Due anni fa 190 paesi firmavano l

Dec 30, 2017 | Publisher: Rete Ambientalista Al | Category: Other |   | Views: 23 | Likes: 1

Due anni fa 190 paesi firmavano l'Accordo di Parigi per contenere l'aumento della temperatura del pianeta in 1,5, massimo 2 C (per il primo obiettivo, il 1,5 C, vagheggiato in quella sede, sembra essere ormai gi tardi). A 176 di quei Paesi sono bastati soltanto 11 mesi (4/11/206) per ratificarlo, e quindi renderlo esecutivo. Per il Protocollo di Kyoto (scadenza 2020) ci era voluti otto anni (1997-2005). Questo confronto permette di misurare quanto sia divenuta grande la preoccupazione dei governi del pianeta per il futuro. Indubbiamente hanno avuto un ruolo decisivo i Rapporti di Valutazione IV (2007) e V (2013) dell'IPCC, l'organo "intergovernativo" dell'ONU per il controllo dei cambiamenti climatici. Mentre i proclami di intenzioni di un po' tutti questi governi fanno ben sperare, non sono molti quelli che stanno anche portandoli avanti e, purtroppo, l'Italia fra gli altri. Intanto il cambiamento del clima si fa prepotente. In California da ottobre si susseguono grandi incendi, dall'aprile 2015 per legge c' una riduzione dell'uso dell'acqua del 25%, il fiume Colorado non riesce pi a raggiungere l'oceano ed in costruzione un depuratore delle acque fognarie per uso alimentare. Il 30 novembre scorso in Groenlandia vi erano + 5 C di temperatura. Tutto il bacino del Mediterraneo gi una delle aree della Terra dove l'aumento delle temperatura pi marcato (gi oggi registra un aumento di 1,5 C, mentre quello medio globale di circa 1 C) e dove questo aumento sar ancora pi evidente nei prossimi anni. L'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del CNR ci fa sapere che nel nostro Paese nel 2017 la piovosit, tranne gennaio, settembre e novembre, stata inferiore del 30% (per ben sei mesi del 50%). La sorgente del Po, a Pian del Re sul Monviso, questa estate ha cominciato ad asciugarsi. Cosa che trovo incoerente rispetto a questo quadro l'atteggiamento nel concreto del nostro Paese e per due ragioni: la prima che gli scenari per il bacino del Mediterraneo non miglioreranno e la seconda ragione che la siccit sta gi facendosi molto penalizzante per la nostra agricoltura e quindi per la nostra economia. La riprova dei ritardi della politica nel provvedere al rispetto dell'Accordo di Parigi indirettamente evidenziata dal mercato delle auto elettriche. Nel 2016 nel mondo si avuto un boom delle loro vendite (800 mila) con una crescita del 40% sul 2015 (Cina + 118%, USA + 33%). La Norvegia rappresenta da sola il 18% del mercato continentale, la Francia il 12%, il Regno Unito il 14% e la Germania il 12%. Intanto, la Volvo ha deciso di produrre solo elettriche o ibride dal 2020. In Italia nello stesso 2016 sono state vendute 1.373 auto elettriche, 43 meno dell'anno prima e rappresentanti lo 0,075% del totale che stato di oltre 1,823 milioni di auto con un + 15,8% sul 2015. Forse, perch da noi l'incentivo nella gratuit del bollo, mentre altrove ben diverso. In Francia, ad esempio, si arriva anche a 6 mila euro di contributo pubblico. Altra riprova, nel 2016 la cifra raggiunta dai sussidi diretti o indiretti al consumo o alla produzione, da esoneri dall'accisa a sconti e finanziamenti per opere, distribuiti tra autotrasportatori, centrali per fonti fossili e imprese energivore e aziende petrolifere, ha raggiunto i 14,8 miliardi di euro (3,5 sono quelli di sforamento del disavanzo del bilancio dello Stato secondo la Commissione europea).

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Movimento di Lotta per la Salute, l'Ambiente, la Pace e la Nonviolenza

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