La lotta NO TAV si rimette in cammino lungo i sentieri della Clarea

Jun 25, 2020 | | Category: Other |   | Views: 9 | Likes: 1

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La lotta NO TAV si rimette in cammino lungo i sentieri della Clarea. Da giorni arrivavano scampoli di notizie su un'imminente ripresa dei lavori. Da tempo materiali si andavano ammassando oltre le reti, lungo il torrente, ai piedi dei piloni autostradali. Intanto in Valle aumentavano i controlli; gli alberghi collaborazionisti si preparavano ad ospitare le truppe, ogni mattina si sentiva il rombo dell'elicottero che saliva da Torino. Ieri il movimento NO TAV si è ritrovato a Giaglione e si è messo in marcia. E' nato il presidio permanente ai Mulini di Clarea. Le foto ci raccontano la bella giornata di sole, la costruzione delle barricate, l'allegria che accompagna la vita anche nei momenti più duri, quando si attende e si sa che il difficile sta per venire, ma si è anche consapevoli che, nonostante tutto, non si può disilludere un sogno ed abdicare al senso di responsabilità verso il futuro Sono arrivati, di notte, come sempre. Hanno circondato il presidio, alzato barriere sui sentieri, ma non sono ancora riusciti a piegare i resistenti, alcuni saliti sugli alberi, altri sui tetti dei mulini, qualcuno incatenato ai cancelli. Le bandiere NO TAV garriscono con le rondini, al vento della Clarea. In Valle volano incessanti le notizie, gli appuntamenti del fare concretamente, gli appelli alle realtà solidali: come sempre si deve partire insieme, con una risposta che sia di tutti e per tutti. La rabbia è tanta: non si può che provare odio per i lobbisti che, rinchiusi nel Palazzo, continuano a presentare come pubblica utilità la devastazione sociale e ambientale legata a questa e alle altre Grandi Opere, inutili, costosissime, mortali. Questo è il CuraItalia messo in piedi dalla folle bulimia dei nostri nemici di sempre che siedono nelle istituzioni e non rinunciano a trasformare in oro per i loro forzieri aria, acqua, suolo, salute, cultura, bellezza...e la memoria del passato, la vita del presente, la speranza del futuro di tutti. Care compagne, cari compagni, per la prima volta non sono con voi nei luoghi della resistenza. Questi arresti domiciliari mi pesano insopportabilmente e più che mai in questi momenti, quando tutte e tutti sarebbero indispensabili, anche chi come me ha ormai poco da dare in forza fisica..ma il cuore è vivo e batte il ritmo della lotta... Care compagne, cari compagni, per la prima volta non sono con voi nei luoghi della resistenza. Continua Nicoletta Dosio Questa notte la luna è un'esile falce,impigliata tra i monti del Moncenisio,ai margini del buio. Forse, ora, sta percorrendo il cielo della Clarea, sul presidio dei mulini, il più recente dei presidi NO TAV, nato da quattro giorni sull'urgenza della lotta, contro l'ennesimo attacco della lobby delle Grandi Opere. Dal mio forzato esilio posso solo immaginare il silenzio di lassù, più prezioso perché faticosamente sottratto al sordo ronzio di sottofondo, che avvelena quei luoghi da quando sono caduti sotto il dominio dei cantieri, autostradale prima, ora del TAV. Forse i presidianti, vinti dal sonno e dalla fatica, non vedono la luna che veleggia alta e sembra accarezzare con la sua luce il piccolo accampamento di resistenti. Ma certo qualcuno veglia sul riposo di tutti, attento ai rumori, all'insidia degli attacchi notturni. Più in basso tutto è pronto per l'ennesima devastazione: cumuli di ferraglia, la piattaforma che farà da nuovo ponte sul Clarea e gli uomini in arme, asserragliati nel fortino che avanza cancellando boschi, radure, vigne, specchi d'acqua ancora densi di vita. Mi tornano in mente questi stessi luoghi, com'erano in un tempo che mi sembra lontano di secoli. Niente autostrada del Frejus, allora, niente progetti di supertreni, solo una stradina che, dall'abitato di Giaglione, si snodava verso Chiomonte, tra muretti a secco, vigne, castagneti, radure ricche di erbe aromatiche e medicinali. Si arrivava ai mulini di Clarea come ad un luogo delle favole: le case di pietra grezza fra boschi, castagneti, prati perennemente fioriti per l'abbondanza di acque, profumati di aglio ursino a primavera, prodighi di funghi in autunno. Ora di quel mondo restano i ruderi: tetti sfondati, muri cadenti. Degli antichi mulini è rimasta qualche macina, pezzi di tramoggia; scomparsa la grande ruota che ricordo ancora in funzione nell'ultimo dei mulini, quello che oppose all'autostrada una resistenza ahimè vana. Ma l'essenziale è non dimenticare. Il potere teme la memoria , perché in essa continuano a vivere le istanze e la rabbia dei vinti , la volontà di riscatto, la nostalgia per la bellezza perduta. Certo le truppe d'occupazione che stanno militarizzando la Valle e e i boschi intorno al presidio nel tentativo di isolare e prendere per fame i resistenti, non sanno che la montagna offre, a chi la protegge, mille sentieri; e che l'amore per la propria terra ha tenacia e risorse infinite. Anche la luna in cielo è una falce affilata.

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Movimento di Lotta per la Salute, l'Ambiente, la Pace e la Nonviolenza

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