Comunicato stampa Codacons

Nov 21, 2019 | Publisher: Rete Ambientalista Al | Category: Other |   | Views: 16 | Likes: 1

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OORDINAMENTO DI ASSOCIAZIONI PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE E DEI DIRITTI DI UTENTI E COORDINAMENTO DI ASSOCIAZIONI PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE E DEI DIRITTI DI UTENTI E @ CONSUMATORI CONSUMATORI UFFICIO STAMPA tel.+39 06 3721573 fax +39 06 3701709 v i a l e M a z z i n i 7 3 - 0 0 1 9 5 R o m a e - m a i l : uffi c i o s ta m p a @ c o d a c o n s . o r g www.codacons.it COMUNICATO STAMPA Cronaca di Venezia 13 novembre 2019 VENEZIA: CODACONS PRESENTA DENUNCIA PER DANNEGGIAMENTO AL PATRIMONIO ARTISTICO NAZIONALE LAVORI MOSE POTREBBERO ESSERE LA CAUSA DEGLI ALLAGAMENTI ATTRAVERSO UNA MODIFICA ALLA MORFOLOGIA DELLA CITTA’ A GIORNI IL CONSIGLIO DI STATO ESAMINERÀ UNA NUOVA RICHIESTA PRESENTATA DALL’ASSOCIAZIONE PER SOSPENDERE TUTTE LE PROCEDURE DI REALIZZAZIONE DEL MOSE OGGI ALLE ORE 16:30 CONFERENZA STAMPA A VENEZIA PER ILLUSTRARE LA DENUNCIA DELL’ASSOCIAZIONE E LANCIARE UNA FORTISSIMA ACCUSA SULL’INUTILE MOSE CHE RISCHIA DI DISTRUGGERE LA CITTA’ L’emergenza in corso a Venezia finisce sul tavolo della Procura della Repubblica, che dovrà aprire una indagine per il reato di Danneggiamento al patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale. Il Codacons ha presentato un esposto alla magistratura veneziana relativo alla situazione critica della città, con gli allagamenti che rischiano di distruggere le bellezze artistiche e storiche, in cui si chiede, tra le altre cose, di indagare sulla progettazione e sui lavori per la realizzazione del Mose. Un patrimonio culturale inestimabile e protetto dall’Unesco rischia di essere distrutto a causa degli allagamenti che si stanno registrando a Venezia, e che potrebbero essere stati causati, o quantomeno alimentati, proprio dai lavori legati al Mose, opera che secondo gli esperti avrebbe profondamente modificato la morfologia della città – spiega il Codacons – Una situazione che configurerebbe il reato previsto dell’art. 733 del Codice Penale che punisce chi danneggia il patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale. Una opera, il Mose, assolutamente inutile per Venezia, nelle condizioni attuali, costata 6 miliardi di euro parte dei quali finiti in tangenti e corruzione, al punto che il Consiglio di Stato potrebbe a breve bloccare l’intero progetto: il Codacons ha presentato infatti una nuova richiesta di verifica motivata dalle risultanze dell’analisi effettuata dagli ingegneri Vincenzo Di Tella, Gaetano Sebastiani e Paolo Vielmo dei dati emersi dall’accesso agli atti relativi al progetto Mose. Dai dati forniti dal Consorzio e in particolare dal rapporto delle prove in vasca fatte a Delft ci sono le evidenze che tutte le critiche e gli errori evidenziati in precedenza nei rapporti degli stessi ingegneri, sono confermate puntualmente. In particolare: L’approvazione del progetto definitivo è stato approvato con un vero erroneo e non corretto presupposto tecnico: nel documento di approvazione si afferma che nelle prove fatte a Delft la risonanza sub armonica si verifica solo con le prove con mare regolare ossia con onde sinusoidali, e che con mare reale, irregolare, caratterizzato da uno spettro il fenomeno sparisce; nei rapporti delle prove fatte a Delft si deduce in maniera inequivocabile che quando si ha la risonanza sub armonica questa si verifica sia in mare regolare che in mare irregolare. I modelli realizzati e le prove di progetto eseguite a Voltabarozzo sono – a giudizio dei nostri esperti e verificati nel rapporto di Delft - affetti da gravi errori concettuali e non rappresentano le condizioni reali: il modello delle paratoie non rispetta il peso reale e la sua distribuzione, le misure delle onde agenti sulle paratoie sono effettuate con sonde messe in vicinanza delle paratoie, che risentono della presenza delle onde generate dal moto delle paratoie, le prove di oscillazione libere per valutare l’effetto viscoso sono analizzate con le equazioni del moto in fluido perfetto (senza effetto viscoso) in vasche piccole ,rispetto alle scale usate, assolutamente inadatte allo scopo; i modelli e le prove fatte a Delft sono fatti a regola d’arte e le prove eseguite e le misure del moto ondoso eseguite in modo corretto. Anche in questo caso avendo a disposizione un rapporto che indica chiaramente come si realizzano i modelli e si eseguono le prove, i progettisti e gli esecutori delle prove non hanno seguito quanto era stato fatto a regola d’arte a Delft. Quindi le prove eseguite a Voltabarozzo, sulle quali si basa esclusivamente il progetto delle paratoie non hanno alcun valore scientifico e la realizzazione delle opere non basata su un progetto valido e a regola d’arte. Di questo si è parlato nella conferenza stampa indetta dal Codacons a Mestre, alle ore 16:30 del13 scorso presso lo studio legale del presidente regionale Franco Conte - via Cappuccina n. 17A - Mestre

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