Ripensare-lacqua-27-tesi

Aug 12, 2018 | | Category: Other |   | Views: 11 | Likes: 1

BANNING POVERTY 2018 Ripensare l'acqua: 27 tesi Riccardo Petrella Ripensare l'acqua significa liberare il futuro dell'umanit dalle catene della disuguaglianza e dell'ingiustizia; tutelarla dalla guerra per l'acqua; liberare il futuro della vita dalle catene della dominazione predatoria dei vecchi e nuovi "signori dell'acqua", gi all'opera in tutto il mondo; preservare questo pianeta dal furto della vita rappresentato dall'impoverimento e dall'esclusione di alcuni; sprigionare la forza creativa dell'utopia, farla uscire dalla prigione del pragmatismo, realismo e cinismo dei ceti dominanti. Tesi 1. L'acqua un elemento naturale indispensabile e insostituibile per tutte le forme di vita (esseri umani, microbi, vegetali e animali). L'acqua vita. E deve essere vissuta, salvaguardata, protetta in quanto tale. La vita ha un valore assoluto per s. Ci significa che quando si entra nel campo dei diritti non bisogna parlare solo di diritto umano all'acqua, ma anche del diritto dell'acqua alla sua rigenerazione, alla sua integrit, alla sua buona qualit. Essa fonte di vita, ma anche di malattia, calamit, disastri ambientali, morte, oggi pi di ieri, per cause di natura umana. Tesi 2. Nessuna forma di vita pu fare a meno dell'acqua. La vita sulla Terra iniziata con l'acqua, nell'acqua sono nati i primi organismi e solo in seguito sono riusciti a svilupparsi al di fuori. A livello umano, il suo utilizzo non una questione di scelta o preferenza a seconda delle esigenze individuali o del cambiamento degli stili di vita, ma una necessit vitale da soddisfare con giustizia e in maniera responsabile. L'acqua non n pu essere considerata una merce, una "risorsa"/cosa che si vende e acquista, un bene di propriet privata. Qualunque Stato intergovernativo o organizzazione politica internazionale che riconosca o tratti l'acqua (e i servizi idrici) come un bene di propriet privata, non rispetta l'acqua in quanto vita. Il diritto alla propriet privata e pubblica esiste ma, nel caso dell'acqua, nessuno puo' considerarsi il proprietario, nemmeno lo Stato. Lo Stato ne il responsabile, il garante della sua esistenza. Il fatto che la Costituzione del Cile, ereditata dal regime dittatoriale di Pinochet e ancora in vigore, afferma che l'acqua cilena di propriet privata, rappresenta un caso unico al mondo, inaccettabile. Tesi 3. Tutti gli esseri umani e le altre specie viventi hanno diritto all'acqua in quantit e qualit sufficienti per la vita. Allo stesso modo, e al di l di qualsiasi approccio antropocentrico e tecno-produttivista, l'acqua ha i suoi diritti alla vita, ad un suo buono stato ecologico. Da qui l'importanza fondamentale di una politica idrica di salvaguardia, cura e difesa della vita e del diritto alla vita, al di l delle concezioni strumentali dell'acqua al servizio del benessere umano. Esempio: il trattamento delle acque reflue d'importanza fondamentale non solo per consentire agli esseri umani di ri-catturare una "buona" acqua rigenerata per i loro bisogni, ma anche per rinnovare la vita degli ecosistemi. Pertanto, gli investimenti collettivi nel trattamento delle acque/servizi igienico-sanitari devono essere pubblici e, se in caso eccezionale e provvisorio dovesse essere coinvolto il capitale privato, occorre garantire che le priorit d'investimento nei diversi settori di trattamento e riciclaggio non siano definite in funzione dei rendimenti finanziari sul capitale e del principio "chi inquina paga" perch, in tal caso, l'obbedienza al principio di redditivit porterebbe a favorire il trattamento e il riciclo di usi pi inquinanti dell'acqua, il che incompatibile con il principio di vita. Tesi 4. Il principio "chi inquina paga" imposto e applicato all'acqua dalla fine degli anni '80 deve essere rivisto. L'esperienza dimostra che inefficiente, inadeguato e mistificante. I danni agli esseri umani e agli ecosistemi sono diventati, negli ultimi decenni e nella maggior parte dei casi, pi irreversibili e irreparabili o richiedenti lunghi periodi di trattamento e costi considerevoli. In queste condizioni, imporre un risarcimento finanziario