Egregio Signor Generale Sergio Costa

May 7, 2019 | Publisher: Rete Ambientalista Al | Category: Other |   | Views: 6 | Likes: 1

Egregio Signor Generale Sergio Costa Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Egregio Signor Dott. Danilo Toninelli Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Un'Area ECA per il Mediterraneo Egregi Signori Ministri, Vi scriviamo in riferimento agli imminenti appuntamenti internazionali costituiti dal G7 sull'Ambiente che si terr la prossima settimana in Francia e la successiva riunione MEPC74 presso l'IMO. A queste riunioni verr discussa la proposta, gi avanzata dalla Francia e sostenuta dalla Spagna, di adottare un'Area a Controllo delle emissioni nel Mediterraneo o, forse, in tutti i mari Europei. Una proposta che, se realizzata con adeguato livello di ambizione, pu finalmente riequilibrare un'inaccettabile disparit di tutela ambientale fra Nord e Sud dell'Unione Europea, consentendo di salvare ogni anno, solo nel nostro paese, centinaia di vite umane. E' al riguardo assodato che, come indica il recente studio della Commissione Europea, la grandissima parte dell'inquinamento marittimo in Europa si produce nel Mare Mediterraneo. Ed il trasporto , non solo la fonte che in Europa contribuisce pi di tutte le altre all'inquinamento atmosferico, che in Italia causa oltre 60.000 morti premature all'anno, ma che comporta altres la maggiore fonte di gas climalteranti nel nostro continente, per una quota pari al 27 % del totale. Nell'ambito delle emissioni da trasporto quelle marittime sono in crescita esponenziale. In particolare stime indicano che il consumo di carburante delle navi in Europa crescer, senza misure, da 1.8 EJ nel 2015 a circa 4.1 EJ in 2050 (IIASA, pg. 22). (EJ equivalente a 1018joule) Aumento che potrebbe essere evitato - contenendolo a 2.0 EJ dopo il 2030 solo se si adotteranno misure molto incisive e una nuova visione di trasporto marittimo volta anche al contenimento dell'impatto climatico. Le analisi indicano anche che, in mancanza di queste misure coraggiose per il trasporto marittimo in Europa, le emissioni di CO2 da questa industria cresceranno del 130% al 2050. Analoga crescita si prevede per le emissioni di ossidi di azoto (NOx) derivanti dal trasporto marittimo che, se non ridotte al pi presto, cresceranno tanto da a superare, nel 2050, quelle prodotte in terraferma (IIASA, pg. 50). Un inquinante, l'NO2, associato all'incremento di tumori nell'uomo e leucemie nei bambini ed in relazione al quale da anni l'Organizzazione Mondiale per la Sanit ha evidenziato l'impatto sulla salute dell'uomo ben al disotto del limite legale vigente di 40g/m. Utilizzando l'olio pesante costituito dagli scarti della raffinazione, e non avendo sistemi di abbattimento delle emissioni, le navi emettono poi enormi quantit di particolato che contiene inquinanti pericolosissimi per la salute dell'uomo, fra i quali lo zolfo, che determina - solo a titolo esemplificativo - una crescita dell'incidenza di tumori allo stomaco del 92% , ed il black carbon che ha, in relazione alla massa, un impatto climalterante di 460-1.500 volte maggiore della CO2 . Lo zolfo rilasciato dalle emissioni delle navi stato, pochi mesi fa, individuato dalla Agenzia per la Protezione dell'Ambiente dell'Emilia Romagna in quantit significativa a Parma, segno che le emissioni navali che originano dalla Ligura vengono trasportate per centinaia di chilometri nell'entro terra. N possiamo dimenticare lo studio condotto a Civitavecchia dal Dipartimento di Epidemiologia del Lazio che ha stimato che la popolazione residente entro 500 mt dal porto soggetta, per effetto dell'esposizione alle emissioni navali, ad un incremento di mortalit del 51% per malattie neurologiche e del 31% per tumori al polmone. Quelle stesse navi i cui fumi viaggiano per centinaia di chilometri e stazionano nei nostri porti a motori accesi sotto le finestre dei cittadini, portando morte e malattia, emettono quantit enormi di particolato ultra-fine e di idrocarburi policiclici aromatici, per la gran parte non regolamentati, ai quali ormai ricondotto oltre all'incremento di tumori, infarti e malattie cardiorespiratorie, un danno grave allo sviluppo del feto e dei bambini. Fumi che hanno spesso sulle nostre citt, come indicano gli studi dei ricercatori del CNR, un impatto analogo a quello del traffico urbano. Fino ad oggi il settore dell'industria marittima stato, nell'Europa del Sud in particolare, esentato da ogni misura di contenimento delle emissioni in atmosfera e causa, solo a livello Europeo, oltre 50.000 morti premature all'anno. Oggi il momento per l'Italia di dire basta a questa situazione e cambiare, avendo il coraggio di essere forza trainante, per il nostro ambiente e il nostro futuro, in Europa e all'IMO. Basta sacrificare la salute dei cittadini a favore di un'industria che ha ignorato per troppo tempo la salute dei suoi stessi clienti e dei suoi lavoratori. Basta proteggerla da un cambiamento che le dar maggior successo, dando lustro all'Italia, solo se sapr aggiornarsi tecnologicamente per ridurre il suo impatto ambientale. Basta ritardare misure credibili, incisive e coraggiose, scegliendo piccoli passi che ci farebbero solo perdere anni preziosi nella lotta ai cambiamenti climatici e sarebbero fonte di nuovi morti e malattia. Basta ignorare le analisi che indicano che i benefici che si trarranno in Europa da misure incisive di riduzione delle emissioni navali in Europa supereranno i costi da 6.5 (2030) a 12 volte (2050). (cfr. IIASA, p. 48) Benefici che, secondo l'analisi fatta dalla Francia al riguardo, saranno maggiori per l'Italia fra tutti i paesi dell'area Mediterranea. Basta ignorare che un'incidente che avvenisse nel Mediterraneo con navi che utilizzano l'olio pesante causerebbe un danno irreparabile e disastroso che il nostro fragile mare non pu pi permettersi. Basta fare finta di non accorgersi che i fumi delle navi si depositano sulla superficie del mare comportandone acidificazione che distrugge la biodiversit. E che l'uso degli scrubbers che lavano i fumi dagli inquinanti pi pericolosi - rischia di trasferire dall'atmosfera al mare queste sostanze pericolose. I cittadini italiani chiedono oggi a questo Governo di dare vera sostanza al cambiamento. Le negoziazioni che si terranno nei prossimi giorni in relazione all'area ECA nel Mediterraneo sono cruciali per determinare il livello di ambizione del nostro paese nel suo impegno a protezione dell'ambiente, della salute dei cittadini e la lotta ai cambiamenti climatici. Oggi vi chiediamo di impegnarvi per il nostro futuro comune, affinch il Mediterraneo sia designato, al pi presto, e auspicabilmente entro il 2020, Area SECA e NECA e si adotti al pi presto un'area ECA per tutti mari Europei che copra anche i principali inquinanti includendo particolato e il Black carbon. L'Italia pu e deve avere, in questa negoziazione, un ruolo cruciale nell'indicare un obiettivo davvero ambizioso e favorire in questo senso - la cooperazione fra Stati Membri dell'UE con quelli costieri non UE. Oggi i cittadini italiano contano su di Voi e potranno valutare il Vostro impegno. Vi chiediamo di non deluderli. Con fiducia, Vi inviamo i nostri pi cordiali saluti. 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