acna boato

May 29, 2019 | Publisher: Rete Ambientalista Al | Category: Other |   | Views: 14 | Likes: 1

Il Movimento della Valle Bormida, per caratteristiche, durata ed esito, ha avuto pochi uguali in Italia. Innanzitutto ha avuto e ha come protagonisti i contadini, sfatando il luogo comune di un mondo rurale isolazionista, di "villici" individualisti che non guardano oltre i propri campi, non socializzano, non fanno lotte comuni. Senza andare ad esempi distanti, chi, se non i contadini iniziarono le lotte in Valle Bormida contro la fabbrica di Cengio, posta al confine fra Liguria (che beneficiava dell'occupazione) e Piemonte (che subiva l'inquinamento)? Nel 1882 un dinamificio comincia ad occupare 50 ettari ricchi d'acqua, poi arrivano tritolo, acido solforico e gli altri prodotti chimici. Gi ai primi del '900 non si pu pi derivare l'acqua dal Bormida per irrigare; anche la nebbia e le piogge portano i fenoli nei terreni. Il vino imbevibile. I contadini cominciano a rivolgersi ai tribunali, che ordinano la chiusura dell'acquedotto ma non della fabbrica che, durante la prima guerra mondiale arriva a contare 6mila addetti (liguri, ex contadini o in doppio lavoro). Poi lo stabilimento diventa Acna Montecatini e, durante il fascismo, continua a produrre esplosivi e pure gas tossici per massacrare in Abissinia ed Eritrea. Nel 1938 esplode drammatico il rapporto fabbrica-contadini-autorit. 600 contadini piemontesi citano l'azienda per danni dall'inquinamento, sono condannati a pagare le spese processuali, in sentenza: gli scarichi contengono sostanze che possono essere considerate fertilizzanti. Negli anni '50 il bianco democristiano della valle si colora di rosso, sotto la spinta del PCI. Nel '56, i valligiani, mogli e figli compresi, risalgono tutta la valle fino a Cengio per protestare, e 52 vengono arrestati. Nel '69, chiude l'acquedotto di Strevi, a 100 km da Cengio le acque del fiume cambiano colore di giorno in giorno. Nel '70, il sindaco di Acqui denuncia, cos nel '74. Tutti assolti. Nell'82 i processi si fanno per i morti. Morti per cancro alla vescica, anche fra i lavoratori. Ma i sindacati difendono gli assassini. Proprio dai contadini che avevano partecipato alle lotte degli anni '50 e '60 arriva l'incitamento a riprendere la lotta. E' la svolta. Nell'87 viene fondata a Saliceto l'Associazione per la rinascita della Valle Bormida, e dunque i miei ricordi diventano personali avendo da allora partecipato direttamente e come Medicina democratica, scrivendo anche assiduamente sul giornale "Valle Bormida Pulita" strumento fondamentale di informazione (direttore il compianto Renzo Fontana), mentre dovevo anche sostenere lo scontro con Montedison che pi a valle distruggeva definitivamente Bormida a Spinetta Marengo. Si afferma per la prima volta l'ineluttabilit della chiusura dell'Acna Montedison per avviare il risanamento del fiume e della Valle con un piano di bonifica. Sotto la guida dell'Associazione Valle Bormida, nel marzo '88 siamo 8mila a manifestare per le vie di Cengio chiedendo la chiusura. In testa ci sono i contadini insieme agli ambientalisti. Contro ci sono i sindacati e i lavoratori. Acna e Valle Bormida si pongono al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica nazionale e non solo. Sotto le insegne dell'Associazione, si ritrovano, a fianco dei contadini, casalinghe, studenti, intellettuali, industriali, sindaci, parroci. Le lotte si fanno sempre pi intense e in tutte le direzioni: presidi popolari 24 ore su 24 ore alle falde del percolato velenoso, incatenamenti, blocchi del Giro d'Italia e del Festival di San Remo, 700 operai si scontrano con 1.000 valligiani, nube tossica, carovana di macchine e presidio alla Prefettura di Alessandria, presidio a Palazzo Chigi, imbavagliati e legati alla stazione di Cengio mentre le campane della Valle suonano a morto, 2mila manifestanti a Cuneo davanti al presidente della Repubblica, 7mila nella tana dell'orso a Cengio, 15mila firme al parlamento di Strasburgo, incatenamenti davanti all'Asl, astensioni dalle elezioni europee, attentato al traliccio dell'Enel, manifestazioni a Roma, blocchi di strade e autostrade eccetera. Il presidio popolare davanti al muro di cinta dell'Acna sul greto della Bormida attrae stampa, televisione, tecnici, consiglieri e assessori, parlamentari nazionali ed europei. Sar rimosso il 19 maggio '89 dal Reparto antisommossa della questura di Genova. Sono, queste, solo una piccola parte degli avvenimenti di lotta, affidati alla memoria. Intanto la fabbrica viene fermata e riaperta a singhiozzo, mentre l'Acna, diventata Enimont e infine Enichem, cerca di realizzare il ReSol (Recupero Solfati): un enorme inceneritore per bruciare 300mila metri cubi di rifiuti tossici e cancerogeni nei "lagoons". Contro questo tentativo