relazione morricone

Feb 7, 2020 | | Category: Other |   | Views: 19 | Likes: 1

"edocr

Spinetta M. 7/2/22020 • Evidenze e commento alle recenti indagini epidemiologiche sullo stato di salute dei residenti nell’area di Spinetta Marengo • Dott Lelio Morricone • Specialista in Endocrinologia • Specialista in Scienze dell’alimentazione • NESSUN CONFLITTO DI INTERESSI 07 febbraio 2020 Solvay Specialty Polymers Italy Spa Stabilimento di Spinetta Marengo 07 febbraio 2020 Stabilimento di Spinetta Marengo La storia • Lo stabilimento di Spinetta Marengo è l'unico sito produttivo in Italia di polimeri fluorurati e fa parte della GBU Solvay Specialty Polymers. • Fondato agli inizi del '900 dalla Montecatini, nel corso degli anni è stato sede di vari tipi di produzioni, fino alle attuali incentrate sulla chimica del fluoro. Parte del gruppo Solvay dal 2002, le linee di produzione attuali sono: • Monomeri speciali: PMVE, PPVE, PFBD • Polimeri fluorurati: plastomeri (Algoflon, Hyflon e Polymist) ed elastomeri fluorurati (Tecnoflon) • Fluidi fluorurati: Fomblin, Galden, Solvera, Fluorolink • Polimeri speciali: Aquivion, Solvene • La capacità produttiva dello stabilimento è in continua evoluzione a fronte degli ingenti investimenti del gruppo effettuati[5] e previsti per i prossimi anni.[6],[7],[8],[9] • All'interno del perimetro dello stabilimento vi è anche la produzione di perossidi organici (di proprietà Arkema) ed una centrale termoelettrica (di proprietà Cofely, gruppo GDF Suez). 07 febbraio 2020 Stabilimento di Spinetta Marengo Per citare alcune delle lavorazioni degli anni precedenti, si possono menzionare Acido Solforico, Acido Fluoridrico, materiale inorganico come piombo e Cadmio, o ancora biossidi di titanio. In precedenza (anni ’60) ci si lavoravano anche cromati e bicromati. Occorre anche citare il DDT. Le attività produttive attualmente attive sono quasi interamente legate alla produzione di composti florurati. 07 febbraio 2020 I composti organo florurati sono costituiti da atomi di carbonio e fluoro; questi composti hanno una particolare stabilità che comporta una notevole difficoltà nella loro degradazione e conseguente accumulo nell’ambiente. Un sottogruppo dei composti florurati è rappresentato dalle PFAS, molecole con numero variabile di atomi di carbonio. I membri più noti della famiglia delle PFAS sono il PFOS (capostipite degli PFSA) e gli PFOA (capostipite degli PFCA) entrambi ad 8 atomi di carbonio. Il C604 è un composto della medesima famiglia, prodotto a Spinetta negli stabilimenti della Solvay. E’ considerato un PFAS “di nuova generazione”, a sei atomi di carbonio. 07 febbraio 2020 07 febbraio 2020 • se l’utilizzo del cC604 può essere sicuramente circoscritto ai siti produttivi, la presenza ambientale di tale composto può ragionevolmente ascriversi al rilascio ambientale di fluoropolimeri in cui cC6O4 è un contaminante di processo, da parte dei comparti manifatturieri che fanno utilizzo di tali PFAS polimerici, e in generale da altri siti di pressione antropica, quali aeroporti, caserme dei vigili del fuoco, impianti militari, discariche non a tenuta, fanghi di depurazione in agricoltura, che, in base alle evidenze scientifiche, risultano essere un fattore importante nel rilascio ambientale di PFAS complessi. 07 febbraio 2020 Contaminante di processo • Il «contaminate di processo» è una sostanza chimica inquinante presente nel ciclo produttivo. 