mirato a riparare inquinamenti delle acque irreparabili ha poco senso. Come sappiamo da anni, la migliore soluzione tecnica contro l'inquinameno non inquinare. Ad ogni modo , occorre imporre il rispetto rigoroso del principio di precauzione. Tesi 5. Il diritto all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari stato riconosciuto dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 28 luglio 2010 e consolidato dalla risoluzione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite del 15 settembre 2010. Essa ha allegato il diritto all'acqua al Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (ICESCR). Qualsiasi inosservanza della risoluzione ONU costituisce una violazione del diritto pubblico internazionale in vigore. altres necessario denunciare il comportamento degli Stati membri delle Nazioni Unite che hanno votato contro la risoluzione (formalmente astenuti) e che da allora hanno sistematicamente cercato, spesso con successo, di impedire l'esistenza di tale diritto in ogni nuovo documento delle Nazioni Unite. Proponiamo che il 28 luglio venga dichiarato "la giornata del diritto all'acqua", in sostituzione della Giornata Mondiale dell'acqua che cade ogni 22 marzo, stabilita nel 1993 sotto la pressione della Banca Mondiale. La giornata del 22 marzo si sta sempre pi trasformando nella giornata di esaltazione e di valorizzazione dei noti principi alla base della visione e della politica dell'acqua dei gruppi dominanti quali: l'acqua un bene economico, privato; una risorsa/merce sottomessa a rivalit ed esclusione; accessibile ad un prezzo di mercato abbordabile; la gestione privata all'insegna dell'efficienza e del rendimento la gestione ottimale della risorsa. Tutto questo intollerabile. Tesi 6. Vi sono inevitabili differenze nelle disposizioni e modalit organizzative con le quali le societ umane concretizzano il diritto all'acqua. In generale, gli Stati firmatari delle convenzioni sui diritti umani hanno il triplice obbligo di rispettare, proteggere e realizzare il diritto all'acqua e ai servizi igienico-sanitari. In questo contesto, il diritto umano all'acqua significa l'obbligo da parte degli Stati di creare le condizioni necessarie e indispensabili affinch ogni essere umano possa disporre di 50 litri di acqua "buona" al giorno, in accordo con le raccomandazioni formulate dall'OMS e dall'UNICEF. Inoltre, in conformit con la risoluzione 70/169 dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 17 dicembre 2015, l'accesso alle infrastrutture e servizi igienico-sanitarie deve essere considerato un diritto umano distinto da quello all'acqua potabile. Esso si riferisce al diritto di poter accedere a strutture che garantiscano una buona raccolta, trasporto, trattamento e smaltimento o riutilizzo di escrementi umani. Ricordiamo che secondo i dati ufficiali dell'ONU, pi di 2,6 miliardi di persone non hanno accesso a servizi igienici sicuri e adatti all'uomo. I dai relativi all'acqua potabile sono piuttosto controversi perch derivati da metodi di calcolo differenti. Secondo l'ONU le persone non aventi accesso nel 2016 al diritto all'acqua si sarebbeo ridotte a meno di 1,2 miliardi . Secondo lo studio pubblicato in Science News nel 2016 sarebbero 4 miliardi. Tesi 7. Il diritto all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari non pu essere oggetto di restrizioni di alcun tipo: nessuno pu esserne privato per "ragioni" di nazionalit, razza, sesso, religione, reddito. La maggior parte dei paesi non rispetta tale diritto n a livello legislativo n, a giudicare dalle politiche attuate, a livello dei comportamenti collettivi. Il diritto all'acqua e ai servizi igienici deve essere incluso nelle carte costituzionali di tutti gli Stati e regolato da leggi ad hoc (federali, nazionali, regionali, o a livello di comunit organizzata). Lo stesso vale per il diritto dell'acqua alla vita, ad un buon stato ecologico. Gli Stati devono avere il coraggio e la saggezza di prendere le misure appropriate per dare valore guridico al diritto dell'acqua alla vita. Devono seguire il percorso iniziato in tre Stati del mondo dove quattro fiumi sono stati riconosciuti dalle pi alte istituzioni