Crolla un viadotto della A6

Nov 26, 2019 | Publisher: Rete Ambientalista Al | Category: Other |   | Views: 17 | Likes: 1

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Crolla un viadotto della A6: “Tirato giù da una frana” ... altro che monitoraggio e prevenzione sono CRIMINALI! Si apre voragine: “Auto l’ha evitata per un soffio” E’ crollata una porzione di viadotto sulla A6 Torino-Savona, nel tratto savonese in direzione nord. Si tratta di una trentina di metri di autostrada, dopo l’innesto con la A10, a un chilometro e mezzo da Savona. L’autostrada è gestita da Sias (gruppo Gavio) come volevasi dimostrare : avevano promesso il controllo di 62MILA viadotti a rischio ... e voilà ! E’ terribile e giocano sull'impotenza della popolazione e delle potenziali vittime che hanno costruito sapientemente ... O si arriva a costruire ex-novo capacità di RESISTENA ai disastri o siamo alla mercé di CRIMINALI che agiscono in totale libero arbitrio ! No non è la magistrtura che deve SALVARCI è l'azione collettiva che va costruire ex-novo ... altrimenti è l'ecatombe e questo in tutto (vedi alluvioni, Taranto ecc. ecc ecc E rimbocchiamo le maniche per bene ... inutile sperare nei ravveduti ... Toti e Bucci sono colpevoli (e se ci fosse stato il Gerundio anche e ovviamente anche i signori grillini che stanno al govermo dal 2018 ... Già in occasione delle passate alluvioni è stato detto che il problema era che c'è una necessità urgente di bonifiche del territorio per poter predisporre di un'adeguata prevenzione dei disastri e danni da alluvioni. Ma cosa s’è fatto? Cosa hanno fatto il comune e la regione per approntare queste bonifiche urgenti? Un esempio fra i tanti. Chi per caso s’è avventurato a fare un’escursione sulle pendici a destra del Polcevera scendendo da sopra il biscione verso il torrente ha potuto constatare che tutta quelle pendici erano un disastro: lo stato del bosco era catastrofico ed appariva palese che in caso di forti temporali o di prolungato maltempo si sarebbe avuto un ennesimo sfacelo a valle (osservazione fatta dal sottoscritto poco dopo la caduta del ponte Morandi). Lo stesso si può dire per tutte le alture di Genova e dintorni. Allora cosa fanno la protezione civile, il Comune e la Regione che sbraitano tanto sbandierando la costruzione (assurda) del nuovo ponte mentre ignorano questa realtà disastrata? Questa volta per fortuna non si sono avuti morti (almeno sinora) e forse meno danni appariscenti come quelli visti con l’esondazione del Ferregiano e del Bisagno e le altre dal ’70 in poi anche in Valpolcevera. Ma i danni diffusi sono rilevanti e i costi del soccorso da parte di vigili del fuoco altrettanto. Come dicono da tempo i geologi ripetiamo: sin quando non si faranno le bonifiche per mettere in sicuro tutto il territorio genovese come in generale tutto quello ligure avremo sempre nuovi disastri. Rinascimento Genova deve prestare attenzione anche a questi rischi e a questa gravissima mancanza di prevenzione. prof. dr. Salvatore Palidda

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