Inquinamento

Jun 15, 2018 | Publisher: Rete Ambientalista Al | Category: Other |   | Views: 18 | Likes: 2

Inquinamento, nei pressi dei siti contaminati eccesso di mortalit tra 4 e 5%. Tumori, +9% tra i pi giovani Pubblicato l'ultimo aggiornamento allo studio Sentieri coordinato dall'Istituto superiore di sanit. Italia spaccata in due: al Nord la situazione migliora, al Sud il quadro drammaticamente fermo. "I politici si prendano le responsabilit" di Veronica Ulivieri | 12 giugno 2018 Pi informazioni su: Gela, Ilva, Inquinamento, Taranto Mentre le bonifiche arrancano, nelle aree intorno ai Siti contaminati di interesse nazionale (Sin) si continua a nascere malformati, ammalarsi e morire. I dati dell'ultimo aggiornamento allo studio Sentieri coordinato dall'Istituto superiore di sanit parlano di un eccesso di mortalit tra il 4 e il 5% nelle aree ad alto inquinamento intorno a 45 Sin: tradotto in numeri, significa che tra il 2006 e il 2013 nei circa 300 comuni coinvolti ci sono stati quasi 12mila decessi in pi, di cui quasi 5.200 per tumori e oltre 3.600 per malattiedell'apparato cardiocircolatorio. Nello stesso periodo, per i bambini e giovani fino a 24 anni si osservata un'incidenza dei tumori maggiore del 9% rispetto a chi vive in aree meno inquinate. Un quadro allarmante in cui non mancano le differenze geografiche, con i grandi siti industriali del Nord che vedono migliorare alcuni indicatori di salute e un Sud dove la contaminazione ambientale non lascia scampo e non si vede nessuna inversione di tendenza. E ora che il progetto partito dieci anni fa e che ha coinvolto Cnr e istituzioni sanitarie si concluso, i ricercatori chiedono che diventi permanente: "Di fronte a questi dati, non ci possiamo permettere di rimanere scoperti". Decessi in eccesso per tumori La rete dei 45 Sin comprende i siti maggiormente inquinati d'Italia: ci sono dentro Brescia, inquinata dai pericolosi PCB scaricati dall'industria chimica, il polo siderurgico di Taranto, l'area del petrolchimico di Gela, in Sicilia, le aree portuali e industriali di Piombino e Livorno. Quasi tutti sono ancora in attesa di una bonificaambientale non ancora conclusa, e in molti casi, come Gela, nemmeno iniziata. Qui, per tutti i tumori maligni la mortalit in eccesso stata del 3% per gli uomini e del 2% per le donne. Se i dati disaggregati per singolo Sin saranno pubblicati solo dopo l'estate, gi possibile dire che tra le forme di cancro pi ricorrenti ce ne sono alcune con una connessione forte a cause ambientali: "Per esempio i tumori polmonari, pi diffusi in tutte le aree dove avvengono processi industriali di combustione, melanomi e linfomi non Hodgkin, correlati a una contaminazione da Pcb, o tumori del sistema ormonale, che hanno tra le cause principali l'esposizione a sostanze chimiche interferenti endocrini", spiega a ilfattoquotidiano.it l'epidemiologo Pietro Comba, responsabile scientifico di Sentieri. L'allarme bambini A destare molta preoccupazione sono i dati sulla salute dei pi giovani. Nella fascia di et tra 0 e 24 anni, infatti, la diffusione dei tumori molto maggiore nei Sin rispetto alle aree non a rischio. L'incidenza pi alta del 66% per le leucemie mieloidi acute, del 62% per i sarcomi dei tessuti molli, e del 50% per i linfomi Non-Hodgkin. Anche dai dati sulle malformazioni congenite emerge un quadro negativo, con eccessi di malformazioni alla nascita in 10 Sin su 15 analizzati nel periodo 2002-2014/2015. "Lemalformazioni pi spesso risultate in eccesso sono quelle degli organi genitali, del sistema urinario, del cuore e degli arti e a seguire quelle del sistema nervoso centrale. I Sin pi impattati sono quelli di Laghi di Mantova, Massa, Livorno, Piombino, Gela, Milazzo, Manfredonia, Taranto", aggiunge Fabrizio Minchilli, ricercatore dell'Istituto di Fisiologia clinica delCnr. Due Italie Il Paese, per, non tutto uniforme. Anche in un quadro generalizzato di bonifiche ancora nella fase iniziale o mai cominciate, al Sud si sta peggio che al Nord. "L'ordine di grandezza di queste stime pari a quello precedente. In via generale, chiaro che la situazione non migliorata", dice Comba. Se si vanno ad analizzare pi nel dettaglio i dati che saranno resi noti dopo l'estate, per, saltano all'occhio differenze importanti: "Nei grandi siti industriali del Nord Italia si osserva il miglioramento di alcuni indicatori di salute. Succede a Mantova, grazie a nuove tecnologie industriali, e a Brescia, dove il blocco della catena alimentare ha fatto scendere dai primi anni 2000 la concentrazione di Pcb nel sangue della popolazione". Al meridione, invece, mancano anche questi segnali di speranza: "Nel polo siderurgico di Taranto o in quello petrolchimico di Gela la contaminazione ambientale imponente. Gli indicatori della salute sono pi diffusamente compromessi e non si vede nessuna inversione di tendenza". Qualche novit potrebbe arrivare in sede giudiziaria: a Taranto, infatti, prosegue il processo "Ambiente svenduto" a carico dell'Ilva per presunto disastro ambientale. A Gela va avanti il processo civile partito dalla denuncia dei cittadini contro Eni, e il prossimo 5 luglio fissata una nuova udienza sulle loro richieste di fermare tutti gli impianti della raffineria, le attivit di trivellazione e avviare immediatamente le procedure di bonifica. Il giudice aveva gi detto no. Nel frattempo la procura ha anche rinviato a giudizio 22 manager del gruppo. "I politici si prendano la responsabilit" In questo quadro per niente confortante, la richiesta che arriva dagli scienziati rendere permanente il progetto di monitoraggio della salute Sentieri. " partito dieci anni fa e fino ad oggi stato rifinanziato dal ministero della Salute ogni due o tre anni, anche con interruzioni. L'ultima fase, di cui abbiamo appena presentato i risultati, si conclusa a fine 2017, ma di fronte a questi numeri non opportuno rimanere scoperti troppo a lungo", avverte Comba dell'Istituto superiore di sanit. Il ricercatore chiama il nuovo governo a una scelta "etica e responsabile": "I decisori politici ci diano un mandato ufficiale e i finanziamenti per monitorare la salute almeno fino a dopo la fine di tutte le bonifiche. Si assumano la responsabilit e facciano una scelta etica".

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