07 febbraio 2020 PFAS COME INQUINANTI AMBIENTALI GLOBALI • L’uso diffuso delle PFAS ha avuto come conseguenza la loro presenza nell’ambiente, nella flora e nella fauna selvatica, negli esseri umani. La persistenza ambientale delle PFAS è dimostrata dalla loro presenza nelle regioni più remote del pianeta, Artico ed Antartico compresi.  La persistenza ambientale delle PFAS è dimostrata dalla loro presenza riscontrata anche nel biota  oltre che nel sangue e nei tessuti 07 febbraio 2020 EFFETTI SULLA SALUTE Molti studi hanno evidenziato rilevanti conseguenze sulla salute umana derivanti dall’esposizione a PFOA/PFOS. Tra le più rilevanti sono note gli effetti come “interferenti endocrini”, gli effetti sul basso peso alla nascita e gli effetti sul metabolismo lipidico, oltre che la correlazione con diverse forme di neoplasie e con malattie neurologiche e cardiovascolari. 07 febbraio 2020 INTERFERENTI ENDOCRINI Le PFAS si accumulano nelle cellule tiroidee sulle quali possono manifestare effetto citotossico. Inoltre sono in grado di legarsi ai recettori per gli ormoni estrogeni ed androgeni, potendo quindi interferire anche sullo sviluppo puberale e più in generale sulla fertilità. 07 febbraio 2020 07 febbraio 2020 La ricerca sugli effetti dannosi sulla salute di questi composti sta andando avanti, anche con il contributo di ricercatori italiani Un recente esempio RISCHIO ONCOLOGICO In molti studi epidemiologici sono stati evidenziati aumento di prevalenza/incidenza di varie neoplasie, in particolare Cancro del Rene e del testicolo; in Veneto è stata osservata una correlazione con il cancro alla mammella. 07 febbraio 2020 IPERCOLESTEROLEMIA L’effetto sul colesterolo è riconosciuto in modo unanime. Molti studi condotti negli USA ma anche in Italia hanno evidenziato importanti ipercolesterolemie in soggetti sia esposti per motivi professionali sia in seguito alla contaminazione dell’acqua potabile nella popolazione generale. Per questo motivo il dosaggio del colesterolo puo’ rappresentare un indicatore di possibile esposizione ai PFAS 07 febbraio 2020 ALTRE MALATTIE In uno studio retrospettivo condotto in veneto, considerando circa 150.000 persone di comuni in cui gli acquedotti contenevano PFAS oltre i limiti, si è osservato un aumento della mortalità totale (“per tutte le cause”) ed un aumento di diverse patologie, tra cui : 07 febbraio 2020 • il diabete, • le malattie cerebrovascolari, • la malattia di Alzheimer • e l’infarto del miocardio. 07 febbraio 2020 07 febbraio 2020 In sintesi, le problematiche riscontrate 07 febbraio 2020 Per saperne di più PRINCIPALI INQUINANTI PRESENTI NEL SUOLO E NELLE FALDE nell’area industriale di Spinetta M. Identificati nel terreno: superamenti per Cromo esavalente, Arsenico, Piombo, DDT, Idrocarburi pesanti cloroformio 07 febbraio 2020 nelle acque di falda : cloroformio, tetracloruro di carbonio , tetracloroetilene e tricloroetilene. E’ in atto monitoraggio per PFOA/PFAS e cC6O4 07 febbraio 2020 PRINCIPALI GAS EMESSI NELL’ARIA Dallo stabilimento Solvay vengono emessi in aria : Acido cloridrico, acido fluoridrico e composti organici a base di cloro e di fluoro tra cui: Tetrafluoroetilene, esafluoro propilene, fluoruro di Vinilidene, Perfluoroisobutilene 07 febbraio 2020 SULLA BASE DI QUESTI PRESUPPOSTI, considerando precedenti evidenze di studi epidemiologici meno ampi, ED IN SEGUITO A RICHIESTE PROVENIANTI DA VARIE COMPONENTI, MEDICA, SCIENTIFICA e AMBIENTALISTA, SONO STATI EFFETTUATI DUE NUOVI STUDI EPIDEMIOLOGICI,: UNO A CURA DELL’ ARPA ED UNO A CURA DELLA ASL. Si ringraziano il Dott. Claudio Rabagliati, curatore dello studio ASL, ed il Dott. Alberto Maffiotti,curatore dello studio ARPA, ed i loro collaboratori 07 febbraio 2020 07 febbraio 2020 I RISULTATI SONO STATI RECENTEMENTE PRESENTATI E RESI PUBBLICI. 