110319 A. Lupo Salviamoci con il Pianeta

Mar 13, 2019 | Publisher: Rete Ambientalista Al | Category: Other |   | Views: 5 | Likes: 1

Salviamoci con il Pianeta di Antonio Lupo - Comitato Amigos Sem Terra MST Italia La COP 24 in Polonia stato un fallimento completo, scontato, ma desolante. Le conclusioni non hanno accolto gli allarmi dell'IPCC sugli effetti del riscaldamento globale e i pochi anni che restano all'umanit per cambiare radicalmente direzione e "SALVARSI CON IL PIANETA", come dicono dal 2010 alcuni movimenti latinoamericani, invitandoci a piantarla con "Salviamo il Pianeta", affermazione stupida, ipocrita ed antropocentrica. Il Pianeta sopravviver in qualche modo, l'Umanit che si avvia alla sua estinzione! Non ascoltando gli allarmi dell'IPCC, molte Nazioni faranno finta di rifugiarsi nel Piano B dell'IPCC, quello della geoingegneria e delle tecniche di captazione (storage) dei gas serra climalteranti, di cui si discuter nell'Assemblea dell'ONU sul Clima a Nairobi in questi giorni, invece di imboccare la strada, unica e maestra, della rapida eliminazione dell'uso dei carbonfossili ( compreso il gas naturale, caro alla UE, che sempre un carbonfossile) . Il recente documento conclusivo del Global Compact sulle Migrazioni (GCM), accolto anche da Papa Bergoglio. stato rifiutato da molti paesi Ue, compresa l'Italia, e dagli Stati Uniti. Ma anche, per motivi opposti, lo ha rifiutato Via Campesina Internazionale, un movimento mondiale di 2 milioni di piccoli contadini, scrivendo: " il GCM propone di disciplinare e organizzare la migrazione per servire gli interessi degli Stati e dei loro veri proprietari, le societ transnazionali e il capitale finanziario" In questo enorme caos e nella crisi irreversibile degli Stati Nazione e di Unioni Politiche mai decollate come la UE, in molti ci sentiamo inadeguati e confusi. A confortarci e darci speranza arrivato il 14 Dicembre 2019 il discorso della quindicenne svedese GRETA THUNBERG ai partecipanti alla COP 24, che concludeva dicendo " Voi non avete pi scuse e noi abbiamo poco tempo. Noi siamo qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no. Il vero potere appartiene al popolo " Greta ha poi replicato davanti ai "potenti della Terra" del Forum di Davos il 22 gennaio 2019 affermando che : "Non voglio la vostra speranza, voglio che siate in preda al panico e che agiate. Perch la nostra casa, la Terra, sta bruciando" Da allora "scioperi climatici", School Strike for the Climate, manifestazioni di migliaia di giovani si svolgono ogni venerd in tutta Europa, con lo slogan Fridays for future ("venerd per il futuro"), in vista del Global Climate Strike, la Marcia internazionale per il Clima del 15 marzo 2019. Per ritrovare anche noi, almeno la rotta, abbiamo bisogno di u minimo di analisi in comune, anche noi che viviamo in Italia, un paese in perenne e storica servit militare ed esposto come pochi per la sua posizione geografica, essendo una penisola nel Mediterraneo, di fronte all'Africa e a lato del Medio Oriente. Per condividere una analisi meglio partire dai valori comuni, la pace, la difesa della vita, la libert ed eguaglianza, accantonare le vecchie etichette, e valutare la realt e i numeri che la definiscono. Per fare questo e arrivare a una breve sintesi, devono necessariamente lavorare insieme, umanisti e scienziati, storici, filosofi, bioeconomisti e biologi. I politici oggi, specie quelli istituzionali, difficilmente riescono a fare analisi concrete e convincenti. I movimenti sono fondamentali, ma per la maggior parte sono diventati settoriali, convergono talvolta su obiettivi, ma non si delinea un loro progetto comune. Il principale errore dei nostri movimenti , a mio parere, il non porre, come ideale e primo obiettivo comune, la pace, cio l'eliminazione delle guerre dalla storia. Forse coltiviamo ancora l'idea della guerra giusta, della guerra come proseguimento della politica, l'illusione della guerra rivoluzionaria, l'ultima, la finale, quella che generer una pace duratura. Nel frattempo l'umanit sta facendo due grande guerre in contemporanea: 1) la Grandissima Guerra fra gli uomini, cio le 378 guerre in corso ( che chiamiamo conflitti!) 