esposto 1

Jun 30, 2019 | Publisher: Rete Ambientalista Al | Category: Other |   | Views: 16 | Likes: 1

Ministro Ambiente dqvbonifiche@pec.minambiente.it dgsta@pec.minambiente.it. ctva@pec.minambiente.it Ministro Salute segreteriaministro@sanita.it. seggen@postacert.sanita.it Regione Piemonte. presidenza@regione.piemonte.it Regione Liguria presidente@regione.liguria.it Provincia di Savona protocollo@pec.provincia.savona.it Provincia di Cuneo protocollo@provincia.cuneo.legalmail.it Provincia di Asti provincia.asti@cert.provincia.asti.it. Provincia di Alessandria protocollo.ambiente@cert.provincia.alessandria.it Procura di Savona penale.procura.savona@giustiziacert.it Procura di Cuneo procura.cuneo@giustizia.it procuratore.procura.cuneo@giustiziacert.it Unione Europea FAX 3222964335 Nei giorni scorsi e tuttora perdurante, molti cittadini residenti a Saliceto (CN) e nella frazione di Cengio-Brignoletta (SV) hanno segnalato la presenza di forti odori che, da queste parti, sono ancora ricordati e riconosciuti. La segnalazione è immediatamente pervenuta anche al nostro Gruppo Tecnico-Scientifico, parte integrante dell’Associazione per la Rinascita della Valle Bormida. Alcuni nostri Tecnici si sono recati sul posto ed hanno constatato non solo la veridicità della allarmata segnalazione, ma ne hanno dedotto la provenienza e, plausibilmente, la fonte. L’abitato di Saliceto, come è noto, si trova contiguo all’area SIN oggetto di bonifica da parte di Syndial-ENI ed ha una sua area amministrativa all’interno dello stesso sito perimetrato ed oggetto degli interventi. Osserviamo che: - Gli odori, caratteristici, sono certamente da addebitarsi a composti organici aromatici volatili; - Tali composti costituivano specificamente materie prime delle lavorazioni ACNA di Cengio; - Essendo cessate completamente le lavorazioni da quasi vent’anni, se ne deduce che esse non possono provenire che dai terreni oggetto della bonifica ancora incompleta o, più presumibilmente, da terreni contigui; - Uno di tali terreni sospetti, a suo tempo - ma successivamente all’inizio dei lavori di bonifica - è stato ‘stranamente’ venduto da ENI ad un privato, pur essendo compreso nella delimitazione del SIN (Atto Registrato a Milano il 14/3/2001 con N° 5964 dal Dr. Ciro De Vincenzo, Notaio); - Recenti caratterizzazioni della suddetta area, denominata Area Merlo, da parte di ARPAL, hanno evidenziato superi incredibilmente elevati di numerosi solventi aromatici come il Benzene (fino a 744 volte i limiti di legge) e composti alifatici e aromatici alogenati e nitrobenzeni cancerogeni (fino a 1484 volte i limiti di legge), oltre a isomeri di Cloro-benzen-derivati (fino a 496 volte i limiti di legge). - L’area di cui si tratta è delimitata tra una massicciata ferroviaria e la Strada Provinciale 439 della Valle Bormida e, non avendo mai ospitato impianti chimici per la sua natura fortemente scoscesa, ha adsorbito tali sostanze dal piano campagna, dove era ubicato lo stabilimento ACNA; - In tal caso è facilmente desumibile che la notevole massa degli inquinanti abbia attraversato la barriera recentemente creata per isolare l’area di discarica A1, su cui è aperta la Procedura d’Infrazione comunitaria 2009/4426, che perciò non garantirebbe alcuna tenuta idraulica, pur essendo stata recentemente collaudata; - Il dilavamento della suddetta area per effetto delle precipitazioni, ma anche della sussistenza di falda naturale, trascina gli stessi inquinanti meno volatili verso il fiume Bormida, all’area detta Basso Piave, dove consistono gli scarichi autorizzati del Trattamento Acque interno; - Ciò potrebbe spiegare il rintracciamento di analoghi parametri inquinanti anche nelle acque della corrente fluviale, pur con valori diluiti. Le condizioni meteo-climatiche di questa parte del mese di Giugno 2019, caldo e ipoventilato nell’area, hanno messo in evidenza l’alta concentrazione anche nella fase aerea di tali sostanze che, ne va dedotto, permangono tutto l’anno anche se al di sotto della soglia di percezione. E’ evidente che le operazioni di bonifica del SIN di Cengio, ribadiamo perduranti da 20 anni, non hanno ancora risolto il primo degli impatti, cioè la volatilizzazione delle sostanze residuali delle antiche lavorazioni, e probabilmente neppure quelli sulla salute dei cittadini e degli addetti alle operazioni. Va ricordato che in quest’area valliva quasi ogni famiglia ricorda e sconta ancora i gravi danni alla salute provocati dalle lavorazioni di Cengio, sia per gli addetti che da qui provenivano, sia tra i residenti loro famigliari e concittadini: pur non essendo probabilmente mai stata eseguita, o pubblicata, una specifica Indagine Epidemiologica, i medici locali sono testimoni dell’alta incidenza di specifiche neoformazioni specificamente correlate ai prodotti aromatici, sia di lavorazione che presenti come ‘impurezze’ nei cicli di lavorazione. Dei residui di tali sostanze, nel sito ubicato tra Cengio (SV) e Saliceto (CN), com’è noto, ve n’è una ben visibile ed inquietante collina di milioni di metri cubi. In attesa di opportuni riscontri di specifica competenza, offriamo la nostra piena disponibilità e collaborazione.

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Movimento di Lotta per la Salute, l'Ambiente, la Pace e la Nonviolenza

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