AN posizioni pro e contro gli F35 tra i militari italiani - agosto 2018

Sep 2, 2018 | Publisher: Rete Ambientalista Al | Category: Other |   | Views: 3 | Likes: 1

Da parte di Alfonso Navarra Posizioni pro e contro gli F-35 negli ambienti militari italiani Poniamo a confronto due articoli da siti specialisti in affari militari sul problema F-35, uno pro, tratto da Infodifesa, a firma di Giovanni Caprara; l'altro che possiamo leggere su Analisi Difesa, a firma di Gianandrea Gaiani. Notiamo che quello pro ritiene che agganciarsi al carro americano (e snobbare quello europeo) significa in sostanza potere partecipare alla rivoluzione digitale del sistema della difesa, quella che viene riassunta nella sigla NCW, Network Centric Warfare. Caprara, il favorevole al progetto di Infodifesa, definisce chiaramente la scelta degli F-35 come politica: " La posizione delle nazioni che schierano questo velivolo di sicura predominanza, in quanto ne aumenta la credibilit nel panorama delle Aeronautiche Militari elevandone il livello di competitivit, e con la versione imbarcata esalta la proiezione di forza, una componente geopolitica fondamentale in uno scenario mondiale che si sta evolvendo rapidamente, con gli Stati Uniti che premono per aumentare le spese militari, l'Unione Europea che si divide sulla questione dei migranti, l'implementazione dei sistemi d'arma della Russia e Cina, e la minaccia del terrorismo islamico mai sopita. La politica estera italiana, inserita nel contesto della NATO e dell'Unione Europea, potr trarre vantaggi considerevoli dallo schieramento degli F-35, infatti avr un peso maggiore nelle missioni di pace ed aumenter la credibilit e la deterrenza della Marina Militare che godr di un importante miglioramento nella capacit di proiettare la sua forza". Quello contro su Analisi Difesa paradossalmente pone in primo piano istanze, tra virgolette, sovraniste. Scrive Gaiani che (alla luce dei nein della Luftwaffe): "appare sempre pi paradossale la scelta italiana di dotarsi degli F-35 (gli unici davvero necessari sono gli F-35B per la Marina e destinati all'imbarco sulla portaerei Cavour che pu imbarcare solo aerei a decollo corto e atterraggio verticale), i cui costi sono da tempo fuori controllo e che porteranno la nostra Aeronautica a schierare due macchine (Typhoon e Lightning II) estremamente costose anche in termini di gestione a fronte di bilanci della Difesa sempre pi scarni. Oltre a lasciare ancora a lungo l'Italia in posizione di sudditanza nei confronti degli USA, la cui politica sempre pi palesemente ostile all'Europa e dove il "buy american" impedisce la penetrazione negli USA di prodotti italiani ed europei della Difesa, l'acquisizione dell'F-35 rappresenta un suicidio industriale anche a fronte degli scarsi ritorni tecnologici, compensazioni e posti di lavoro determinati dal programma dell'aereo statunitense. Certo l'F-35 vanta capacit indubbiamente avanzate ma non detto che all'Italia serva davvero un aereo semi-stealth da "first strike" (anche nucleare, con le bombe B-61-12 statunitensi basate a Ghedi) ) dal momento che, per scelta politica di Roma, neppure gli aerei da combattimento in servizio oggi vengono impiegati per azioni di attacco, ovviamente con l'esclusione dei conflitti in cui Washington ci ha "ordinato" di farlo (Kosovo, Libia e Afghanistan). " Dovremmo perci pensare, secondo Gaiani, ad una difesa che, sotto il nostro pieno controllo tecnologico ed organizzativo, guardi pi coerentemente ai nostri interessi geopolitici, per combattere eventualmente le guerre davvero nostre, e a sviluppare un nostro autonomo complesso militare industriale nel contesto europeo. E qui si rischia un paradosso: i "sovranisti" in politica interna sono quelli che ci consegnano all'America di Trump in politica estera, privilegiando