2) una continua e spietata guerra alla natura, iniziata 200 anni fa: una guerra che perderemo inevitabilmente, le "reazioni" di difesa, non di pazzia, della natura sono ormai pi che evidenti. Forse si dovr arrivare a una solenne e chiara sconfitta per ritrovare un po' di umanit, cio il senso della realt e del limite. Purtroppo quasi tutti noi, compagni di lungo corso, conosciamo poco della vita biologica: qualche anno fa il grande Giorgio Nebbia, a proposito di un certo tipo di ecologia (non solo di quella da salotto), disse che bisognava ricominciare dalle prime tre pagine dei libri di Biologia. Il magnifico articolo di Enzo Scandurra sul Manifesto del 15 Dicembre scorso, "la Bioeconomia e la legge che regola la vita", ci spiega l'energia e l'entropia, ma molti di noi ne sanno poco o niente e pensano che esse non riguardano la riflessione politica e le nostre piccole lotte. Mancando queste basi, alla fine accettiamo di fatto l'orizzonte di un riformismo senza riforme, che giustifichiamo per realismo, concretezza e partire dal territorio. Per spiegarmi voglio fare alcune considerazioni su come vengono analizzate e classificate le cause delle emissioni globali di gas serra e il conseguente riscaldamento globale, "La Grande Cecit" dell'umanit, una definizione di Amitav Gosh sempre pi diffusa e condivisa. CHI EMETTE GAS SERRA: I POPOLI O GLI STATI Prima di COP 24 sono uscite le previsioni ( rapporto Global Carbon budget 2018) sui dati di gas serra emessi nel 2018, un aumento record a 37,1 milioni di Tonnellate (+ 2,7%), a cui si devono aggiungere 5 miliardi di tonnellate di CO2 per la la deforestazione e il consumo di suolo. I 10 maggiori Paesi per emissioni nel 2018 sono 1) la Cina con il 27% del totale, 2) gli Stati Uniti 15%, 3) la UE a 28 con il 10%, 4) India 7%, 5) Russia, poi Giappone, Germania, Iran, Arabia Saudita, Corea del Sud e Canada. Analizziamo i dati della emissione di CO2 procapite in Tonnelate/anno ( dati 2015 del Calendario Atlante De Agostini 2019) Qatar 45,4 Tonnelate/anno procapite Kuwait 25,2 Arabia Saudita 16,85 Australia 15,83 USA 15,53 Lussemburgo 15,4 Canada 15,32 Russia 10,19 Giappone 8,99 Germania 8,93 Cina 6,59 Italia 5,45 India 1,58 ...la Polonia 7.34, eppure, alla COP 24 di Katovice di pochi giorni fa, stata dipinta come l'unico mostro del Carbone, mentre la "Germania Verde" va ancora per a Carbone.... Ecco i dati aggiornati per il 2017 del Report "Fossil CO2 emissions of all world countries" Joint Research Centre (Jrc) della Commissione Europea Emissioni 2017 CO2 procapite negli Stati principali 1 USA circa 15 Ton./pro capite / anno 2 Russia 12,3 Ton./pro capite / anno 3 Giappone 10,4 Ton./pro capite / anno 4 CINA 7,7 Ton./pro capite / anno 5 UE 28 7,0 Ton./pro capite / anno, ma i Paesi Bassi 10,3 e la Germania 9,7 6 India 1,8 Ton./pro capite / anno Questi dati procapite vengono raramente divulgati, mai richiamati e considerati come punto di partenza delle trattative nelle varie COP. Pur tralasciando ( ma non dimenticando!) il debito storico dei Paesi Occidentali ricchi per le emissioni di gas serra dell'ultimo secolo, questi dati PROCAPITE sono l'unica base di partenza per arrivare ad una concreta, condivisibile e giusta mitigazione del surriscaldamento globale. Se anche i nostri movimenti non ripartono da questi dati perch abbiamo accettato la sconfitta della battaglia per la "Giustizia Ambientale e Sociale"- Nel 2010 era nata in Italia RIGAS, la Rete Italiana della Giustizia Ambientale e Sociale, purtroppo diluitasi nel tempo, ma da una nuova convergenza su questo terreno e da questi