07 febbraio 2020 METODOLOGIE ADOTTATE Inizialmente è stata effettuata una analisi descrittiva del profilo di salute della città di Alessandria. Successivamente è stato effettuato uno studio di coorte per valutare lo stato di salute dei residenti nella frazione di Spinetta Marengo; trattandosi di una indagine epidemiologica di tipo ambientale NON SONO STATI INCLUSI NELLO STUDIO I SOGGETTI ESPOSTI PER RAGIONI DI TIPO LAVORATIVO. 07 febbraio 2020 In uno studio ulteriore (studio di coorte) è stata valutata in modo approfondito la popolazione residente nell’area contigua al polo chimico di Spinetta Marengo. Lo studio dell’ARPA ha anche valutato i livelli di esposizione in relazione alla maggior o minor vicinanza dal “punto sorgente” 07 febbraio 2020 07 febbraio 2020 Per valutare le differenza tra le varie aree geografiche studiate, sono stati impiegati sia le “cause di ricovero” come risultanti dalle Cartelle Cliniche sia i “Rapporti Standardizzati di Mortalità”: con essi è possibile descrivere il rapporto tra il numero di eventi osservato in una popolazione e il numero di eventi atteso (O/A). Il RSM, pertanto, esprime l’eccesso o il difetto di mortalità esistente tra la popolazione della zona geografica oggetto di studio e la popolazione di confronto. 07 febbraio 2020 CONFRONTO TRA POPOLAZIONE DI ALESSANDRIA E INTERA REGIONE Nella popolazione di Alessandria sono risultati incrementi significativi di ricoveri per tumori del polmone della pleura e tumori emolinfopoietici. Tra le patologie non tumorali risultano incrementi di ricoveri per patologie a carico di apparato cardiocircolatorio, respiratorio e genitourinario, oltre che ricoveri per traumatismi e cause mal definite. 07 febbraio 2020 RISULTATI : STUDIO DI COORTE SULLA POPOLAZIONE RESIDENTE NELL’AREA CONTIGUA AL POLO CHIMICO Tra le patologie tumorali è risultato un incremento dei ricoveri per mesotelioma pleurico, tumori epatici e delle vie biliari e tumori del pancreas (solo per i maschi). Tra le patologie non tumorali risulta un incremento del rischio per malattie cardiocircolatorie (infarto ed ipertensione) specie nei maschi ed aumento di ricoveri per malattie dell’apparato genito-urinario e malattie gastro-esofagee in entrambi i sessi. Nei maschi in particolare un aumento dei ricoveri per insufficienza renale acuta e cronica. Nei maschi risultano inoltre aumentate le malattie della pelle ed in entrambi i sessi i ricoveri per traumatismi. 07 febbraio 2020 Le valutazioni effettuate nel sottogruppo costituito dai bambini hanno messo in evidenza un aumento dei ricoveri per malattie neurologiche con un incremento dell’ 86% 07 febbraio 2020 Suddividendo i soggetti esposti tra esposizione media ed elevata (cioè più vicini agli impianti) si conferma un incremento per le aree più vicine per patologie tumorali (+19%). Per i tumori epatici e delle vie biliari e per le neoplasie del pancreas. nei maschi si è riscontrata una incidenza di oltre il doppio Per i mesoteliomi vi è un raddoppio per i soggetti residenti in area con esposizione media , ed il dato si quadruplica per i soggetti residenti in area ad elevata esposizione. Per i tumori del rene l’incremento del rischio nell’area ad elevata esposizione è del 76% rispetto ai residenti in Alessandria. leucemie Nelle donne vi è un raddoppio di ricoveri per leucemie. 