il "partito americano" dentro le nostre forze armate. Mentre gli "europeisti" sono quelli che, affidandoci al carro tedesco-francese, propongono l'Italia come terzo cavallo della biga, in posizione meno rilevante ma pur sempre trainante. Ovviamente una posizione ecopacifista alternativa guarda alla difesa non con gli occhi del "partito americano" (e quindi di "prima la NATO") e neanche con gli occhi del "partito europeo", ma con quelli di custodi di un territorio in nome e per conto dell'intera umanit da unire in un progresso comune: la conversione ecologica di tutti. E' questa linea coraggiosa che un vero governo del cambiamento dovrebbe portare avanti... https://infodifesa.it/il-ruolo-dellf-35-nella-guerra-informatica/ IL RUOLO DELL'F-35 NELLA GUERRA INFORMATICA 14/08/2018 Con gli aeromobili di quinta generazione si sono evolute anche le strategie di impiego dei velivoli militari. Il combattimento ravvicinato fra i caccia appartiene al passato, le specifiche dei nuovi JFS sono orientate verso la guerra informatica, una risposta del comparto della difesa ai nuovi scenari bellici con lo scopo di adeguarsi alla condotta delle operazioni nell'era dell'iperconnessione. Il concetto di Network Centric Warfare, NCW, si trasformato ed ora una sorta di fusione tra elementi umani, organizzativi, tecnici e procedurali connessi in rete per interagire fra loro pi velocemente ed efficacemente. Operare in rete implica la coordinazione e sinergia di persone, comandi e strutture di supporto che, guidati dalla nuova dottrina NCW, riescono a relazionarsi in modo diverso dal passato. Questo grazie alla capacit e velocit della rete per la raccolta, analisi e condivisione delle informazioni e ci si traduce in un vantaggio senza precedenti nella condotta delle missioni. Tale peculiarit definita come Superiorit nell'Informazione, Information Superiority, ossia un controllo della rete avanzato da agevolare le operazioni senza che l'avversario ponga in essere un efficace contrasto. La IS si trasforma in una condizione di squilibrio sull'attore che non la possiede, infatti il detentore pu raccogliere, elaborare e sfruttare il flusso ininterrotto e mirato di dati, ponendosi in condizione di assoluta predominanza. Di fatto, la condotta bellica migliorer esponenzialmente in termini di conoscenza, comprensione e valutazione di quanto stia accadendo sullo scenario, pertanto pi rapide ed efficaci potranno essere la coordinazione e la sincronizzazione delle forze fisicamente in campo. Con l'F-35 ed in generale con gli aeromobili di quinta generazione, il classico combattimento aereo fra due o pi velivoli, detto "dog-fight", si evoluto in una forma di guerra elettronica molto avanzata, la "data- fight". L'aeromobile quasi un satellite, o meglio un sensore strategico in grado di elaborare e scambiare informazioni in tempo reale con unit di superficie, forze terrestri, altri velivoli, sistemi tecnico operativi e centri decisionali sia militari che governativi. Questo gli consente di tracciare prima l'avversario e pone in condizioni di vantaggio assoluto la propria catena di comando, che sar in grado di emanare ordini corretti sulla conoscenza acquisita ed approfondita dello scenario di guerra. In questo ambito il concetto di NCW si apre alla Shared Situational Awareness, SSA, la condivisione della conoscenza sulla situazione. E' lo stadio della precisione con cui la percezione di una determinata situazione corrisponda alla realt. Quando comune fra gli attori connessi, decisori ed attuatori, migliora nettamente la tempestivit nella distribuzione di informazioni che diverranno anche pi precise ed affidabili. Ai quattro domini in cui hanno luogo le operazioni militari, spazio aereo, marittimo, terrestre e cibernetico, si deve aggiungere quello cognitivo, ossia ogni singolo