numeri che dobbiamo riorganizzarci e ripartire. Quali Prodotti sono la causa principale delle emissioni di GAS Serra Numerose sono le classificazioni delle cause delle emissioni, ma praticamente tutte si basano sui SETTORI, sull'uso dei combustibili fossili nei vari settori La maggior parte di esse concordano su: Energia ( industria, elettricit e calore) circa il 41%, Trasporti 28% circa, Agricoltura, allevamento e deforestazione 24%, ecc. Alla COP 21 di Parigi 2015, Via Campesina Internazionale (VCI) si mobilit, con un bellissimo slogan : " I piccoli contadini possono nutrire il mondo e raffreddare il Pianeta". Era un'analisi e una proposta nata alla luce dei dati di GRAIN, per cui il CIBO INDUSTRIALE responsabile di circa il 44-57% dei Gas serra : https://www.grain.org/article/entries/5102-food- sovereignty-five-steps-to-cool-the-planet-and-feed-its-people - Deforestazione 15-18%, - Agricoltura 11-15-%, - Trasporti 5-6%, - Lavorazione Industriale e confezionamento 8-10%, - Refrigerazione e vendita al dettaglio (Retail) 2-4%, - Rifiuti 3-4% Questo studio valutava i prodotti, non settori generici come industria o elettricit o trasporti, analizzava i percorsi di produzione, vendita e consumo, per cosa si usava l'elettricit , quali merci si trasportavano, ecc. Non erano quindi solo numeri differenti, ne derivavano proposte politiche differenti. Si poneva al centro una battaglia globale contro l'agrobusiness delle multinazionali, con una alleanza dei piccoli contadini con i cittadini, per riconvertire agricoltura e allevamenti e produrre cibo sano, sostenibile e il pi possibile locale. Era una lotta per la vittoria dell'Agroecologia, che significava l'obbligo di rifertilizzare la Terra, e bloccare da subito ogni altra deforestazione (soprattutto delle foreste pluviali di Amazzonia, Indonesia, Congo ecc) Si raccontava ai cittadini, in gran parte consumisti e ignoranti della natura e della vita, che la Terra fertile contiene 12 volte la quantit di Carbonio che c' in atmosfera, un Carbonio che viene liberato in atmosfera, quando la terra viene uccisa dalle monoculture intensive dell'agrobusiness ( uso di pesticidi, fertilizzanti, irrigazione intensiva, allevamenti intensivi, allevamenti eccessivi sui pascoli, ecc ) Alla base di tutto questo c'era un'idea decisiva: che i piccoli contadini, oltre a produrre cibo sano, devono curare e rifertilizzare la terra, in molti luoghi ormai poco vitale, erosa, secca e arida , anche per gli effetti del riscaldamento globale. Questa la vera Economia circolare, ricollocare la CO2 nella Terra, non solo il riciclare i rifiuti, l'unico orizzonte della "green economy" ! I piccoli contadini devono essere remunerati anche per questa cura indispensabile del Pianeta, pagare solo la loro produzione di cibo non sufficiente a farli sopravvivere Nel 2015 a COP 21 Via Campesina stata sconfitta. A Katovice la partecipazione di tutti i movimenti stata minore, lo slogan di VCI risuonato pi debolmente, ma fondamentale riprenderlo, per una lotta globale per una reale mitigazione del surriscaldamento globale Dire "Cambiamenti Climatici" sempre e solo fuorviante, il Global Warming l'incubo reale ! La Grande Cecit e il riscaldamento degli OCEANI e del MEDITERRANEO La grande Cecit dell'umanit verso il surriscaldamento globale certamente indotta dalla droga dello sviluppismo capitalista, a cui siamo tutti soggetti, ma fa la sua parte anche l'assoluta ignoranza delle dinamiche del clima ( non della meteorologia!) Lo stesso fondamentale Movimento dell'Acqua Bene Comune si limita quasi del tutto alla difesa e condivisione dell'Acqua dolce, che solo il 3% di tutta l'acqua del pianeta. Eppure il ciclo dell'acqua inizia dall'evaporazione del mare, che libera Acqua dolce. Il global warming ha riscaldato i mari, determinando una accelerazione del ciclo acqua, a partire da un'aumentata evaporazione del mare sempre