07 febbraio 2020 PATOLOGIE TUMORALI PATOLOGIE NON TUMORALI Per quanto riguarda le patologie non tumorali, in relazione al livello di esposizione, risultano incrementati i ricoveri: per le malattie endocrine + 22% malattie ematologiche + 36% malattie del sistema nervoso + 25% per gli uomini malattie del sistema circolatorio +20% per gli uomini ipertensione + 50% infarto miocardico +56% malattie dell’apparato respiratorio BPCO, + 39% patologie gastroesofagee + 50% per gli uomini malattie dell’apparato genito urinario + 25% negli uomini malattie renali +26% nelle aree ad elevata esposizione Insufficienza renale + 29% nei due sessi malattie della pelle + 30% nei maschi ricoveri per traumatismi Incremento del 20% 07 febbraio 2020 E’ stato riscontrato un incremento delle malformazioni dell’apparato genito-urinario del + 25% in entrambi i sessi per i residenti in zona ad esposizione media, che diventano + 49% nei maschi residenti in zona ad elevata esposizione. 07 febbraio 2020 MALFORMAZIONI DELL’APPARATO GENITO-URINARIO Studio dell’ARPA Lo studio dell’ARPA ha anche suddiviso i periodi di esposizione in due sottoperiodi : 2001-2009 2010-2017 Per alcune patologie vi è una maggiore evidenza di correlazione nel primo sottoperiodo (per es. i tumori del fegato nei maschi) per le altre nel secondo sottoperiodo (per es. lo stesso tipo di tumore nelle femmine). Gli aumenti del mesotelioma e del tumore al rene sono più apprezzabili nel primo sottoperiodo. I ricoveri per ipertensione, malattie gastro esofagee, malattie genito-urinarie e patologie respiratorie sono risultati superiori nel secondo sotto periodo. 07 febbraio 2020 STUDIO ASL IN RELAZIONE ALLO STUDIO ASL, occorre precisare che non è stato condotto uno studio differenziando diverse aree di esposizione. In ogni caso confrontando la popolazione della Fraschetta con quella di Alessandria si sono anche in questo caso riscontrati incrementi significativi di alcune forme tumorali Ecco in sintesi le loro conclusioni 07 febbraio 2020 STUDIO ASL 07 febbraio 2020 STUDIO ASL 07 febbraio 2020 NEI MASCHI 07 febbraio 2020 ALCUNE CONSIDERAZIONI:  Dall’analisi di questi dati si evince un importante incremento per patologie, tumorali e non tumorali, nella zona adiacente al polo chimico di Spinetta.  Ciò è verosimilmente strettamente correlato alle esposizione a sostanze tossiche ed inquinanti relative all’area in esame. Come tutti gli studi di tipo epidemiologico-descrittivo (che non hanno infatti questa finalità) non è possibile stabilire un rapporto diretto causa-effetto, ma il dato è talmente eclatante che risulterebbe poco plausibile pensare ad altre ragioni, per spiegare questo fenomeno 07 febbraio 2020  Prepariamoci alle ovvie e prevedibili risposte di chi inquina, che sostiene che le emissioni e i vari inquinamenti riscontrati non fanno nulla. Come sempre, verrà commissionato e ben pagato qualche studio/relazione che sarà pronto a sostenere che l’aumento delle patologie osservato non ha nulla a che vedere con il polo chimico e con la Solvay.  