parte seconda 151118

Nov 15, 2018 | Publisher: Rete Ambientalista Al | Category: Other |   | Views: 17 | Likes: 1

Luigi Mara & Medicina democratica Luci e ombre di un grande protagonista. Il filo rosso che lega il "sessantotto" alla nascita dell'Associazione di Giulio Alfredo Maccacaro, e passando per la mutazione genetica, fino alla sua scissione. La prima parte del libro stata pubblicata l'8/11/18 sul Blog della Rete Ambientalista Movimenti di lotta per la Salute, l'Ambiente, la Pace e la Nonviolenza. Clicca qui. Seconda parte: MACCACARO TRADITO L'articolo censurato (L'avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza vol. 2 pag. 308) proseguiva: "" Intestardirsi a voler conservare la Rivista negli anni 2000 come un feticcio del passato ha rappresentato il secondo grande errore di Luigi. Ma forse stato inevitabile se vero che la Rivista altro non che lo specchio dell'Associazione, della sua natura. Infatti Il primo errore non scaricabile tutto addosso a Luigi Mara, ma va distribuito fra altri, me compreso. Torniamo indietro di 40 anni. Quando Giulio Alfredo Maccacaro mor (1977), l'Italia non aveva ancora il Servizio sanitario nazionale, non era passata la legge 180 di Franco Basaglia per l'abolizione degli ospedali psichiatrici, n la 194 che legalizzava l'aborto. Tutto ci accadr nel 1978, solo un anno dopo la morte di Maccacaro e due anni prima di quella di Basaglia. Pionieri assoluti, due personalit geniali, mal sopportate dalla comunit scientifica, in ambiti diversi hanno lasciato un segno nella storia della sanit italiana: si muovevano su quel terreno indefinibile chiamato 'il sociale' partecipando ai Movimenti degli anni '60 e '70 che rimodellavano la societ italiana. Mentre Basaglia eliminava i letti di contenzione, Maccacaro affrancava la medicina dal ghetto accademico dei baroni. Anticipavano sui tempi della legislazione italiana ed europea. Maccacaro, classe 1924, ancora studente prese parte alla Resistenza, medico, docente universitario, polemista, protagonista in campo internazionale per le sue ricerche di microbiologia, genetica e biometria, dedic un'intensa attivit alla costruzione di una medicina democratica, anche collaborando, fondando e dirigendo importanti riviste e collane editoriali: 'Epidemiologia e prevenzione', 'Sapere', 'Salute e societ', 'Medicina e potere'. Anno 2016, si celebra il quarantennale di Medicina democratica Movimento di lotta per la salute, ma quanti hanno riletto la relazione da Giulio Maccacaro pronunciata in apertura del convegno costitutivo di Medicina Democratica tenutosi a Bologna il 15-16 maggio 1976? E' ancora attuale per quanto databile nel linguaggio: della tradizione del movimento operaio, del pensiero marxista, della resistenza e della liberazione? Un linguaggio estremista, inteso per come puntualizzava Maccacaro: 'meditatamente estremista se vero che in medicina e per Medicina Democratica l'unico e sacrosanto estremismo la salute collettiva e che questa non pu darsi senza reale partecipazione'. Dunque 'salute collettiva come condizione e sostanza di quella individuale'. Dunque partecipazione, intesa come 'centralit della lotta per la salute collettiva nello scontro di classe', come 'lotta per la salute, imperniata sulla prevenzione, che non separa il campo sanitario da quello sociale', che deve insomma sempre trovare Medicina Democratica 'a dare ogni appoggio, ogni contributo - di forze, di idee, di critiche - ai consigli di fabbrica, ai consigli di zona, ai comitati di quartiere, ai collettivi e ai movimenti nei quali si esprime la volont di base delle masse'. Insomma la natura di Medicina Democratica deve consistere sempre e solo nell'essere lei stessa movimento di lotta, Movimento di lotta per la salute."" ALLARMI INASCOLTATI AI CONGRESSI "" Questa l'attualit del pensiero di Maccacaro sui rapporti con i Movimenti, al di l del famoso 'decalogo' degli 'impegni chiari ed esplicati ed altrettante scelte di azione' il cui 'fattore comune la partecipazione'. Con questi connotati, su