Antropocene o meglio Capitalocene

Feb 25, 2018 | | Category: Other |   | Views: 11 | Likes: 1

A n t r o p o c e n e la nuova era geologica Perch alcuni propongono di chiamarla capitalocene e quali sono i principali tratti caratteristici dell'attuale congiuntura ecologico-politica? lezione del prof. Salvatore Palidda palidda@unige.it Quest'immagine la rappresentazione delle ere geologiche cos come sono definite in base alla cosiddetta scala geologica che si trova anche qui: https://it.wikipedia.org/wiki/Scala_dei_tempi_geologici Secondo la comunit scientifica internazionale, questa scala un'invenzione che serve a illustrare la suddivisione del tempo dopo la formazione della Terra. L'organismo internazionale delegato alla formalizzazione geologica (quindi alla nomenclatura) di questa scala, la Commissione Internazionale di Stratigrafia che presiede alla ratifica dei GSSP (Global Stratigraphic Section and Point). L'et della Terra stimata in circa 4.570 MILIONI di anni L'Olocene l'epoca geologica pi recente, quella in cui ci siamo trovati sin quando non s' cominciato a sostenere la tesi che siamo passati all'Antropocene. L'Olocene ha avuto il suo inizio convenzionalmente circa 11.700 anni fa. (https://it.wikipedia.org/wiki/Olocene) dal greco (holos, tutto o intero) e (kainos, nuovo) Antropocene il termine coniato negli anni ottanta dal biologo Eugene Stoermer; nel 2000 fu reso noto dal Premio Nobel della Chimica Paul Crutzen col suo libro Benvenuti nell'Antropocene. (in it. pubblicato nel 2005) Ma, solo negli ultimi anni che s' sviluppato il dibattito e la divulgazione della conoscenza in questo campo sino a diventare relativamente popolare innanzitutto per crescente attenzione al cosiddetto cambiamento climatico La domanda: "siamo entrati nell'era dell'Antropocene?" nasce dai risultati delle ricerche che svolgevano da anni sia Stoermer che Crutzen, vedi caso il primo biologo e il secondo chimico dell'atmosfera. In sintesi: i dati raccolti da questi e da tanti altri scienziati mostrano che siamo in presenza di diversi fatti riguardanti il mondo minerale, vegetale e animale e l'insieme del pianeta Terra tali da poter dire che in atto un cambiamento di era geologica. Ci perch, come nei precedenti cambiamenti si ha la scomparsa di tante specie animali e vegetali e modifiche particolarmente sconvolgenti dell'intero ecosistema. Secondo alcuni ricercatori che hanno pubblicato un celebre articolo sulla rivista Nature questo cambiamento si sarebbe manifestato con indicatori pi palesi da dopo la seconda guerra mondiale. Ma secondo molti altri ricercatori -e questa ormai l'opinione pi accreditata- dopo il 1945 c' stata un'accelerazione del processo che per era in atto dal XIX secolo, cio da quando le scoperte scientifiche sono state sfruttate pesantemente per lo sviluppo di tutte le attivit in tutto il pianeta. Di cosa si tratta? Anche noi comuni profani possiamo capirlo: le prime due attivit devastanti sono state e sono il crescente enorme sfruttamento del carbone e del petrolio e anche di altri minerali (uranio, fosfati ecc.) che incidono sulla morte di specie vegetali e animali e sul degrado dell'intero ecosistema. Dal XIX secolo tutto l'enorme sviluppo economico stato sempre una corsa al profitto a tutti i costi e cio a sprezzo dell'umanit e del pianeta Terra. In particolare, lo sviluppo della chimica, dell'industria d'armamenti, le guerre e le possibilit di disporre di grandi macchinari hanno permesso a grandi gruppi economici di provocare danni sterminati, cio un incremento crescente dell'inquinamento del suolo, delle acque e dell'aria. Ecco perch qualche autore sostiene che sbagliato parlare di Antropocene perch non si tratta dell'impatto dell'intera umanit sull'ecosistema bens del comportamento criminale delle grandi lobby e multinazionali e autorit politiche conniventi. Si pensi appunto ai gruppi finanziari ed economici che continuano a trarre profitto da petrolio, carbone, nucleare, prodotti chimici dannosi, opere devastanti ecc. Si propone quindi di chiamare questa nuova era capitalocene, ossia il trionfo di un capitalismo che in questa fase storica ha assunto le caratteristiche del neoliberismo, ossia di un particolare cinismo al punto da imporre scelte che producono crimini contro l'umanit e la distruzione del pianeta. Come segnalano gli esperti, soprattutto dopo la secondo guerra mondiale che i principali sintomi della catastrofe planetaria appaiono evidenti: aumenta la radioattivit, aumentano le emissioni di C02, aumentano tutti gli inquinanti e si misura la scomparsa di migliaia di specie vegetali e animali. Tutto ci la conseguenza della folle escalation della competizione nucleare militare e civile, l'aumento di uso del carbone e del petrolio, l'industrializzazione dell'agricoltura, il gigantesco boom della cementificazione e del consumismo. Le tre principali lobby che dominano l'economia mondiale sono quella dell'auto, quella del petrolio e quella del cemento; a queste si aggiunge la lobby farmaceutica e della chimica oggi incarnata innanzitutto dalla