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Jun 3, 2019 | Publisher: Rete Ambientalista Al | Category: Other |   | Views: 10 | Likes: 1

Osservazioni sull'Indagine epidemiologica Secondo i dati Eurostat pi recenti - 2016 - (allegato A) la Liguria l'area europea a pi alto tasso di mortalit per cancro (364 decessi/Anno/100.000 ab.) (allegato D). Purtroppo non sono ricavati o ricavabili, da questa statistica, i dati sottoareali delle varie province liguri (o ASL provinciali) ed assai probabile - se si deve mettere in relazione la malattia con le condizioni ambientali dei soggetti presi in esame come viene impostato giustamente da questa ricerca - che vi devono essere dei diversi signifcativi contributi alla formulazione di tali cifre nelle diverse zone della stessa Liguria. Infatti, non dovrebbero contribuire signifcativamente a questo triste primato le zone come la intera Provincia di Imperia (turistico- agricola), il Tigullio, le Cinqueterre, l'albenganese e l'intero entroterra alpino-appenninico. Rimangono, per esclusione, le aree metropolitane di Genova- Cogoleto (ex Stoppani), di Savona-Vado Ligure, di La Spezia e, come entroterra industrializzato, la Valle Bormida (cio circa 2/3 dell'intera popolazione ligure, ma che crea un fattore correttivo per le altre aree in esame). Le fonti emissive a rischio di "imputazione" sono, storicamente, note: le centrali ENEL di Vado e La Spezia, le Vetrerie e l'industria chimica della Valle Bormida (ACNA, Montedison-Agrimont, Ferrania-3M), la Siderurgia e la chimica primaria genovese, l'attivit portuale (Genova e Savona). Alcune sono passate alla Storia e in parte cessate o molto modifcate e ridimensionate, altre sono vive e vegete ed il loro impatto continua. (allegato B) Da un'indagine epidemiologica su un'area cos fortemente industrializzata e poi brutalmente deindustralizzata, ci si dovrebbe a priori attendere un'analisi dei fattori di rischio ambientale passati e presenti, mettendoli a confronto per defnire una 'mission' strategica capace di orientare il modello di sviluppo futuro dell'area. Un'analisi epidemiologica utile, inoltre, avrebbe dovuto correlare i valori analizzati tra le diverse realt omogeneizzate e, soprattutto, poste a confronto con le aree limitrofe (basso Piemonte, anzitutto, dove la Valle Bormida contigua a Langhe, Roero e Monferrato e l'entroterra genovese all'Ovadese). E' inspiegata, inoltre, l'esclusione di aree contigue a quella considerata (i 5 Comuni) dalla raccolta ed elaborazione dei dati: Cengio, Millesimo, Roccavignale... fanno parte della stessa ASL, della stessa Provincia, dello stesso entroterra e, ancor oggi, condividono una larga e reciproca mobilit della forza-lavoro. Si potrebbe dire, per esempio, che Cosseria fosse storicamente pi orientato al lavoro offerto sul versante della Bormida di Millesimo (ACNA soprattutto) e ci potrebbe chiarire molti dei valori 'anomali' l riscontrati. L'utilizzo in questa indagine epidemiologica del solo parametro di confronto SO2 pu essere stato "comodo" per omogeneizzare l'indagine, ma pu anche essere letto in altri modi: in Valle Bormida esistono due sole centraline di rilevamento della qualit dell'aria e posizionate in modo da rilevare soprattutto la qualit dell'aria conseguente al traffco veicolare. La cokeria di Bragno (Cairo M.) ha installato le sue 'centraline' e quindi si controlla da s. Gli altri parametri rilevati da ARPAL (IPA, polveri, NOx, metalli pesanti), dunque, sono stati considerati "inaffdabili" dagli estensori dell'Indagine? Ci potrebbe essere comprensibile, alla luce soprattutto del giudizio espresso, per informativa alla Regione Liguria, dal Direttore dell'UOC Epidemiologia Clinica dell'Ospedale San Martino di Genova, Dr. Paolo Bruzzi: su una Indagine Epidemiologica recente - quasi parallela a quella in questione svolta dal CNR di Pisa sull'area di Vado Ligure, egli rileva che vi sia "una contraddizione cruciale, diffcilmente spiegabile" non nell'elaborazione, ma nei valori statistici raccolti. Tuttavia, anche l'Indagine svolta in Valle Bormida si basa sul medesimo criterio, sviluppata su dati forniti dal medesimo operatore (ARPAL) e, infne, utilizza analoga strumentazione di rilevazione. Questa una contraddizione che condividiamo nel merito e nel giudizio e che andrebbe risolta prima di effettuare qualsiasi nuova Indagine. Nell'indagine epidemiologica in oggetto, inoltre, non v' traccia di uno studio specifco sugli impatti ambientali occorrenti alle fasce pi giovani della popolazione, quelle che sono nate e cresciute dopo la "deindustrializzazione" a cavallo tra i due secoli: continua ad esserci, in valle, il senso comune dato dall'evidenza dei fatti e dei riscontri (avvalorati dal parere di moltissimi medici 'condotti', di base o di famiglia che dir si voglia) che una gran parte dei ragazzi e dei bimbi residenti risulti affetto da patologie dell'apparato respiratorio. In conclusione, le sottoscritte Associazioni non ritengono esaustivo il complesso dell'Indagine Epidemiologica svolta sull'area dei Comuni di Altare, Carcare, Cosseria, Cairo Montenotte e Dego. Pur riconoscendo nei criteri analizzati un primo tentativo di indirizzare il miglioramento delle condizioni sanitarie, richiedono un ulteriore sforzo sia nella direzione dell'allargamento dell'area in esame, sia nell'approfondimento sulle specifche fasce d'et considerate, sia nella comparazione statistica con le aree limitrofe, sia soprattutto nella ricerca di affdabilit dei parametri analitici di riferimento e del loro allargamento a quelli specifci d'area.

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Movimento di Lotta per la Salute, l'Ambiente, la Pace e la Nonviolenza

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