questa linea nacque Medicina Democratica Movimento di lotta per la salute. Nacque da una grande ricchezza di lotte, di esperienze, di volont collettiva e individuali. In quaranta anni pu mancare il rischio di 'mutazione genetica'? Al Congresso di Firenze del 2015, nella cartellina spiccava un documento della Sezione di Alessandria, peraltro commentato in aula dalla sua responsabile, Barbara Tartaglione (la quale, lungimirante, rifiut, malgrado le insistenze di Luigi Mara, la candidatura di Vicepresidente con la motivazione: non sono in sintonia con il gruppo dirigente). Attenzione compagni, nell'impostazione congressuale e anche nelle argomentazioni personali di molti si coglie una mutazione. Non solo una questione di mancato 'rinnovamento generazionale'. Sembra che Medicina Democratica voglia diventare un 'centro studi e consulenze' di eccellenza e soprattutto 'studio legale', con gli specialisti (anzianotti) al suo interno che frequentano processi e conferenze. Definirsi 'Movimento di lotta' dovrebbe invece significare: sentirsi omologhi, parte dei Movimenti italiani, uno fra i tanti, possibilmente il pi interattivo, il propulsore dell'unit d'azione (la costruzione di un soggetto unitario nazionale dei movimenti). Poi, 'di lotta per la salute': 'salute' non pu intendersi 'sanit', bens in una comprensione pi vasta che va dalla prevenzione primaria al servizio sanitario nazionale, dalla fabbrica all'epidemiologia, dalla non delega all'occupazione delle case"". L'articolo censurato (L'avventurosa vol. 2 pag. 310) proseguiva: ""Al Congresso di Firenze avvertimmo di nuovo (dopo quelli di Brindisi e Milano): insomma Medicina Democratica non una associazione di medici, consulenti e conferenzieri. Tanto meno pu trasformarsi in Studio legale. I processi penali poco si confanno alla natura di Medicina Democratica che predica la prevenzione primaria. Celebrano fatti compiuti, risarciscono (poco e non sempre) disastri e morti compiuti, condanne lievi e tante prescrizioni, con numerose sentenze vergognose. Non servono neppure come deterrente a non compiere reati. Neppure generano bonifiche degne di nome. Dunque sono sentenze inutili sul piano della prevenzione (e addirittura del risarcimento: Eternit docet, Solvay ecc.). Dal punto di vista del 'Movimento di lotta per la salute' questi processi si svolgono senza le Sezioni, senza mobilitazioni e partecipazioni popolari, fuori dalle aule giudiziarie non ci sono assedi di manifestanti, gli echi dei processi sono scarne note di cronaca giudiziaria. I Movimenti invece non si affidano alla Giustizia, i NoTav piuttosto frequentano le aule di giustizia in veste di imputati. Anche i ricorsi amministrativi non riempiono di entusiasmo ma almeno si fanno prima dei misfatti compiuti, cercando di bloccarli, di prevenirli. Spesso sono accompagnati da mobilitazioni popolari: ne abbiamo viste e ne vediamo tante nel territorio, ad Alessandria noi partecipiamo, come emerge dal Blog, perch riteniamo sia la missione di Medicina democratica. I processi penali abbiamo verificato come vanno a finire. Qui, sono state pi produttive come risultati ambientali le denunce pubbliche fatte nei decenni anche se pagate sulla pelle (Montedison, Solvay, Michelin) e le grandi manifestazioni che hanno bloccato le decisioni degli Enti locali (inceneritori, 'biomasse', discariche, depositi nucleari, falde ecc.) Insomma meglio provare ad agire prima, piuttosto che concentrarsi sull'attivit risarcitoria penale come sta invece intensificando da alcuni anni la dirigenza nazionale di Medicina Democratica sotto la guida di Luigi Mara, ragguagliandoci ad 'una macchina da processi'."" QUATTRO CONGRESSI IN CRISI Prima del Congresso di Firenze del 2015, si erano svolti due congressi che avevano segnalato, soprattutto negli interventi di Michelangiolo Bolognini e miei, una situazione di criticit. Per superarla, al Congresso di Brindisi (2008) svolgo la relazione del gruppo di lavoro "Il ruolo fondamentale dei movimenti" e nel documento finale inserisco un