berlinguer 2019

May 16, 2019 | Publisher: Rete Ambientalista Al | Category: Other |   | Views: 151 | Likes: 1

Sono trentacinque anni che morto Enrico Berlinguer, dopo che aveva realizzato alle europee 1984 lo storico sorpasso del PCI sulla DC. E proprio nella coincidenza di questo anniversario con le elezioni europee 2004, scrivevo su Il Manifesto "La questione morale dopo Berlinguer": " Nel mondo c' grande sporcizia. Materiale e morale. Pensiamo all'ambiente e alla guerra. Temi su cui pur si dividono i giudizi. Che diventano unanimi solo per la politica: sporca per definizione. Probabilmente lo n pi n meno delle altre attivit umane. Dove si mente, si imbroglia, ci si arricchisce, si ruba, si uccide. Ma si sta nascosti mentre in politica si diventa pubblici. In pi, non si perdonati a razzolare male proprio per aver predicato il disinteressato bene pubblico. Questa denigrazione della politica, in determinati momenti, si eleva a "questione morale". Vi chi propone di reagire, di estirpare il marcio. In altri momenti no, nessuno raccoglie il persistente malcontento popolare, il distacco, l'astensionismo. Attualmente siamo in questa seconda fase. La "questione" non compare nella campagna elettorale. Neppure in quei piccoli partiti che fanno ancora raro riferimento a Enrico Berlinguer, che della questione morale fece il terreno etico-politico sul quale combattere la sua ultima e pi popolare battaglia, preparando la stagione di Mani pulite. Con essa, c' stato l'affondamento della prima repubblica e dei partiti che l'avevano governata. Ma nessuno pu dire, oggi, che la questione risolta, anzi che non si sta aggravando. E in entrambi gli aspetti posti da Berlinguer. Quello della corruzione dei politici, imprenditori, amministratori, burocrati. E quello dell'occupazione del potere da parte della partitocrazia, dell' uso privato delle istituzioni, dell'abbandono del concetto di gratuit nella politica, della divaricazione cio tra Costituzione scritta e costituzione materiale. Chiedersi come avrebbe reagito Berlinguer, forse esercizio improponibile. E' doveroso per chiederci perch, oggi, mancano figure del suo carisma. Perch questa epoca produce, a tutti i livelli, classi dirigenti dell'attuale statura? Perch, insomma, le societ contemporanee raggiungono il degrado che tutti abbiamo sotto gli occhi?" Quella denuncia potrei scriverla anche oggi, parola per parola se, (continua) se Il Manifesto (sempre in testata quotidiano comunista) mi pubblicasse. Nel 2004 mi comment Riccardo Barenghi rilevando che la questione morale effettivamente non era pi all'ordine del giorno neppure a sinistra: "Il mondo va cos e parte della nostra sinistra non immune dal mondo, anzi spesso ci sguazza dentro con troppa naturalezza", ma finendo col prendersela "soprattutto" con "il ritorno ai fasti nefasti del craxismo" dunque con Silvio Berlusconi. Barenghi, per cinque anni direttore, era in procinto di lasciare Il Manifesto per approdare a La Stampa portandosi appresso la lapidaria rubrica sotto lo pseudonimo Jena: che inevitabilmente alla corte degli agnelli finir per tradire la natura di questo animale ovvero quella fama che le viene attribuita dagli umani per quei denti sempre esposti in un assurdo sorriso. A fianco di me e Barenghi, scriveva Valentino Parlato (che sar ancora direttore per un anno dal 2009 al 2010, gi quando Il Manifesto "non d pi la linea" a sinistra). Scriveva Parlato: "Allora bisogna scegliere tra Rifondazione, i Verdi, i Comunisti italiani, la lista Di Pietro Occhetto. In effetti sono confuso, mi domando come mai non si siano messi d'accordo. [] Ho deciso di votare per Vauro e, quindi, per la lista dei Comunisti italiani (anche se Cossutta proprio non lo amo)". Parlato sar sostituito da Norma Rangeri. Vauro (sostituito da Biani: vignette intellegibili come met delle pagine del giornale) porter la sua irresistibile satira a Il Fatto Quotidiano, su cui anche scriver il 13 maggio 2019 (apice Salvini e vigilia delle europee) una Lettera aperta al PD: "Caro Pidd ma sei cieco, sordo o semplicemente scemo? Finalmente ci sono segnali di riscossa civile, di reazione umana all'ondata di incattivimento, di ignoranza e di astio organizzato che sta sommergendo la nostra societ. [] Giovani e meno giovani reagiscono E tu caro Pidd sei sordo? Non senti? Non vedi? Tu non ci sei mai. Li lasci soli. Eppure servirebbe una forza politica che non solo ascolti questa voce ma che sia capace di accoglierla, amplificarla, interpretarla, unirla, darle peso. [] Sei sordo, distratto o scemo caro Pidd? Incapace di un sentire politico ed etico che non sia esclusivamente volto alla ricerca ed all'amministrazione del potere. Certo, io sono un estremista e tu caro Pidd il campione della moderazione. Ma ci sono momenti nella storia in cui la moderazione si trasforma in passivit complice". Questa lettera aperta la faccio mia alla vigilia delle elezioni europee 2019. Lino Balza

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