legislative e giurisdizionali di detti Stati come persone fisiche o entit morali dotate di personalit giuridica con pienezza di diritti e di doveri. Quel che particolamente interessante nella costruzione del nuovo diritto operata da questi Stati - e che conforta le tesi qui esposte - il fatto che le decisioni prese affidano allo Stato l'obbligo di rappresentare la salvaguardia dei diritti e degli interessi dei fiumi in quanto persone giuridiche, cosi come quello di ottemperare ai loro doveri. Non si tratta di umanizzare la natura ma di attribuire uno statuto giuridico alle specie viventi non umane e, a tal fine, dare forma e sostanza ai nuovi soggetti di diritto. Ci riferiamo alla Colombia, dove il 2 maggio 2017 la Corte Costituzionale riconosce che il bacino del fiume Atrato un soggetto di diritto (persona giuridica morale) ed impone allo Stato di proteggere e far rivivere il fiume ed i suoi affluenti, dando allo Stato 6 mesi per sciogliere le attivit minerarie inquinanti, bonificare il territorio e indennizzare le comunit etniche indigene dei danni provocati dallo sfruttamento non sostenibile del bacino; alla Nuova Zelanda, dove sempre nel maggio 2017, il parlamento ha riconosciuto come persona giuridica il fiume Whanganui, considerato peraltro sacro dalle popolazioni indigene dei Maori; all'India dove, nuovamene in nel maggio del 2017, la Corte suprema dello Stato himalayano di Uttarakhand ha attribuito lo statuto di personalit giuridica al Gange ed al suo prinipale affluente, lo Yamuna, entrambi considerati sacri dagli ind. Tesi 8. In linea con quanto precede, lo Stato, gli Stati debbono assumersi la responsabilit per il bene del popolo, dei popoli - di realizzare il diritto all'acqua potabile e ai servizi igienici, garantendo la copertura di tutti i costi monetari (e non) associati alla corretta concretizzazione del diritto, Nel contesto dell'economia pubblica dei diritti umani, la gratutit non significa l'assenza di costi da coprire, ma la loro assunzione da parte della comunit attraverso una tassazione generale progressiva e redistributiva. il caso degli ingenti costi del diritto alla sicurezza: la spesa militare a carico dello Stato. Fin dagli anni '80, per, i nostri dirigenti hanno optato nel caso dell'acqua in favore del finanziamento tramite il prezzo pagato dal consumatore, come per qualsiasi altro bene e servizio commercial e industriale privato. Il principio "l'acqua paga l'acqua", come abbiamo gi visto per quello di "chi inquina paga" non una soluzione. Negli ultimi trent'anni, dappertutto dove stato applicato, ha dimostrato solamente di essere capace di garantire alti profitti al capitale privato (in Italia, solo nel periodo ha distribuito pi di in dividendi!), ingrossando il costo delle bollette ai consumatori e deteriorando le finanze degli enti locali, senza per migliorare il sevizio idrico e metterlo in conformit alle regole relative alla qualit delle acque ed al trattamento e riciclo delle acque reflue. Una politica integrata e coerente delle acque, in tutte le sue interrelazioni con l'alimentazione, la salute, l'alloggio, la citt, la protezione ed i diritti della natura a livello "locale", nazionale e "continentale/globale" non pu essere lasciata alle logiche della finanza privata mondiale. La politica dell'acqua compito e dovere delle comunit politiche e dei poteri pubblici. Tesi 9. Il principio del diritto all'acqua per la vita "accessibile a un prezzo abbordabile"" una mistificazione perch, oltre l'inaccettabile tesi sull'obbligo del "consumatore" di "pagare il diritto" all'acqua, stabilisce legalmente che l'accessibilit determinata dai criteri di rendimento finanziario stabiliti dai mercati. Mistificazione anche per quanto riguarda la "tariffa sociale dell'acqua" (il "social water pricing") per persone, famiglie e categorie definite "svantaggiate", povere, incapaci di pagare le bollette e quindi a rischio di taglio d'acqua. Qui la mistificazione ancora pi grave: le nostre societ si arrogano il potere di lasciare in balia del mercato l'accesso all'acqua, e costringono le persone povere a pagare un prezzo, seppure simbolico. In altre parole, le autorit pubbliche si vantano