combattente ha la sua mentalit che agisce sul proprio comportamento verso diversi fattori come: il morale, l'addestramento, l'esperienza e la conoscenza della situazione in cui opera. La forza militare dotata di NCW in grado di limitare le singole percezioni. Nel dominio fisico ossia lo spazio aereo, marittimo e terrestre, i militari sono tutti collegati tra loro, e l'assenza di discontinuit elimina le azioni mentali di un singolo individuo, uniformandolo alla condotta voluta dai decisori, e questo si riflette nel dominio cognitivo dove tutti gli elementi sono in grado di condividere la conoscenza per sincronizzare le azioni. Un fattore che permette ad una forza NCW di operare in aree geograficamente pi ampie con risorse umane e di mezzi inferiori al passato, perch saranno meglio dislocate e con maggiore precisione, agevolati dalla sincronizzazione del ciclo decisionale. In tal modo accrescono esponenzialmente le probabilit di successo, ma, soprattutto, si aumentano le possibilit di sopravvivenza dei soldati in ambienti a media ed alta densit conflittuale. Questo stato verificato nell'addestramento Joint Stars 2017, dove gli F-35 hanno garantito il supporto aereo con funzioni di soppressione delle difese aeree avversarie, ricerca, soccorso, e controllo dello spazio aereo. In concerto con i velivoli G550, l'F-35 ha svolto compiti di sorveglianza ed acquisizione dei bersagli, a dimostrazione che pu essere impiegato in tutti quegli scenari dove necessario condividere informazioni plurime dopo averle elaborate. I fruitori possono essere utenti anche civili, infatti l'elevate capacit del JSF potrebbero essere utili nel controllo delle frontiere per fronteggiare l'immigrazione clandestina. Una delle peculiarit dei velivoli di quinta generazione quella definita Stealth, ossia invisibilit, ma in questo caso vuol dire bassa osservabilit. La piattaforma del JSF, concepita per ritardare il pi possibile il rilevamento e tracciamento dai sistemi di difesa aerea avversari, infatti i radar in banda X, i pi comuni, osserverebbero l'F-35 troppo tardi per organizzare una risposta difensiva efficace, questo consente al velivolo incursore di "ingannare" il nemico con falsi bersagli e di ridurre le capacit del radar ostile con disturbi elettronici, una condotta definita "Jamming". Nelle operazioni in contesti multinazionali del prossimo futuro, si dovr perseguire l'obiettivo strategico avvalendosi di un insieme di azioni dirette ad influenzare il comportamento di tutti gli attori coinvolti nello scenario bellico, sia amici che nemici. E' definita come Effects Based Operation, EBO. L'applicazione estendibile anche in tempo di pace con la sinergia ed il coordinamento di tutte le piattaforme impiegabili a livello tattico, operativo e strategico. Di fatto una struttura informatica atta a pianificare ed eseguire operazioni semplici o complesse per il raggiungimento di effetti coerenti con gli obiettivi da perseguire. L'F-35 avr una evoluzione che permetter, alle nazioni che lo possiedono, di ridurre i costi sia per l'acquisto che per la manutenzione: il sistema DAS, Distributed Aperture System, raccoglie e trasmette immagini ad alta risoluzione direttamente al casco del pilota. Il DAS composto da sei telecamere ad infrarossi assemblate in varie posizioni sulla carlinga e consentono al pilota una visione completa dello spazio in cui sta operando, in qualsiasi condizione meteo e sia di giorno che di notte. La finalit quella di rilevare ed intercettare minacce provenienti da ogni angolazione, ci si traduce in una situational awareness mai fornita prima ai piloti in termini di prontezza operativa e di risposta armata, ma soprattutto in grado di assicurare il pi elevato tasso di sopravvivenza in ambienti ostili. Il DAS sar integrato nel casco dal 2023, e varr una