Area ECA nel Mediterraneo

Apr 18, 2019 | Publisher: Rete Ambientalista Al | Category: Other |   | Views: 21 | Likes: 1

Area ECA nel Mediterraneo: Spagna e Francia a sostengono, l'Italia tace. Nuovo studio della Commissione UE conferma i benefici Dopo quello francese, anche il governo spagnolo, in occasione della Conferenza di Madrid dello scorso 18 marzo, si unito nel supporto al progetto di adozione di un'area a controllo delle emissioni nel Mediterraneo. L'Italia, nonostante le evidenze scientifiche, continua a far mancare il suo appoggio a questa misura fondamentale per proteggere la salute dei cittadini [NELLA CARTELLA STAMPA: REPORT COMPLETO E FOTO] Fino a 15.000 vite salvate ogni anno tra i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo entro il 2050, una riduzione delle concentrazioni di biossido di zolfo (SO2) e ossidi di azoto (NOx) da trasporto marittimo rispettivamente dell'80 e del 20% nel 2030 rispetto alla legislazione corrente, con un miglioramento considerevole della qualit dell'aria per i cittadini europei. Ecco i risultati del nuovo studio condotto dallo IIASA (International Institute for Applied System Analysis) per conto della Commissione Europea per valutare costi e benefici dell'adozione di nuove aree di controllo delle emissioni (ECA) per gli ossidi di zolfo e di azoto (SECA e NECA), cos da ridurre ulteriormente le emissioni di NOx e particolato (PM). Questa ricerca evidenzia inoltre come i benefici dell'adozione di un'area ECA nel Mediterraneo superino di gran lunga i costi: saranno di 6 volte superiori nel 2030, fino a 10 volte nel 2050. Ancora una volta, uno studio internazionale evidenzia il ruolo svolto dal trasporto marittimo nel peggiorare la qualit dell'aria delle citt di porto e di vaste aree, non solo costiere. Questo perch gli inquinanti marittimi si spostano in atmosfera per oltre 300 chilometri, mettendo a rischio non soltanto le popolazioni delle citt di porto, ma anche chi vive nell'entroterra. La ricerca ha evidenziato come, grazie all'introduzione di un'area ECA nel Mar Mediterraneo, sarebbe possibile evitare oltre 4.100 morti premature all'anno entro il 2030, oltre 10.000 entro il 2050. Cifre che potrebbero crescere dal 20 al 60% se si aggiungeranno nuove misure per proteggere l'ambiente dall'impatto del trasporto marittimo, come la riduzione del consumo di carburanti fossili a beneficio di nuove fonti di energia come l'elettricit. Agire fondamentale considerando che lo sviluppo previsto del trasporto marittimo nei prossimi anni comporter, entro il 2050, un aumento del 130% delle emissioni di CO2 riconducibili alla navigazione nel Mediterraneo. Distribuzione spaziale delle emissioni di CO2 legata al trasporto marittimo (terra ferma e mari). p. 9 allegati al rapporto IIASA Con il recentissimo deferimento dell'Italia alla Corte di Giustizia Europea (CJEU) per la violazione dei limiti del biossido di azoto (NO2) nell'aria, anche nelle aree costiere (Toscana in particolare) e in citt di porto, l'impegno del Governo italiano su questo fronte diventa sempre pi urgente. Nel maggio 2018 l'Italia era gi stata deferita alla Corte di Giustizia per la violazione dei limiti del PM10. NO2 e PM10 sono solo alcuni degli inquinanti legati al passaggio e allo stazionamento delle grandi navi. Alle emissioni legate alle navi si pu ricondurre anche il peggioramento della qualit dell'aria per quanto riguarda NOx, black carbon, SO2, PM2.5 e polveri ultrafini. Decrescita delle concentrazioni di PM2.5 nell'aria (g/m3) nel 2050 legate all'implementazione dell'area SECA e standard TIER III per i NOx (retrofit inclusi) in tutti i mari europei , dalla situazione di partenza (immagine in alto), allo scenario con le misure a favore dell'ambiente (immagine in basso). p.19 rapporto IIASA in Cartella Stampa Dove sono state adottate le aree a controllo delle emissioni navali, come nel caso della SECA (Sulphur Emissions Control Area) nel Mare del Nord, si ottenuta una riduzione degli inquinanti atmosferici di oltre il 50% e importanti benefici socio-economici quantificati in miliardi di euro, mentre non si sono registrati cambiamenti significativi sotto il profilo degli scambi commerciali. Nell'area Mediterranea, sia la Francia che la Spagna, hanno deciso di appoggiare apertamente il progetto dell'istituzione di un'area ECA. Studi europei hanno di recente evidenziato una associazione rilevante fra l'incremento di mortalit prematura per tumore allo stomaco (+ 92%) e per ogni causa (+ 14%) e il contenuto di zolfo nel PM2.5 (200ng/m3 nel PM2.5_S). " ora che il governo italiano si schieri apertamente per proteggere la salute dei suoi cittadini e dedichi il massimo impegno a supportare a livello internazionale l'adozione di un'area a basse emissioni nel Mediterraneo" ha affermato la Presidente di Cittadini per l'Aria, Anna Gerometta. "L'industria navale pu e deve contribuire al pi presto, come gi hanno fatto altri settori, a risolvere il grave problema dell'inquinamento atmosferico nel nostro Paese e quello globale sul clima. Per fare ci, serve da subito un impegno attivo dell'Italia per l'adozione di un'area ECA nel Mediterraneo. Alla luce degli ultimi studi e delle prime applicazioni delle aree a controllo delle emissioni in Europa, l'Italia pu davvero permettersi di aspettare ancora?". -- Matteo Macuglia 3385791227 Resp. Ufficio stampa Cittadini per l'Aria Onlus

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