di agire nell'ambito dell'assistenza sociale e non nel quadro della sicurezza dei diritti. I diritti non sono rispettati quando si fa la carit. Tesi 10. La monetizzazione della natura (nature pricing, nature banking), ovvero la misura in termini monetari dei cosiddetti costi e benefici ambientali di qualsiasi elemento vivente (inclusi gli ecosistemi acquatici), esplicitamente approvato nella risoluzione finale del 3 Summit della Terra a Rio de Janeiro (2012), pienamente in linea con la logica della mercificazione, della privatizzazione e della finanziarizzazione della vita. Questo principio deve essere contestato con convinzione perch rappresenta un inaccettabile passo in avanti verso la sottomissione del destino dell'acqua e della vita ai predatori della nostra esistenza. Lo stesso vale per il futuro della democrazia e della giustizia. Tesi 11. Il diritto umano universale all'acqua per la vita deve essere garantito e assicurato secondo il concetto di pluridimensionalit dei diritti. Ci si traduce in un sistema di regolazione della disponibilit ed utilizzo all'acqua a quattro livelli: - il livello del diritto, fino a 50 litri per persona al giorno. Qui i relativi costi sono sostenuti dalla comunit tramite tassazione. A tal fine, necessario abolire i paradisi fiscali, mettere fine ai tagli delle spese pubbliche e ai sussidi alle societ private attive nel mercato azionario, procedere alla ri-municipalizzazione delle casse di risparmio e delle banche di credito locali, alla creazione di un'autorit pubblica della sicurezza idrica; - il livello di benessere sociale basato sulla sicurezza idrica delle comunit umane e di tutti i popoli, tra 50 e 120 litri al giorno per persona. Qui le autorit pubbliche possono chiedere ad ogni cittadino di contribuire a finanziare i costi della conservazione dell'acqua pagando una tassa annuale fissa (la tassa sulla responsabilit idrica); - il livello di benessere individuale, tra 120 e 250 litri al giorno e per persona. Qui, nel caso di una quantit significativa di acqua individuale il cui impatto sull'ambiente e sullo stile di vita deve essere rigorosamente controllato, i cittadini devono contribuire attraverso un'imposta progressiva il cui scopo sar, tra l'altro, di aumentare la consapevolezza della necessit di uno stile di vita sobrio, rispettoso degli imperativi ambientali e della pacifica convivenza; - il livello di uso insostenibile per un utilizzo superiore ai 250 litri al giorno per persona. Si tratta di un utilizzo nocivo ai corpi idrici e al corretto funzionamento dei bacini idrici. Occorre abbandonare il principio "chi inquina paga" e adottare quello del divieto. Anche se uno paga, non si deve consentire di compromettere l'integrit dell'acqua e la sua rigenerazione (vedi anche tesi 4). Tesi 12. Conformemente ai concetti e alle pratiche consolidate nel tempo in tutte le societ, si propone di rispettare la seguente gerarchia riguardante gli usi dell'acqua: - usi domestici (acqua potabile, igiene, cibo, salute); - usi in agricoltura, principalmente irrigazione e bestiame; - attivit industriali, inclusa la produzione di energia; - attivit terziarie, in particolare il turismo. Tesi 13. In caso di "stress idrico" secondo l'ONU la situazione in cui una comunit umana possiede meno di 1000 metri cubi all'anno per persona tutti usi considerati - la soluzione non deriver principalmente dall'utilizzo di tecnologie volte ad aumentare l'offerta di acqua disponibile e accessibile. Per fare degli esempi: il miglioramento della produttivit dell'acqua in agricoltura, la riduzione delle perdite e degli sprechi nelle reti, la desalinizzazione acqua di mare, la produzione di acqua mediante la cattura di umidit su larga scala, il trasporto di acqua su lunghe distanze. La soluzione non risiede nelle tecniche di gestione capitalista come quella insita nel prezzo di consumo d'acqua, nelle banche idriche, nei mercati dell'acqua, nella coca-colizzazione dell'acqua e nell'uso massiccio di acqua in bottiglia. Tutto ci ha ampiamente dimostrato di essere insufficiente e, persino, di condurre a risultati apparentemente non voluti come l'accentuazione delle ineguaglianze di fronte a situazioni