capitolo intitolato "Per il salto di qualit". E' una proposta ambiziosa perch pone Medicina democratica come capofila dei Movimenti italiani. Luigi Mara favorevole. "" Esiste un immenso ma disperso patrimonio civile composto da mille vertenze sul territorio che si stanno scontrando sia con il potere economico sia con il potere politico in simbiosi, un patrimonio di Movimenti che per non hanno spiccato il salto di qualit. Sono s innervati in una serie di formidabili Reti nazionali (acqua pubblica, rifiuti, inceneritori, ogm, elettrosmog, nucleare, tav, grandi opere, pace, grillo, amianto, medicina democratica ecc.) tutte di fatto convergenti su un comune modello di sviluppo alternativo, per senza una esplicita piattaforma comune, per senza la spina dorsale di un coordinamento, per senza mezzi di comunicazione unitari, per con difficolt e resistenze al collegamento e all'unit, dunque sempre sull'orlo della sconfitta epocale. Insomma: una forza politica straordinaria e inespressa. I contenuti non violenti e pacifisti e ambientalisti e civici delle mille vertenze territoriali aperte dai Movimenti in Italia sono, di fatto, convergenti su un modello alternativo di sviluppo e -nel contempo- su un modello alternativo di politica, cio formano, di fatto, un programma nazionale. Ciascuna vertenza si scontra con i poteri economico e politico in simbiosi. L'occupazione del potere da parte della partitocrazia speculare all'esercizio del potere economico, indifferente alla pace, all'ambiente e alla giustizia sociale. E' la crisi della democrazia. Le mille vertenze sul territorio, invece, spostano il baricentro dalla 'democrazia delegata' occupata dai partiti alla 'democrazia partecipata' esercitata dai movimenti. [Democrazia e partecipazione propugnate da Maccacaro. N.d.a]. Come raggiungere gli obbiettivi superando il rischio di una sconfitta epocale? Innanzi tutto cercando uno strumento comune di comunicazione fra le Reti, che consenta e unifichi il dialogo tra gli attuali e numerosissimi siti web e mailing-list che quotidianamente ma separatamente mettono in contatto migliaia di italiani, e che potrebbero diventare milioni. Sarebbe la controinformazione che manca, anzi una rivoluzione nella democrazia. [Realizzata ad Alessandria, la "Rete Ambientalista. Movimenti di lotta per la Salute, l'Ambiente, la Pace e la Nonviolenza" nel 2018 superer i 20mila utenti. N.d.a]. Contemporaneamente, costruendo una Piattaforma comune dei movimenti italiani per un modello alternativo di sviluppo e fondato sulla partecipazione, nelle linee guida per l'antagonismo e il protagonismo sociale, dal basso che intraprenda incisivi percorsi di trasformazione sociale e di rifondazione della democrazia (uguale: partecipazione). La Piattaforma come confronto collettivo per far avanzare l'avviato percorso comune verso il cambiamento generale della societ, nel rispetto delle forme e dei modi che ciascuna realt di base riterr pi consoni alla propria specifica esperienza da rafforzare. Nella Piattaforma troveremmo le lotte quotidiane (insieme conflittuali e progettuali) di un universo di realt e persone radicate e autorganizzate nel territorio. Troveremmo dunque intrecciate le lotte presenti e sempre pi future riferite in sintonia alla questione globale pubblico/privato-beni comuni e servizi pubblici, alla guerra globale permanente, all'erosione della biodiversit nel pianeta, alla salute, all'energia, all'acqua, ai rifiuti urbani e industriali, alle infrastrutture, ai trasporti locali e nazionali, alle produzioni nocive, alla militarizzazione dei territori e delle relazioni sociali, alla pace, al sistema dell'informazione, alla democrazia non delegata ma partecipata ecc. Insomma una Rete delle Reti e una Piattaforma rivendicativa con una pi forte capacit vertenziale, capaci di incidere, attraverso il conflitto sociale generalizzato, sull'agenda politica nazionale. In definitiva, Medicina democratica, Movimento di lotta in mezzo ai Movimenti, propone l'allargamento ovvero finalmente la