aAbřrié

Jan 28, 2018 | Publisher: Rete Ambientalista Al | Category: Other |   | Views: 20 | Likes: 3

aAbri, in senso proprio 'ebreo', segue tutto quanto di male s' detto e s' scritto sugli ebrei, 'taccagno', 'spilorcio', 'usuraio', ecc., e molto prima che fossero ebrei, di cui una minoranza nel corso del Novecento s' formalizzata in uno stato in cui si considerano i palestinesi quasi come loro furono considerati. Nonostante che una larga fetta, comunque minoritaria, degli israeliani sia in dissenso rispetto alla linea neocoloniale con cui gli ebrei trattano i palestinesi, resta il fatto che questi sono emarginati e relegati in territori improduttivi e scarsi di risorse. E ci tanto pi triste in quanto in Palestina gli ebrei residuali, e i palestinesi, coesistettero pacificamente sino alla nascita del sionismo, e alla decisione inglese del 1917 di regalare la Palestina a questo movimento che, nelle sue basi originarie, era socialista e volto a scopi benefici soprattutto per gli ebrei sotto minaccia di pogrom, ma anche per la Palestina, introducendovi capitali, un ceto istruito, nuove e pi ampie attivit artigianali, industriali e agrarie. triste, ma cos, ed tanto pi triste per l'affetto che ho verso gli ebrei: se non fosse per una coppia di ebrei io non sarei, e per questo non mi stancherei, se fossero ancora vivi, di ringraziarli. una storia fondativa non unica, ma certamente unica al mio paese, se non zona, su cui vale la pena di spendere alcune parole. Al tempo di Sal una coppia di ebrei francesi, Remo Eminente, di madre veneziana, una Previtali sorella del famoso direttore d'orchestra, e nipote di un ebreo spagnolo emigrato in Francia, e sua moglie Emma, figlia di un ebreo russo emigrato in Algeria e poi in Francia, assieme al loro figliolo Pier, forse scritto Pierrot, mi son sempre dimenticato di domandare, nato nel 1939, si rifugiarono a Alassio, luogo in cui passavano le ferie estive. Purtroppo il luogo divenne ben presto insicuro in quanto una notte fu effettuata una retata ai danni di ebrei ivi nascosti, catturati in gran numero, duecento circa. Remo Eminente svolgeva un'attivit tra il sensale e il commerciante, ma in francese ha un nome strano che non ricordo pi, di coloniali, ed era in contato commerciale con la ditta Noberasco di Albenga, tuttora esistente e gestita dai nipoti, se non pronipoti. Benedetto Noberasco, che io ho conosciuto, saputo del suo bisogno di trovare un altro rifugio, lo inser nel proprio organico, e in questo modo. Causa la guerra, e con la perdita delle colonie, la sua ditta aveva perso il mercato di coloniali, per cui, tramite i contatti che aveva sul mercato ortofrutticolo di Genova con mio padre, cerc uno sbocco nei generi orticoli di cui Castellazzo era uno dei grandi poli del Piemonte. Pertanto fu costituita una societ con sede a Castellazzo in via XX Settembre, ovvero nell'ufficio di mio padre, ufficio che ricordo benissimo, in cui mio padre deteneva il 30% delle azioni, Noberasco il 60% e Remo Eminente, che funzionava da impiegato, il 10%. La famiglia Eminente si trasfer rapidamente a Castellazzo prendendo alloggio al secondo piano di una casa in via XX Settembre a un cinquanta metri dall'ufficio, dove io andavo a giocare, proprio davanti al negozio fotografico Bulfi, ancora esistente gestito dalla figlia secondogenita ottantenne. In questo modo Remo Eminente, che parlava benissimo l'italiano per via della madre italiana che lo volle far nascere a Torino, e i soggiorni alassiesi, venne al mio paese con la famiglia parlando un ottimo italiano e quindi la sua professione sarebbe stata utile quanto giustificata agli occhi della gente, dei fascisti, dei carabinieri e delle varie polizie di Sal. Purtroppo, e fu una fortuna per me, nell'autunno 1943 fu arrestato e tradotto nelle carceri alessandrine in attesa di essere istradato verso il nulla. Mio padre riusc a nascondere la moglie Emma nella cascina Raviaro molto isolata la Bormida a due chilometri dal paese lungo verso Castelspina, e fece passare Piero come suo figlio, abituandolo a farsi chiamare pap, e a far chiamare mamma la mia futura madre. Naturalmente a Castellazzo tutti sapevano tutto, ma nessuno disse nulla, compresi i carabinieri e i fascisti castellazzesi, per cui credo che lo stereotipo italiani brava gente non sia del tutto falso. I miei mossero mari e monti per far liberare Remo, e alla fine, per non sapendo di preciso il perch nella marea di azioni svolte che toccarono persino il cardinale Schuster di Milano, ai primi del 1944 ritorn e ricostitu la sua famiglia. Mio padre quasi quasi avrebbe voluto un figlio, ma mia madre era del tutto contraria, per cui, dopo sei anni di matrimonio erano senza figli, cosa che, per l'epoca, era una stranezza. I miei, rimasti orfani del figlio, tornato Pier coi suoi, mi misero subito in cantiere, e io nacqui meno di dieci mesi dopo, il 4 febbraio 1945. Dopo la guerra si seppe che nascosta in paese vi era un'altra famiglia di ebrei, i Boffi, librai in Alessandria. Rimasero nascosti in Castellazzo sino a quando il rastrellamento del 18 febbraio 1945, in cui fu catturato Luciano Scassi, il fondatore dell'VIII GL, il braccio armato del Partito d'Azione alessandrino, fu trasferito in Cittadella e fucilato due giorni dopo nonostante fossero intervenuti facoltosi castellazzesi per la sua liberazione pare con due milioni di lire dell'epoca in mano. I Boffi, visto che il paese non era pi sicuro, si trasferirono altrove, dalle parti di Cassine, ed ho indagato anche questa vicenda, sin dove ho potuto, ma questa un'altra storia.

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