di "stress idrico" tra categorie sociali, comunit locali e priorit negli usi. Tesi 14. Lo stesso vale In caso di "scarsit d'acqua" (definita come una situazione in cui una comunit umana dispone di meno di 500 metri cubi all'anno per persona): la monetizzazione e la bancarizzazione delle risorse idriche sono strumenti inventati dai gruppi sociali dominanti nel sistema economico e politico, consentendo loro di avere accesso all'acqua rara/rarefatta per soddisfare esclusivamente i propri bisogni vitali ed interessi di potere. Tesi 15. Le soluzioni devono provenire essenzialmente da un cambiamento radicale nel modo di pensare l'acqua, secondo le linee esaminate e proposte in questo lavoro, in particolare secondo i tre principi generali sopramenzionati: - l'acqua per la vita deve essere riconosciuta e trattata come un bene comune pubblico globale; - la disponibilit e l'accesso/uso all'acqua devono essere considerati e concretamente realizzati come un diritto universale per tutte le specie viventi della Terra. - l'acqua, in quanto tale, deve godere di suoi propri diritti. A tal fine , le autorit pubbliche, a tutti i livelli, devono garantire e assicurare l'impiego delle risorse comuni dello Stato, monetarie e non monetarie, per finanziare gli investimenti necessari. Investimenti per la sicurezza di vita e la salute di tutti i membri delle comunit umane e degli abitanti della Terra (le altre specie viventi incluse); Tesi 16. Qualsiasi utilizzo dell'acqua, secondo le priorit di cui sopra, deve essere rispettoso dei principi della sostenibilit della vita (rigenerazione), della responsabilit collettiva e individuale/comunitaria, della giustizia sociale e uguaglianza in relazione ai diritti, della democrazia partecipativa efficace, della sobriet e della precauzione. Tesi 17. Pi specificamente, l'acqua di irrigazione per la produzione agricola, l'esportazione e gli usi alimentari dei consumatori delle classi sociali ricche non pu essere una priorit, come invece accade oggi. Allo stesso modo, non pu essere prioritario l'uso dell'acqua per coltivare la terra per la produzione di energia tra l'altro destinata al trasporto stradale. C' un urgente bisogno di ricostruire una bio- agricoltura che valorizzi localmente e in maniera sostenibile il capitale della terra e dell'acqua per i bisogni vitali delle popolazioni, nel quadro di un sistema di cooperazione, scambio e condivisione. Tesi 18. Lo stesso principio deve essere applicato alla costruzione delle dighe finalizzate alla produzione di acqua per l'irrigazione e la generazione di energia elettrica per le industrie mineraria, agroalimentare e chimica, o per le attivit militari. inaccettabile che centinaia di milioni di persone in Africa, America Latina e Asia non abbiano accesso all'elettricit, mentre le "loro" terre e le "loro" acque rappresentano le principali fonti di produzione elettrica nel mondo. Tesi 19. Sulla base del principio della sovranit dello Stato, spesso definita sovranit nazionale, gli Stati attuali non accettano l'idea che le acque sul loro territorio debbano essere salvaguardate e valorizzate per il rispetto della vita di tutti gli abitanti della Terra ed i loro diritti. Questo comportamento si traduce nell'incapacit di concepire una politica globale cooperativa e solidale dell'acqua nel contesto, per esempio, dei dibattiti e delle scelte relative alle strategie di "lotta" contro il cambiamento climatico. E ci anche se tutti convengono che le conseguenze pi drammatiche per gli esseri umani del disastro climatico in corso riguarderanno l'acqua, la sua disponibiit e qualit. In queste condizioni, sar estremamente difficile realizzare una politica di lotta al cambiamento climatico, alla devastazione della vita sul Pianeta e una politica dell'acqua cooperativa e solidale se - non si fa uscire dal mercato e dalle logiche della finanza mondiale privata l'acqua e gli altri beni essenziali ed insostituibili alla vita come le sementi, le energie rinnovabili, la conoscenza, e - non si libera l'organizzazione delle comunit umane - da quelle locali a quelle mondiali - dall'imprigionamento rappresentato dal principio della sovranit nazionale assoluta. Tesi 