La storia dei grandi inquinamenti insegna: siamo abituati a pseudo-scienziati al servizio di chi paga, che cercano di sostenere l’insostenibile: vi ricordate la diossina a Seveso e chi sosteneva che non vi era pericolo nemmeno per i feti delle mamme in gravidanza? Ed i fatti di Vado (centrale a carbone) o la stessa ILVA cosa insegnano?  Dopo anni la magistratura stabilisce la verità, ma nel frattempo gli inquinatori continuano imperterriti!  Sarebbero i loro grandi “esperti” che dovrebbero fornirci una spiegazione di questi fenomeni, sostenendo al contempoe che il polo chimico non c’entra nulla. Ma non ne sono capaci. 07 febbraio 2020 E la solita storiella dei posti di lavoro? La favoletta dei posti di lavoro è una litania che nasconde sempre un ricatto. Ma ricordiamoci che la salute non si può né monetizzare né scambiare con altro, sia esso anche un posto di lavoro (magari poi per morire prima…) Se lì vicino si muore di più sia per tumori che per altre malattie vogliamo chiedere: quanti tumori possono essere scambiati con un posto di lavoro? E quanti infarti o ictus? Del resto anche il boia è “un posto di lavoro” ma non per questo occorre ripristinare la pena di morte!! 07 febbraio 2020 Dal punto di vista medico scientifico, uno studio di queste proporzioni e di tale impatto esige che si proceda con approfondimenti ancora più specifici. Per esempio aumentando la casistica, considerando periodi più lunghi di esposizione, ma anche passando ad una fase in cui si effettui direttamente il dosaggio plasmatico delle PFAS , cosa utile per approfondire gli stessi studi epidemiologici. Un semplice prelievo del sangue può aiutare ! 07 febbraio 2020 Risulta INDISPENSABILE E NON PIU’ RINVIABILE da parte della Regione Piemonte l’adozione di valori limite stringenti, utilizzando i parametri raccomandati dal Ministero della Salute e quelli più stringenti adottati dalla Regione Veneto in presenza di inquinamento. 07 febbraio 2020 L’autorità pubblica dovrebbe completare una mappatura esaustiva dei pozzi privati utilizzati a scopo potabile o irriguo. Il costo delle analisi per la determinazione periodica delle PFAS nell’acqua dei pozzi dovrebbe essere a carico dell’autorità pubblica. Come già avvenuto in Veneto, occorrerebbe un biomonitoraggio delle PFAS negli alimenti, i cui risultati siano resi pubblici. 07 febbraio 2020 Resta inevitabile un ampio dibattito sull’opportunità che un tale impianto resti operativo. In ogni caso occorre promuovere una vigorosa opera di bonifica ed intraprendere immediatamente (come fatto in Veneto) soluzioni per la riduzione nelle acque potabili di PFAS e PFOS al di sotto del limite massimo di 40 ng/mL 07 febbraio 2020 • Miteni-( Veneto) – • e Solvay( Piemonte), due realtà simili ! 07 febbraio 2020 VENETO PIEMONTE In Veneto il 20 gennaio si avvia il processo contro Miteni di Trissino. In Piemonte la Provincia di Alessandria non ha ancora negato alla Solvay di Spinetta Marengo l'autorizzazione al cC6O4. In Veneto prosegue il piano di screening, oltre 72.000 persone invitate e più di 42.000 visitate. In Piemonte mai è stato avviato un piano di sorveglianza sanitaria sulla popolazione esposta. In Veneto arrivati i piani di bonifica del sito dell'ex Miteni. In Piemonte non c'è notizia di un piano di bonifica di PFOA cC6O4 del sito della Solvay 07 febbraio 2020 La Regione Piemonte e la Provincia di Alessandria come difende la salute dei suoi cittadini??? 07 febbraio 2020 Grazie per l’attenzione

"edocr

About Rete Ambientalista Al

Movimento di Lotta per la Salute, l'Ambiente, la Pace e la Nonviolenza

×

Modal Header

Modal body