pi caldo, con una forte diminuzione delle riserve di acqua dolce nei ghiacciai che si stanno sciogliendo, un ritorno accelerato dell'acqua al mare, con una scarsit relativa di acqua dolce in molte regioni del Pianeta. Assai poco conosciuto il ruolo fondamentale degli Oceani nel determinare il Clima, l'assorbimento della CO2 atmosferica nell'acqua marina e la sua metabolizzazione da parte del fitoplancton. Finalmente, proprio negli ultimi giorni sono stati resi noti due importanti studi: 1) su Science "How fast are the oceans warming? Con che velocit si stanno scaldando gli Oceani?" 2) "Global reconstruction of historical ocean heat storage and transport ", una ricerca dell'Universit di Oxford, pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences e citata dal quotidiano britannico Guardian, che ricostruisce l'accumulo di calore negli Oceani negli ultimi 150 anni. Entrambi gli studi affermano che il 90-93% del calore stato assorbito dagli Oceani, che si stanno scaldando pi velocemente del previsto, con conseguenze devastanti. Questa grande quantit di calore ed energia provoca l'aumento del volume delle acque marine, con il conseguente innalzamento del livello delle acque, a cui contribuisce lo scioglimento dei ghiacci , e rende pi potenti e devastanti gli uragani. La ricerca dell'Universit di Oxford, considerando gli ultimi 150 anni, sostiene che il Riscaldamento degli Oceani equivalente ad una bomba come quella di Hiroshima al secondo, ma il riscaldamento si accelerato negli ultimi decenni, a causa dell'aumento delle emissioni di gas serra, e oggi equivale a 6 atomiche di Hiroshima al secondo. Per di pi oggi gli OCEANI CALDI si sono saturati, assorbono e metabolizzano poco o niente la CO2 Si accenna spesso sui media all'innalzamento del mare, all'acidificazione degli Oceani, alla morte dei coralli, ai pesci tropicali che arrivano nel Mediterraneo, si lanciano appelli a non usare imballaggi in plastica per le enormi isole di plastica, per le microplastiche che poi entrano nelle catene alimentari. Tutto vero, ma bisogna far capire che l'insieme della vita degli Oceani che si alterata e i cambiamenti sono esponenziali, non lineari. Nel libro "Il mondo alla fine del mondo", Luis Spulveda definiva il mare " un ristagno di pace violenta che nonostante la sua capacit distruttiva, sopporta generosamente la debole e arrogante avventura umana". Ma ora il mare non ne pu pi, non una vendetta la sua, reagisce come fa il pi grande e forte, quando il pi debole si ostina a non capire. In particolare preoccupante la realt del Mediterraneo (un mare chiuso che, secondo il grande Giorgio Nebbia, si pu definire un lago), un bacino che si scaldato enormemente. Dal 2013 consulto la T. del mare dal sito di Meteomar http://www.meteoam.it/prodotti_grafici/temperaturaMare, ho iniziato dopo le alluvioni in Sardegna e a Genova ( eventi ripetutesi pi volte). Queste alluvioni avvengono ad Ottobre-Novembre, quando la T. del mare ancora oltre i 20 gradi. L'Italia una penisola fatta di colline 41,6%, monti 35,2%, solo il 23,2% pianura, ma di solito non partiamo da questi dati per le nostre analisi e proposte politiche e sociali, facciamo finta di essere la Germania continentale. In Italia circolano 37-38 milioni di auto, anche molto vecchie e inquinanti, ma continuiamo a fare autostrade, bucare le montagne, in una terra sismica. Abbiamo 7458 KM di coste marine, le Regioni italiane senza accesso al mare sono solo 5, Piemonte, Valdaosta, Lombardia, Trentino-Altoadige e Umbria, che hanno una superficie di Kmq. 64.583 sui. 302 mila totali dell'Italia, cio poco pi del 20% Eppure trivelliamo il mare e progettiamo di farlo sempre di pi. Molti chiedono con forza di lasciare i carbonfossili sottoterra, ma spesso ci dimentichiamo di dire che bisogna lasciarli anche SOTTO IL MARE! E il mare reagisce e ci colpisce, con le onde e coi venti, che si