20. Di fronte alla crescente scarsit di acqua buona, il concetto di sicurezza dell'acqua, pensato e difeso dagli Stati, finito per riflettere quello della sicurezza nazionale. E cos anche il cibo, l'energia e la sicurezza economica: urgente e indispensabile eliminare i profondi ostacoli imposti da tale visione della sicurezza, progettandone e promuovendone una collettiva globale. A tal fine, si propone di costituire un Consiglio di sicurezza per i Beni Comuni globali, a partire dall'acqua, dai semi e dalle conoscenze. Tesi 21. Nel contesto dell'attuale inuguale e predatoria globalizzazione economica dove il potere politico effettivo non pi appannaggio delle istituzioni politiche pubbliche "nazionali" n internazionali, l'approccio multilaterale interstatale alla politica idrica diventato manifestamente inadeguato e inappropriato. Esempio emblematico: il World Water Forum, un'organizzazione privata guidata da potenti interessi industriali, commerciali e finanziari, ha sostituito l'ONU, con l'accordo e la complicit degli Stati, nel ruolo di principale agor mondiale di dibattito e di proposte in materia di politica dell'acqua. necessario che le Nazioni Unite recuperino il loro ruolo di soggetto pubblico mondiale e che modifichino profondamente il Global Compact, firmato nel 2000 insieme alle societ multinazionali e multiutilities private. Tesi 22. Che si chiami Autorit Mondiale o Consiglio di Sicurezza Mondiale oppure l'Agor planetaria o qualsiasi altra cosa, urgente istituire un sistema planetario plurale e partecipativo di condivisione e partenariato pubblico in materia di politica idrica, nelle prospettive pi ampie riguardante l'acqua, le sementi e la conoscenza esplicitate nella tesi 20. Il compito di tale sistema sar triplice: legislativo, programmatico e giudiziario. Le sue capacit e risorse verranno messe in atto gradualmente. Il sistema dovr contribuire a un governo pubblico mondiale della vita sulla Terra nel nome dell'umanit e della comunit globale di vita. Tesi 23. Gli esperimenti in corso nell'ambito della cooperazione intergovernativa per le acque transnazionali e interregionali si pensi alle dozzine di organizzazioni sui bacini fluviali di tutto il mondo sono di grande utilit per definire le possibili configurazioni istituzionali citate. Per divenire stabili, le configurazioni dovranno rispettare l'esistenza della vita nella sua integrit e globalit, valorizzando la complementarit tra le autonomie delle varie entit del sistema messe al servizio dell'obiettivo della promozione della sicurezza collettiva globale, transnazionale. Tesi 24. Un ruolo importante nella ricerca e nell'attuazione della regolazione politica, economica e sociale dell'acqua a livello mondiale deve essere svolto dalle citt, in particolare dalle grandi metropoli multi-milionarie dell'Africa, dell'America Latina e dell'Asia. Nel 2050, secondo una ricerca pubblicata su Nature Sustainability (febbraio 2018), gli abitanti di circa 300 citt, fra le 482 pi popolose del mondo, non avranno accesso all'acqua potabile e ai servizi sanitari di base. uno scenario assurdo. Le nostre societ non possono non reagire con forza. E' loro dovere attuare un piano d'azione glocale, locale e globale, chiamato Urban Water 2020-2050, in quanto la proposta del piano dovrebbe essere lanciata nel 2020 da una rete di citt in occasione dell'Agora degli Abitanti della Terra Urban Water 2020-2050. Un'agenda per l'acqua per celebrare degnamente il decimo anniversario del riconoscimento del diritto universale all'acqua da parte dell'ONU. Tesi 25. In questo contesto, e in riferimento all'acqua potabile, essenziale contrastare la tendenza emersa negli ultimi vent'anni a sostituire, per bere, l'acqua del rubinetto con quella minerale o di sorgente in bottiglia. La pubblicit aggressiva e fuorviante riuscita a far credere che l'acqua in bottiglia sia di migliore qualit per la salute rispetto a quella del rubinetto, il che totalmente falso. Solo l'acqua del rubinetto potabile per definizione, in quanto trattata secondo i criteri definiti dalle autorit pubbliche. Le acque minerali naturali imbottigliate, invece, non sono trattate per soddisfare i