio connivente e si schierino contro il crimine ambientale. Si pu "assediare" il consiglio comunale o regionale, parteciparvi come pubblico, ma in maniera attiva, con cartelli, commenti ad alta voce, chiedendo di far parlare dei rappresentanti del Comitato, e, nel caso di diniego, prendendo comunque la parola. (v.cap.4.4 Scoperto il bluff della Centrale che inonda la Cina di Basilico ) Si pu arrivare anche all'occupazione fisica breve (scattando almeno una foto) del consiglio, o di un ufficio o un edificio; ma anche ad una occupazione pi lunga, fino ad opporre resistenza passiva ad un eventuale sgombero. Le occupazioni vanno gestite con molta attenzione, perch sono quasi automatiche le denunce e poi i processi; vanno perci decise assieme, non improvvisate e gestite senza mai usare n parole n atti anche solo minimamente violenti. 11. Denuncia legale Nel caso si scoprano gravi illegalit, si pu arrivare alle denuncie alla Magistratura penale e/o alla Corte dei Conti, del sindaco, di qualche assessore o dei privati proponenti il progetto, sapendo per che il pi delle volte vengono insabbiate o archiviate. (v.cap. 2.3 Come stato salvato il Parco di Acquasola a Genova, cap.5.2 I Tribunali di Rimini, Como, Potenza "Interrate l'elettrodotto!" e cap. 5.3 Dio (e i bambini senza onde) ci salvino da Rado Vaticana. La denuncia, comunque, spesso utile per far parlare i mass media delle nostre ragioni. Questi atti vanno preparati con cura, con l'aiuto di un legale veramente solidale, che lo faccia gratis o quasi. Negli eventuali processi, ci si pu costituire Parte civile, dimostrando che si seguito da tempo l'oggetto del processo. E'pi facile farlo per le associazioni nazionali, ma anche quelle locali sono spesso accettate. Cos si entra nel processo e, alla fine, chiedendo anche i danni e le spese legali. Altre denunce possono essere fatte, se del caso, alla Guardia di Finanza, alla Corte di Giustizia Europea, alla Presidenza della Repubblica, alle Sovrintendenze, alla Prefettura e ai Vigili Urbani (v.cap. 3.7 Parco delle Dolomiti Bellunesi. Stop alla idrocentrale) 12. Atti istituzionali Molto spesso si dimostrato utile e anche decisivo il coinvolgimento di consiglieri regionali e/o parlamentari, perch presentino Interrogazioni (sostanzialmente preparate dal Comitato) che possono far conoscere le malefatte ambientali senza correre il rischio di essere denunciati per diffamazione, perch tutelati dalla Costituzione, in quanto "nell'esercizio delle proprie funzioni" istituzionali (v.cap. 4.3 L'inutile eolico del Monte Pizzoc). Questi alleati possono presentare (e cercar di far approvare da ampi schieramenti) anche Mozioni di indirizzo verso il governo o la giunta regionale (v.cap.5.1 Claudia ferma l'inutile elettrodotto Lienz- Cordignano), Proposte di legge che affrontino alla radice, e in termini generali, il problema (v.cap.3.2 Stop inquinamento del mare. Ridotto all'1% il fosforo nei detersivi e cap.1.7 Bloccata l'orrenda Legge Lupi. Il territorio non si divora). Ma pu essere risolutivo anche solo un emendamento, come quello alla legge Finanziaria 2010 del Veneto, che ha impedito l'autorizzazione ai due inceneritori per rifiuti speciali fortemente voluti da Unindustria di Treviso e Venezia (v. cap.6.4) o l'emendamento al Senato che ha reso possibile nel 1998 l'inizio della demolizione del Fuenti di Amalfi (v. cap.1.1) E si pu arrivare a fare anche politica internazionale per difendere gli animali nostri fratelli, come nel caso descritto dal cap.9.4 Il voto della Repubblica di san Marino blocca la caccia alle balene. 13. Presentare una Lista civica Formazione di liste civiche alle elezioni comunali, che mettono al primo posto il tema per cui si lotta. Talvolta vincono le elezioni (v.cap.1.6 Consumo di suolo zero a Cassinetta di Lugagnano e cap. 6.9 Sernaglia blocca col riciclo l'invasione di discariche) e, al governo del Comune, risolvono la situazione; altre volte (pi spesso) eleggono uno o pi consiglieri/e che possono appoggiare con altri mezzi la lotta in corso o condizionare il Comune a risolverla. Ma devono essere vere civiche, indipendenti e non subalterne ad un partito o sua emanazione. Altre volte stata usata, anche cn successo, la minaccia di sciopero del voto verso il responsabile di un crimine ambientale che si (ri)presentasse alle elezioni. (1) Michele Boato "Quelli delle cause vintemanuale di difesa dei beni comuni", pag.250, Libri di Gaia, 2017, Per riceverlo, versare 5 euro a copia sul cc post. 29119880, intestato Ecoistituto del Veneto-Mestre. Nella causale scrivere chiaro l'indirizzo a cui inviare il libro. ISBN 978 88 95829 16 6

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