CEM ATTO n 2 DI SIGNIFICAZIONE E DIFFIDA a SINDACO

Jun 28, 2019 | Publisher: Rete Ambientalista Al | Category: Other |   | Views: 4 | Likes: 1

‐ ATTO DI SIGNIFICAZIONE E DIFFIDA ‐ Pag. 1 / 3 Al Sindaco del Comune di GUASTALLA , Sig. CAMILLA VERONA Presso il Municipio – GUASTALLA E MAIL xxxxxxxxxxxxx Pec xxxxxxxxxx Con il presente atto, il sottoscritto cittadino residente nel Comune di GUASTALLA , intende sottoporre all'attenzione del Sindaco e delle altre Autorità sopra emarginate la grave e sottostimata futura situazione di insalubrità caratterizzante il territorio del comune, quale emerge dalle seguenti circostanze di fatto. Dall’anno 2019 saranno installati i sistemi mobili di quinta generazione, noti come strutture 5G, posizionando gruppi di miniantenne a microonde millimetriche su abitazioni, scuole, centri diurni, centri ricreativi, lampioni della luce e altro ancora. C’è poi anche il progetto di satelliti lanciati in orbita nello spazio e di droni wireless. La ricerca mostra che le radiazioni a onda millimetrica del 5G potrebbero far ammalare le persone, in particolar modo i bambini, le donne incinte e le persone con malattie croniche. Gli effetti avversi sulla salute causati dalle strutture 5G potrebbero includere cancro, infertilità, mal di testa, insonnia e altro ancora. Si prega quindi di opporsi alla legislazione 5G. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondale della Sanità ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza come “possibili cancerogeni” inserendoli nel gruppo 2B, sulla base di un aumentato rischio di glioma (un tipo di cancro maligno al cervello associato all’uso del telefono cellulare). Il dott. Olle Johansson, neuro scienziato del Karolinska Institute (che assegna il premio Nobel per la fisiologia e la medicina), ha affermato che la prova del danno causato dai campi elettromagnetici a radiofrequenza “è schiacciante”. Il dott. Ronald Powell, un fisico laureato ad Harvard che ha lavorato presso la National Science Foundation e l’Istituto nazionale degli standard e della tecnologia, condivide preoccupazioni simili riguardo al potenziale danno diffuso dalle radiazioni a radiofrequenza. In data 01/11/18 sono stati diffusi i risultati di un importante studio americano sui danni dovuti all’esposizione a elettrosmog: topi di laboratorio sono stati irradiati a intermittenza per due anni per 9 ore al giorno fra le 900 e 1900 megahertz (modulazione GSM e CDMA, 2G-3G). Risultato finale: tumore maligno al cuore, tumori al cervello e danni al DNA. Questo risultato è frutto di uno studio di 10 anni di analisi e riscontri, con un investimento di circa 30 milioni di dollari pubblici, effettuato dal National Toxicology Program, promosso dal Dipartimento della salute e dei diritti umani degli Stati Uniti. La stessa conclusione è stata riportata dall’Istituto Ramazzini di Bologna (fiore all’occhiello della ricerca indipendente italiana). Lo studio condotto su oltre 2.000 roditori irradiati nell’intensità di campo di 50,25,5 V/m di frequenze pari a 1,8 GHz (come le antenne della telefonia mobile, 3G) ha evidenziato il rischio cancerogeno su cervello e cuore, in Italia come in America. «Nel 2016 il National Toxicology Program – afferma Fiorella Belpoggi , direttrice dell’area ricerca del Centro per lo studio sul Cancro del Ramazzini – aveva già anticipato i risultati proprio di questi organi, verificando un aumento significativo di gliomi maligni del cervello e di Schwannomi maligni del cuore in ratti trattati dal periodo prenatale fino a 2 anni di età (corrispondenti a circa 60-65 anni nell’uomo). ISDE Italia (Associazione Medici per l’ambiente), attraverso il Presidente del comitato scientifico Agostino di Ciaula, ha così commentato: “Evidenze molto autorevoli riportano conseguenze neurologiche, metaboliche, riproduttive e persino microbiologiche generate dall’esposizione ad elettromagnetismo ad alta frequenza per intensità anche molto inferiori ai limiti di legge vigenti”. Nel 2019 sarà avviato sul 98% del territorio nazionale il temuto 5G, vera e propria immersione in un brodo elettromagnetico senza precedenti nella storia dell’umanità. Si sa che il settore delle telecomunicazioni fornisce un notevole sostegno finanziario a molti legislatori, ma i nostri rappresentati dovrebbero prestare attenzione in primo luogo alla salute della popolazione, Pag.2 / 3 soprattutto a quella dei bambini, e ai forti avvertimenti emessi da esperti internazionali. In data 13 settembre 2017 un gruppo composto da più di 180 scienziati e medici provenienti da 37 paesi hanno proposto una moratoria per il roll-out della quinta generazione della telecomunicazione, almeno fino a quanto “i potenziali pericoli per la salute umana e l’ambiente saranno stati completamente studiati da scienziati indipendenti che non accettano finanziamenti dall’industria. La tecnologia 5G aumenterà notevolmente l’esposizione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza (RF-EMF) rispetto alla 2G, 3G, 4G, Wi-Fi ecc. già esistenti”. Inoltre essa andrà a sommarsi a tutte le frequenze già esistenti. Il pericolo sanitario del 5G è