rinforzano di energia a contatto col mare sempre pi caldo. Non vengono colpite solo le zone costiere, impressionante quello che successo a Novembre scorso nel Bellunese, dove gli antichi boschi sono stati massacrati da venti a 200Km /ora , venti di Scirocco, cio dal vento della Siria, il settore pi caldo del Mediterraneo. Gli "eventi estremi sono ormai normali", ha ricordato Tonino Perna (Extraterrestre Dicembre 2018) Ho tradotto in italiano ( allegato) il documento della FAO SOFA 2018 - Lo Stato dell'Alimentazione e Agricoltura - Migrazione Agricoltura e sviluppo rurale E' un documento molto interessante perch dimostra l'entit reale del problema: ben pochi sono i migranti internazionali e quelli che arrivano in Europa rispetto al miliardo di sfollati interni nei paesi in via di Sviluppo. Si parla anche di alcuni aspetti positivi della migrazione internazionale, ad es. le rimesse ai luoghi di origine. Si documenta il rapporto tra Migrazione e Agricoltura ( migranti rurali) e la situazione pi che allarmante, soprattutto in Africa. Ma nel testo si continua a proporre una modello di produzione di Cibo non naturale, si tralascia di parlare di desertificazione da monoculture, di espulsione violenta dalle terre per l'estrattivismo, di land e water-grabbing ( compiuti da alcune Nazioni -USA e Cina in primis, ma anche dall'Italia, da Fondi Pensione e Multinazionali), ecc. Ho letto di recente uno studio condotto dal Global Cities Institute dell'Universit di Toronto, con le previsioni su quali saranno le megalopoli del futuro Lo studio stila una classifica delle 20 citt pi popolose nel 2100. Nel 2050 l'urbanizzazione, oggi al 55%, arriver al 68%. Il SudEst asiatico avr un boom demografico che si concentrer nelle citt. In Asia si arriver a 5,257 miliardi di persone, per poi diminuire nel 2100 a 4,780. Secondo le Previsioni 2017 dell'ONU, l'Africa, che nel 2017 aveva una popolazione di 1.256 miliardi di persone, nel 2050 raddoppier a 2.525 miliardi di persone, per quasi quadruplicarle nel 2100: 4.468 miliardi, circalo stesso numero di tutta l'Asia, su un totale mondiale di 11.184 miliardi di persone . A partire dal 2075 le citt africane diventeranno le pi popolose al mondo. A questa data le citt cinesi saranno escluse dalla classifica delle megalopoli mondiali. Nel 2100 tutte le megalopoli saranno concentrate in Africa, in India e nel sud est asiatico. Nessuna in Europa, nelle Americhe o in Cina. La citt pi popolosa sar Lagos, in Nigeria, con 88 milioni di abitanti, ora 16 milioni circa Al secondo posto Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo, con 83 milioni di abitanti: oggi nove milioni. Al terzo posto Dar Es Salaam, in Tanzania, citt costiera di 4,4 milioni di abitanti. Entro il 2100 la sua popolazione crescer del 1588%, arrivando a 74 milioni di abitanti. La ricerca spiega che la crescita esponenziale della popolazione delle citt africane determinata dalle migrazioni interne. Il 60% della popolazione africana vive nelle aree rurali e negli ultimi decenni si registrata una migrazione costante dalle campagne alle aree urbane del continente. Quindi la migrazione dalle campagne, per l'espulsione e/o l'adozione di un'agricoltura intensiva " senza Contadini", un problema centrale. Io credo che l'umanit deve rifiutare queste previsioni dell'ONU, il determinarsi di tali mostruosit apocalittiche, come il formarsi di megalopoli del tutto incompatibili con la natura, la vita, la pace e qualsiasi dignit. Dobbiamo anche provare a rilanciare una bellissima intuizione di qualche anno fa, la costruzione della Sinistra EuroMediterranea, allargata a tutta l'Africa e alla sua grande tragedia, partendo dalla analisi e dal rapporto dei popoli con la Terra e i Mari. E naturalmente in Italia lottare e sconfiggere il progetto di secessione di Veneto, Lombardia e Emilia Romagna

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