criteri di potabilit poich la loro struttura biochimica permanente: devono essere imbottigliate esattamente come quando sono state prelevate dalla fonte. Unica modifica possibile: l'aggiunta di anidride carbonica. Bere acqua in bottiglia non fa male, ma un suo uso quotidiano, specie della stessa marca, necessita un controlli medico. Da quando anche le acque minerali naturali e quelle di sorgente hanno cominciato ad essere (ingiustificatamente) privatizzate tramite concessioni di sfruttamento a lungo termine per un canone annuale irrisorio - il loro "valore commerciale" ha raggiunto livelli altissimi costano da 200 a 1000 volte di pi dell'acqua potabile. Risultato? L'acqua potabile viene utilizzata in casa e nei luoghi pubblici pi per scopi poco nobili (la toilette, le docce, le lavatrici, il lavaggio delle auto). Una situazione inaccettabile, causata da una pura strategia orientata al profitto, consentita dalle autorit pubbliche anche a scapito delle finanze delle comunit locali. Eppure, segni di inversione di tendenza sembrano manifestarsi. tempo di nazionalizzare e ri-municipalizzare le acque minerali naturali e privilegiare l'uso di acqua di rubinetto, a casa e nei luoghi pubblici. Tesi 26. La questione dell'acqua virtuale ha suscitato importanti riflessioni e dibattiti. Per acqua virtuale s'intende l'acqua necessaria per produrre un bene o servizio che diventa virtuale per l'acquirente o l'utente che risparmia cosi di utilizzare direttamente l'acqua incorporata nel bene o servizio comprato, potendo invece utilizzarla per produrre altri beni servizi o per altri scopi. Il concetto di acqua virtuale stato pensato soprattutto come strumento per facilitare il confronto tra usi alternativi dell'acqua e quindi promuovere una politica d'uso delle acque pi sostenibile e sobria (in termini di conservazione, protezione di qualit dell'acqua, obiettivi ambientali, cooperazione tra i popoli). In realt, il concetto stato catturato e monopolizzato da criteri commerciali e di rendimento finanziario. Questi hanno ridotto la questione ad un problema di analisi comparativa dei costi e benefici monetari tra la produzione diretta o l'acquisto/importazione di beni e servizi in funzione del valore commerciale e del rendimento finanziario dell'acqua utilizzata. Un vero peccato. Spetta alle entit locali e regionali legiferare in questo settore. Tesi 27. L'acqua, come la terra, i semi, le piante, gli animali, gli esseri umani, fa parte della grande comunit della vita sulla Terra. A questa corrisponde un universo multiplo e complesso di funzioni, diritti, responsabilit a tutti i livelli territoriali. In una prospettiva umana, i principi unificanti consentono a questo universo di "vivere bene" senza frequenti rotture "esistenziali" e senza conflitti distruttivi quando il suo operato ispirato e guidato da principi di complementariet, cooperazione, sicurezza comune, condivisione, solidariet, tolleranza, non violenza, libert comune. In altre parole, non affida il futuro del mondo e della vita sulla Terra ai meccanismi di rivalit e di esclusione, alle logiche di dominio e di predazione, ai processi di appropriazione/esproprio oligarchico al servizio degli interessi dei pochi. Pertanto, l'acqua e il diritto alla vita devono essere liberati dalla morsa mortale della potenza cieca del mercato, della distruzione del valore da parte della finanza privata speculativa, dell'imprigionamento del rigetto e dell'odio verso l'altro alimentato dai sovranismi assoluti detti "nazionali". (petrella.riccardo@gmail.com) Frasi L'acqua vita. L'acqua non una merce, che si vende e si acquista, un bene di propriet privata. Tutti gli esseri umani e le altre specie viventi hanno diritto all'acqua in quantit e qualit sufficienti per la vita. Il principio "chi inquina paga" inefficiente, inadeguato e mistificante. Il diritto all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari non pu essere oggetto di restrizioni di alcun tipo: nessuno pu esserne privato per "ragioni" di nazionalit, razza, sesso, religione, reddito.

About Rete Ambientalista Al

Movimento di Lotta per la Salute, l'Ambiente, la Pace e la Nonviolenza

×

Modal Header

Modal body