stato poi debitamente documentato dalla trasmissione televisiva d’inchiesta Report, andata in onda su Rai Tre la sera del 26/11/18, così come un appello con una richiesta di moratoria per il 5G è stato pubblicato sull’edizione nazionale del giornale Il Fatto Quotidiano del 27/11/18 ed ampia documentazione medico scientifica sull’imminente pericolo è nel libro d’inchiesta ‘Manuale di autodifesa per elettrosensibili. Come sopravvivere all’elettrosmog di Smartphone, Wi-Fi e antenne di telefonia mobile, mentre arrivano il 5G e il Wi-Fi dallo spazio’ (Terra Nuova Edizioni) e attualmente migliaia di cittadini da ogni parte d’Italia hanno già firmato una petizione in cui chiedono al Governo italiano di fermare la pericolosa avanzata del 5G. Per quanto sopra evidenziato, in assenza di soluzioni tese all'applicazione del principio di precauzione, il sottoscritto SIGNIFICA ad ogni futuro effetto, al Sindaco, la responsabilità penale, civile, amministrativa, da accertarsi nelle competenti sedi, per le conseguenze di ordine sanitario, che dovessero manifestarsi a breve, medio e lungo termine nella popolazione residente nel territorio comunale e specificatamente nell’area caratterizzata dalle criticità ambientali sopra indicate. Nel contempo DIFFIDA il Sindaco, nella Sua veste di autorità sanitaria locale, in ossequio all’art. 32 della Costituzione ed al principio di precauzione sancito dal diritto comunitario e dall’art. 3‐ter del D. L.vo n. 152/2006, al fine di fronteggiare la minaccia di danni gravi ed irreversibile per i cittadini, ad imporre a tutte le attività da cui possano originare emissioni inquinanti l'adozione delle migliori tecnologie disponibili, nonché ad assumere ogni misura e cautela volte a ridurre significativamente e, ove possibile, eliminare l'inquinamento elettromagnetico e le emissioni prodotte ed i rischi per la salute della popolazione; NONCHÉ ad astenersi per il futuro dall'autorizzare, asseverare e dare esecuzione a progetti relativi a nuove attività che possano condurre ad un aggravamento delle lamentate condizioni di insalubrità ambientale. Nel caso in cui non dovessero ravvedersi i motivi d’urgenza di cui all’art. 328, 1° c., c.p., la presente valga quale diffida ex art. 328, 2° c., c.p. Con richiesta di esame e riscontro urgente. DATA FIRMA NOIME COGNOME RIFERIMENTI DIFFIDANTE P.S. : Pag. 3 / 3 per maggiore Conoscenza su quanto succitato a Diffida Articolo 328 Codice penale (R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398) Rifiuto di atti d'ufficio. Omissione Dispositivo dell'art. 328 Codice penale Fonti → Codice penale → LIBRO SECONDO - Dei delitti in particolare → Titolo II - Dei delitti contro la pubblica amministrazione → Capo I - Dei delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta (1) un atto del suo ufficio (2) che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni. Fuori dei casi previsti dal primo comma, il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che entro trenta giorni dalla richiesta di chi vi abbia interesse non compie l'atto del suo ufficio e non risponde per esporre le ragioni del ritardo, è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a milletrentadue euro. Tale richiesta deve essere redatta in forma scritta ed il termine di trenta giorni decorre dalla ricezione della richiesta stessa (3). Art. precedenteprec. Art. successivosucc. Note (1) Il comma primo disciplina il reato di rifiuto di atti urgenti, la cui rilevanza è limitata a tassative ragioni d'urgenza di compiere l'atto tra cui rientrano ad esempio i sequestri obbligatori amministrativi, la confisca amministrativa, gli ordini di distruzione degli immobili abusivi, gli ordini di scioglimento delle manifestazioni vietate, la sospensione e la revoca della patente di guida, gli ordini di non circolare su determinate strade. Questo dunque si consuma quando l'inerzia ha compromesso l'adozione efficace dell'atto urgente. In merito all'urgenza parte della dottrina ritiene che occorra distinguere tra termine perentorio in cui si ha una vera e propria omissione e termine ordinatorio in cui si avrebbe mero ritardo, in quanto l'atto può essere ancora compiuto e può esplicare i suoi effetti tipici. (2) Rilevano solo gli atti esterni e quelli a rilevanza esterna, non invece gli atti interni cosiddetti organizzativi. (3) Il comma secondo punisce invece la condotta di omissione non motivata di atti richiesti. Questa ovviamente non si realizza qualora il procedimento si sia concluso senza adozione espressa dell'atto in virtù del silenzio-assenso, previsto all'art. 20, comma 1, della l. 7 agosto 1990, n. 241. Dunque perchè vi sia omissione è necessario il ricorrere di tre requisiti: la richiesta formale dell'interessato, il mancato compimento dell'atto entro 30 giorni dalla ricezione della richiesta (termine previsto dalle norme amministrative) e la mancata esposizione dell'interessato, nello stesso termine, delle ragioni del ritardo.

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Movimento di Lotta per la Salute, l'Ambiente, la Pace e la Nonviolenza

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