Bayer-Monsanto. Nel 2015 al summit COP21 di Parigi oltre 195 paesi hanno promesso una Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) ossia un importantissimo passo avanti rispetto al protocollo di Kyoto del 1997. L'obiettivo era di concludere, per la prima volta in oltre 20 anni di mediazione da parte delle Nazioni Unite, un accordo vincolante e universale sul clima, accettato da tutte le nazioni. In altre parole si auspicava un accordo globale per la riduzione dei cambiamenti climatici, accordo che dovrebbe diventare giuridicamente vincolante, se ratificato da almeno 55 paesi che insieme rappresentino almeno il 55% delle emissioni globali di gas serra. Le parti avrebbero dovuto firmare l'accordo a New York tra il 22 aprile 2016 al 21 aprile 2017, e anche adottarlo all'interno dei propri sistemi giuridici (attraverso la ratifica, accettazione, approvazione o adesione). Come s' constatato in dicembre 2017 in un nuovo summit a Parigi, a due anni di distanza la situazione di fatto peggiore di prima. Attenzione questo fallimento non solo per merito di Trump che proclama il disprezzo totale per ogni preoccupazione rispetto all'ecosistema Nei fatti tutte le grandi lobby spesso intrecciate fra di esse- a parole dicono di voler puntare sulle fonti di energia rinnovabile ma intanto continuano a sfruttare quelle tradizionali Qualche dato: secondo il Global Carbon Project, 37 Giga tonnellate (miliardi di t.) la quantit di CO2 emessa nel 2017 nel mondo con la combustione di risorse fossili e dall'industria con un aumento del 2% rispetto al 2016, e di circa il 70% rispetto al 1990. Si tratta del 90% del totale delle emissioni di CO2 (41 Gt), il resto si deve all'uso delle terre, in particolare alla deforestazione. Le emissioni mondiali di CO2 del settore fossile nel 2016 sono state dovute al 43% al carbone al 37% al petrolio e al 20% al gas. 28% delle emissioni di CO2 del settore fossile e dell'industria sono state prodotte dalla Cina, 15% dagli Stati-Uniti, 10% dall'Unione europea e 7% dall'India. Ma, dal 1870 al 2016: 26% si deve agli Stati-Uniti, 22 all'Europa, 13% alla Cina, 7% alla Russia, 4% al Giappone e 3% all'India. Come dice Bruno Latour (2017): "I ricchi hanno scelto di voler vivere a comodo loro senza pi condividere la Terra con il resto del mondo". Un articolo di Evan Osnos sul New Yorker descrive appunto tanti ricchi della Silicon Valley e delle startups new-yorkesi; sebbene si dicano fiduciosi nell'avvenire tecnologico mondiale, stanno accumulando viveri, armi e munizioni, comprano terreni isolati, si fanno costruire bunker di lusso, si arroccano, come in altre parti del mondo, in gated communities sempre pi fortificate e difese da milizie private e si sottopongono a interventi alla vista per sopravvivere in un mondo in cui le lenti a contatto non saranno pi acquistabili vicino a casa. Alcuni hanno anche gi versato centinaia di migliaia di dollari o euro per prenotare un posto sulla navetta spaziale in cui se si vuole si potr vivere anche a lungo in attesa di sapere se potranno andare su Marte (si pensi al missile di Musc con la Tesla). intanto quali sono le conseguenze di questo drammatico degrado dell'ecosistema? Per capirlo occorre un approccio che vada ben al di l degli aspetti propri alle scienze della terra perch si tratta di un fatto politico totale, cio di tutto l'insieme in cui si intrecciano i diversi fattori. 1) la prima conseguenza la sterminata diffusione di malattie mortali dovute a contaminazioni da sostanze tossiche: si tratta non solo degli oltre 10 milioni di morti all'anno per cancro ma anche delle malattie classificate come cardiovascolari o altro ma che sono dovute a contaminazioni da sostanze tossiche perch queste contaminazioni agiscono dappertutto: attraverso gli alimenti, l'aria che respiriamo, i tessuti, i mobili, tutto l'habitat, le onde elettromagnetiche, la radioattivit, le plastiche che mangiano i pesci e poi noi ecc. // per esempio s' scoperto che a questo che si devono non solo le diverse allergie, ma l'autismo, l'iperattivit, l'alzheimer e altre 2) la seconda conseguenza l'aumento delle catastrofi cosiddette naturali ma chiaramente dovute ai danni provocati dalle attivit delle lobby (tsunami o uragani, alluvioni, terremoti, frane) 3) l'aumento delle zone devastate (da deforestazione, da gigantesche grandi opere quali le dighe, ponti e autostrade inutili, da esercitazioni militari e guerre, da estrazioni di petroli e altri minerali tossici, da immani disastri industriali in Italia c' l'imbarazzo delle scelta e lo stesso in tutto il mediterraneo ... e l'aumento delle migrazioni disperate 4) lo smaltimento criminale dei rifiuti tossici e normali 5) l'aumento dell'inquinamento atmosferico, del suolo e delle acque 6) l'assenza di bonifiche e di effettiva prevenzione Tutte queste sono le INSICUREZZE IGNORATE di cui parleremo alla terza lezione chi vuole inviato questo power point e anche altri testi oltre a una bibliografia e link di video mi scriva palidda@unige.it

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