premioAttilaAlessandria2004

Nov 26, 2019 | Publisher: Rete Ambientalista Al | Category: Other |   | Views: 9 | Likes: 1

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la rete ambientalista coordinamento provinciale delle associazioni e dei comitati alessandrini Premio Attila Alessandria 2004 Vince Marcellino Gavio Giovedì riceverà il premio a Bosco Marengo Primo aprile 2005. Una giuria di 284 persone ha assegnato il “Premio Attila Alessandria 2004” a Marcellino Gavio, l’imprenditore, uno degli uomini più potenti nel panorama italiano, presidente del gruppo omonimo e padrone di un vasto impero economico e finanziario che ha come capitale Rivalta Scrivia, un sobborgo di Tortona, ma che non conosce confini: edilizia, lavori pubblici, logistica, autostrade, petrolio, infrastrutture stradali, meccanica, calcio, trasporti eccetera. Una vittoria su misura strappata per appena quattro voti su Fabrizio Palenzona, il politico, altro calibro da 90, affermatosi con carriera fulminea nel Gotha bancario mentre è stato per otto anni presidente della provincia di Alessandria: vicepresidente della Confcommercio, ex consigliere di Mediobanca, comitato direttivo ristretto di Unicredito, presidente della Federazione autotrasportatori italiani, presidente dell’Associazione delle società concessionarie di autostrade e trafori, ex consigliere di amministrazione Cassa di risparmio di Torino, consigliere Fondazione cassa di risparmio Alessandria eccetera… e addirittura frequentatore del salotto di Bruno Vespa. Da soli i due contendenti (contendenti per il premio, perché nell’immaginario collettivo sono accomunati come il gatto e la volpe, culo e camicia, l’ex braccio e la mente) si sono impadroniti del 60% dei voti, neppure impensieriti dalle performance di Mauro Bressan, assessore all’industria e… all’ambiente del Comune di Alessandria, e di Ennio Negri, peraltro braccio sinistro dello stesso Palenzona come assessore provinciale all’ambiente. Alle spalle di questi due ex aequo (34 voti cadauno), solo briciole agli altri candidati, a Mara Scagni sindaco di Alessandria e a due altri imprenditori: Tarcisio Persegona e Francesco Gaetano Caltagirone. La Rete ambientalista, il coordinamento provinciale delle associazioni e dei comitati alessandrini, ha istituito il Premio Attila Alessandria “da attribuire alla personalità che a livello locale si è particolarmente distinta a danno dell’ambiente e della salute”. Il premio consiste in una preziosa pergamena in carta riciclata opera del pittore Gianni Torchia. Sarà consegnata con cerimonia pubblica e solenne nella patria di San Pio V a Bosco Marengo (AL) il giorno 31 marzo 2005 alle ore 21 presso il salone del Parco del Po e dell’Orba in via Marconi 10. Per il 2004, ogni votante ha potuto scegliere tra undici “nominations” (bando allegato), a loro volta pervenute tramite concorso pubblico via telematica. Ciascuna nomination era corredata con le motivazioni di merito. Il vincitore correva con due nomination. Nella prima, quella che ha guadagnato il maggior numero di consensi, si legge: “Marcellino Gavio: per essersi particolarmente distinto a danno dell’ambiente e della salute in quanto non c’è iniziativa contestata dagli ambientalisti o vicenda giudiziaria che non gli venga a torto o a ragione attribuita”. Nella seconda candidatura si legge fra l’altro: “Perché non scende in campo nonostante sia più onnipotente di Dio ma addirittura di Berlusconi”. In campo politico, tra quelli scesi al posto suo, ha trionfato con due nomination Palenzona: “Per essersi particolarmente distinto per il suo peso (peso politico N.d.R.) esercitato nelle vicende Fabbricazioni nucleari, terzo valico, alta velocità, inceneritore, cementir e in un altro numero infinito di aggressioni ambientali”. Durante la competizione, Palenzona, il politico, “il don Nessuno più potente d’Italia” (La Repubblica), è sembrato per un momento prevalere sul’imprenditore. E’ successo dopo l’assemblea (una delle tre in cui si è votato) di Pozzolo Formigaro quando i suoi concittadini (in realtà nacque a Novi Ligure “perché mia madre cadde dalle scale”) lo hanno votato in massa. Ma anche Gavio ha stravinto nella sua Rivalta. Dunque la corsa testa a testa, Minore vantaggio hanno goduto Bressan e Scagni, rispettivamente assessore e sindaco di Alessandria, in quanto è mancata una assemblea nella propria città, oltre all’handicap di non essere mai riusciti, per colpa degli ambientalisti, a portare a termine i loro tentativi di aggressione all’ambiente. Per concludere, vanno segnalate alcune perle pescate nel corso della votazione (si poteva votare anche con telefono ed e-mail). Un tentativo di… corruzione della giuria: il signore di Pozzolo Formigaro che offriva soldi, “qualunque cifra” per far vincere il proprio compaesano. La sintesi politico culinaria: “Lo voto perché è un ciccione”. La definizione della passionaria di Villa del Foro: “Bressan sta all’ambiente come la volpe alla custodia del pollaio”. L’accorato appello al predetto assessore: “Ci avevi promesso aria nuova in città, ridacci quella vecchia”. Infine il suggello al vincitore del Premio Attila: “Perché la sua capacità devastatrice travalica i confini provinciali e dilaga come un’orda di Unni”.

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