di trasferire l'inquinamento dall'acqua della Valle anche all'aria delle Langhe albesi e cuneesi, nel 1990 in 10mila e 130 sindaci manifestiamo a Cengio, cinque manifestazioni a Roma, udienza in Vaticano. Agricoltori a fianco degli studenti e dei cittadini. L'avviata costruzione del ReSol viene ripetutamente bloccata e nel 1999, dopo 117 anni di lotte iniziate dai contadini, finalmente l'utopia della rinascita della Valle Bormida non pi irrealizzabile, il Movimento vince: lo stabilimento chiude per sempre con i suoi superstiti 230 lavoratori in cassa integrazione e con un disastro ecologico -il sarcofago- ancora da bonificare definitivamente nel 2017. Mentre il Bormida sempre sotto attacco della Solvay a Spinetta Marengo e mentre altre insidie alle falde dell'alessandrino sono in corso ad opera delle discariche del Tav Terzo Valico e della multinazionale Riccoboni. I Comitati della Valle Bormida sono in lotta e alle riuscitissime manifestazioni sempre il corteo dei trattori che fa da apripista. Voglio mettere in risalto questa caratteristica del movimento della Valle Bormida: la sua durata nel tempo, tutto il secolo scorso e ancora negli anni 2000. Una caratteristica che forse si riscontra solo in Val Susa. Lino Balza. C' il luogo comune di un mondo contadino isolazionista, di agricoltori individualisti che non guardano oltre i propri campi, non socializzano, non fanno lotte comuni. La storia, al pari della Natura che spesso matrigna con chi lavora i campi, smentisce questo luogo comune degli abitanti della citt. Senza andare ad esempi distanti, chi, se non i contadini iniziarono le lotte in Valle Bormida contro la fabbrica di Cengio, posta al confine fra Liguria (che beneficiava dell'occupazione) e Piemonte (che subiva l'inquinamento)? Nel 1882 un dinamificio comincia ad occupare 50 ettari, poi arrivano tritolo, acido solforico e gli altri prodotti chimici. Gi a primi del '900 non si pu pi derivare l'acqua dal Bormida per irrigare; anche la nebbia e le piogge portano i fenoli nei terreni. Il vino imbevibile. I contadini cominciano a rivolgersi ai tribunali, che ordinano la chiusura dell'acquedotto ma non della fabbrica che, durante la prima guerra mondiale arriva a contare 6mila addetti (liguri, ex contadini o in doppio lavoro). Poi lo stabilimento diventa Acna Montecatini e, durante il fascismo, continua a produrre esplosivi e pure gas tossici per massacrare in Abissinia ed Eritrea. Nel 1938, 600 contadini piemontesi citano l'azienda per danni dall'inquinamento: riconosciuti dopo 24 anni. Nel '56, i valligiani risalgono tutta la valle fino a Cengio per protestare, e 52 vengono arrestati. Nel '69, chiude l'acquedotto di Strevi, a 100 km da Cengio le acque del fiume cambiano colore di giorno in giorno. Nel '70, il sindaco di Acqui denuncia, cos nel '74. Tutti assolti. Nell'82 i processi si fanno per i morti. Morti per cancro alla vescica, anche fra i lavoratori. Ma i sindacati difendono gli assassini. Nell'87 viene fondata a Saliceto l'Associazione della Valle Bormida, nella quale personalmente e come Medicina democratica ho avuto l'onore di fare parte, mentre dovevo anche sostenere lo scontro con Montedison che pi a valle distruggeva definitivamente Bormida a Spinetta Marengo. Sotto la guida dell'Associazione Valle Bormida, nel marzo '88 siamo 8mila a manifestare per le vie di Cengio chiedendo la chiusura della fabbrica, diventata Acna Montedison. In testa ci sono i contadini insieme agli ambientalisti. Contro ci sono i sindacati e i lavoratori. Le lotte si fanno sempre pi intense e in tutte le direzioni: presidi 24 ore su 24 ore alle falde del percolato velenoso, blocchi del Giro d'Italia e del Festival di San Remo, astensioni dalle elezioni, attentato al traliccio dell'Enel, manifestazioni a Roma, blocchi di strade e autostrade ecc. Intanto la fabbrica viene fermata e riaperta a singhiozzo, mentre l'Acna, diventata Enimont e infine Enichem, cerca di realizzare il ReSol (Recupero Solfati): un enorme inceneritore per bruciare le montagne di rifiuti tossici e cancerogeni. Contro il quale nel 1990 in 10mila e 130 sindaci manifestiamo a Cengio. Agricoltori a fianco degli studenti e dei cittadini. L'avviata costruzione del ReSol viene ripetutamente bloccata e nel 1999, dopo 117 anni di lotte iniziate dai contadini, lo stabilimento chiude per sempre con i suoi superstiti 230 lavoratori in cassa integrazione e con un disastro ecologico ancora da bonificare definitivamente nel 2017. Mentre il Bormida sempre sotto attacco della Solvay a Spinetta Marengo e altre insidie al territorio sono in corso con le lotte di cui parleranno gli interventi successivi.

About Rete Ambientalista Al

Movimento di Lotta per la Salute, l'Ambiente, la Pace e la Nonviolenza

Comments

You must log in to comment

×

Modal Header

Modal body