diminuzione dei costi pari a 3 miliardi di dollari in tutto il ciclo di vita del velivolo. Fornire ai decisori dati corretti ed in tempo reale, trasforma l'F-35 in una scelta politica. La posizione delle nazioni che schierano questo velivolo di sicura predominanza, in quanto ne aumenta la credibilit nel panorama delle Aeronautiche Militari elevandone il livello di competitivit, e con la versione imbarcata esalta la proiezione di forza, una componente geopolitica fondamentale in uno scenario mondiale che si sta evolvendo rapidamente, con gli Stati Uniti che premono per aumentare le spese militari, l'Unione Europea che si divide sulla questione dei migranti, l'implementazione dei sistemi d'arma della Russia e Cina, e la minaccia del terrorismo islamico mai sopita. La politica estera italiana, inserita nel contesto della NATO e dell'Unione Europea, potr trarre vantaggi considerevoli dallo schieramento degli F-35, infatti avr un peso maggiore nelle missioni di pace ed aumenter la credibilit e la deterrenza della Marina Militare che godr di un importante miglioramento nella capacit di proiettare la sua forza. A causa dei costi comunque elevati e delle specifiche del caccia, auspicabile che il governo lo acquisti nel numero necessario a sostituire i vetusti Harrier, elevando Nave Cavour al ruolo di portaeromobili di quinta generazione, e di quanto ne abbisogni l'Aeronautica Militare per garantire il controllo dei confini italiani. Giovanni Caprara per Infodifesa.it Fonti: Francesco Bussoleti, "Il mondo scopre che gli F-35 sono gli Iphone dei caccia." Difesa e Sicurezza "NCW al centro della trasformazione". Difesa.it https://www.analisidifesa.it/2017/12/f-35-per-la-luftwaffe-il-nein-di-berlino-e-una-lezione-per- litalia/ F-35 per la Luftwaffe? Il "nein" di Berlino una lezione per l'Italia 22 dicembre 2017 di Gianandrea Gaiani in Editoriale Il Ministero della Difesa tedesco ha reso noto che, come previsto da tempo, il velivolo Panavia Tornado verr sostituito nei ranghi della Luftwaffe dall'Eurofighter Typhoon e non dal Lockheed Martin F-35 Lightning, come aveva auspicato all'inizio di novembre il capo di stato maggiore dell'aeronautica, il tenente generale Karl Muellner. Parlando alla conferenza IQPC International Fighter a Berlino, il generale Muellner disse che l'F-35 permetterebbe alla Germania di raggiungere tre obiettivi primari per la sua sostituzione con il Tornado: soddisferebbe i requisiti militari della Luftwaffe, rafforzerebbe la cooperazione europea attraverso l'interoperabilit e contribuirebbe a bilanciare il surplus commerciale della Germania con gli Stati Uniti. Sottolineando come il successore del Tornado dovrebbe avere capacit di combattere altri aerei, interdizione, soppressione delle difese aeree (SEAD), supporto aereo ravvicinato (CAS), ricognizione tattica, guerra elettronica e missioni di deterrenza nucleare, Muellner aveva dichiarato che "la Luftwaffe considera la capacit dell'F-35 come il punto di riferimento e penso di essermi espresso abbastanza chiaramente su quale sia il favorito della Luftwaffe". Una dichiarazione che ha avuto ampia eco sui media, certo superiore a quella con cui l'opzione del velivolo statunitense stata decisamente respinta dal vice ministro della Difesa Ralf Brauksiepe. "La visione indicata del capo della forza aerea che l'F-35 Lightning II un successore particolarmente adatto al Tornado non la posizione del governo federale" che, come noto da tempo, intende sostituire i Tornado con gli Eurofighter Typhoon tra il 2025 e il 2030 quando gli ultimi Tornado dovrebbero venire ritirati dal servizio. La Germania punta quindi a incentrare i suoi reparti aerei da combattimento su un solo velivolo (come del resto fa anche la Francia con i Dassault Rafale) di produzione nazionale all'interno del consorzio Eurofighter (Germania, Italia, Spagna e Gran Bretagna). Una scelta coerente con la necessit di concentrare gli stanziamenti su prodotti dell'industria nazionale, con i progetti di difesa europea e con il varo del programma franco-tedesco per lo sviluppo di un nuovo velivolo di Quinta generazione annunciato nel luglio scorso. Anche alla luce di questi fatti appare sempre pi paradossale la scelta italiana di dotarsi degli F-35 (gli unici davvero necessari sono gli F-35B per la Marina e destinati all'imbarco sulla portaerei Cavour che pu imbarcare solo aerei a decollo corto e atterraggio verticale), i cui costi sono da tempo fuori controllo e che porteranno la nostra Aeronautica a schierare due macchine (Typhoon e Lightning II) estremamente costose anche in termini di gestione a fronte di bilanci della Difesa sempre pi scarni. Oltre a lasciare ancora a lungo l'Italia in posizione di sudditanza nei confronti degli USA, la cui politica sempre pi palesemente ostile all'Europa e dove il "buy american" impedisce la penetrazione negli USA di prodotti italiani ed europei della Difesa, l'acquisizione dell'F- 35 rappresenta un suicidio industriale anche a fronte degli scarsi ritorni tecnologici, compensazioni e posti di lavoro determinati dal programma dell'aereo statunitense. Per sostenere l'industria, potenzialit di export del made in Italy e occupazione meglio sarebbe acquisire altre due dozzine di nuovi Typhoon per rimpiazzare i Tornado e almeno altrettanti M-346FA (versione da combattimento dell'addestratore M-346 Master nella foto sotto) per sostituire gli AMX Acol promuovendo cos sul mercato il caccia leggero di Leonardo. Una scelta che certo comprometterebbe i 4 miliardi spesi negli ultimi 20 anni per il programma F-35, che potrebbero in parte venire recuperati cedendo ad altri acquirenti i pochi F-35A gi ordinati o consegnati e negoziando con gli Usa il mantenimento alla FACO di Cameri gli stabilimenti per la manutenzione degli F-35B della Marina e per gli F- 35A di altri Paesi NATO e dell'Usaf dislocati in Europa. Certo l'F-35 vanta capacit indubbiamente avanzate ma non detto che all'Italia serva davvero un aereo semi-stealth da "first strike" (anche nucleare, con le bombe B-61-12 statunitensi basate a Ghedi) ) dal momento che, per scelta politica di Roma, neppure gli aerei da combattimento in servizio oggi vengono impiegati per azioni di attacco, ovviamente con l'esclusione dei conflitti in cui Washington ci ha "ordinato" di farlo (Kosovo, Libia e Afghanistan). I potenziali nemici che presumibilmente dovremo affrontare sono alla portata dei Typhoon (che infatti imbarcano gi i missili da crociera MBDA Storm Shadow), a meno che non si voglia continuare a seguire la delirante politica anglo-americana di contrapposizione alla Russia che domina gli ambenti NATO. Inoltre che senso ha blaterare tanto di difesa europea se poi, per giunta in tempi di "vacche magre", si comprano aerei e tecnologie americane invece di svilupparne di proprie? Tenuto conto anche delle scarse risorse finanziarie disponibili per la Difesa, una scelta all'insegna del "buy italian" dunque quanto mai necessaria se davvero si vuole impedire il collasso o la svendita agli stranieri dell'industria nazionale, che con la rinuncia all'F-35 potrebbe disporre anche di risorse utili alla ricerca hi-tech per affiancare (in un ruolo non troppo subalterno) i franco-tedeschi nel programma per un nuovo cacciabombardiere europeo di Quinta generazione, accedendo anche ai fondi messi recentemente a disposizione dalla Ue per i programmi di difesa comune. Un'occasione da non perdere per mantenere l'Italia nella ristretta cerchia dei produttori di aerei da combattimento.

About Rete Ambientalista Al

Movimento di Lotta per la Salute, l'Ambiente, la Pace e la Nonviolenza

×

Modal Header

Modal body