piena attuazione del documento di fondazione del "Patto di mutuo soccorso" del 14 luglio 2006. Ricordiamo che Medicina Democratica presente ed ha dato il suo fattivo contributo, con i suoi iscritti e militanti, in moltissime realt di lotta in tutto il territorio italiano "". Questa orgogliosa affermazione del 2008 poteva ancora sembrare solidissima all'esterno, mentre al nostro interno alcuni di noi, preoccupati, stimolavano di restare agganciati alle nostre origini. Purtroppo, a tre anni di distanza, al Congresso di Milano (2012), fu inevitabile riconsiderare, in termini pessimistici, le riflessioni e i propositi di Brindisi, malgrado fosse sopravvenuta addirittura la vittoria referendaria del 2011. Infatti, nell'ambito delle conclusioni di Luigi Mara, inviai una integrazione alla Mozione finale del Congresso. Emblematica l'autocritica contenuta proprio nell'ultimo capoverso del documento: "" Medicina Democratica impegnata ad attuare la propria missione nel territorio, anche attraverso le Sezioni, che intende organizzare e rafforzare al meglio, affinch costituiscano punti di aggregazione solidale con i Movimenti impegnati nelle battaglie comuni, unendo le competenze in una attiva collaborazione politica. Allo scopo MD proseguir nel percorso di rafforzamento ed attuazione del sistema di regole interno, teso ad assicurare, da parte delle Sezioni territoriali, il rispetto dello Statuto e la massima trasparenza delle decisioni, della gestione economica, delle modalit di rinnovo delle cariche"". Tutti proponimenti che resteranno lettera morta. Per c' da rilevare che nel 2012 la "mutazione genetica" non si ancora completata. Tutto sommato Medicina democratica ha ancora connotati di volontariato. Il bilancio ancora magrolino: "risultato d'esercizio positivo pari a 3.127,60". Ma Luigi Mara ha una nuova carica di "responsabile delle vertenze legali e giudiziarie" oltre alla tradizionale di "direttore responsabile delle attivit editoriali". Ma gi lo sconosciuto Caldiroli si esercita a compilare verbali. Ma gi Duca presidente. L'ex presidente Fernando D'Angelo, viene considerato "assente ingiustificato". Entrano, a rinnovare l'Associazione fondata 36 anni prima da Maccacaro, nuove leve per poco non coetanei di Maccacaro: Maurizio Loschi, Dario Miedico, Gian Luca Garetti, Antonella De Pasquale, Enrico Moriconi. Saranno affiancati negli anni seguenti nel direttivo dai coevi: Elisabeth Cosandey, Maria Chiara Rodeghiero, Laura Valsecchi, e via ringiovanendo fino all'Ernesto Balduzzi che prima promosso nel direttivo (19/5/18) e poi si iscrive (14/6/18). C' speranza? Nessuna, se l'obbiettivo superare l'et media di 70 anni. SCOPPIA IL BUBBONE SOLVAY Infine al Congresso di Firenze (2015) l'allarme fu pronunciato, dalla Responsabile della Sezione alessandrina Barbara Tartaglione, in termini perentori: il rischio reale, che Medicina Democratica da Movimento di lotta per la salute stia definitivamente diventando immobilismo di conferenze per la sanit e con attivit prevalente in campo risarcitorio legale. Su questo secondo aspetto si era inserito il bubbone della sentenza Solvay-Ausimont della Corte di Assise di Alessandria: "soddisfacente" secondo l'avvocato Laura Mara, "pessima" secondo Luigi Mara. "Scandalosa" secondo Alessandria, Sezione territoriale di competenza. Sul libro "Ambiente Delitto Perfetto" (Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia) avevamo prefigurato l'esito del processo in linea con la sciagurata giustizia italiana in campo ambientale, infatti la sentenza neg l'avvelenamento della falda, n doloso n colposo, derubric a disastro ambientale, e non doloso ma colposo, neppure una lira alla bonifica, assoluzioni perch il fatto non sussiste invece della condanna a 18 anni, nessun risarcimento ai morti e agli ammalati. Per soldi ad associazioni e avvocati. Da Alessandria gridammo: Medicina Democratica, se vuole essere Movimento di lotta per la salute, di lotta, deve smetterla di considerare soddisfacenti le sentenze che condannano per il reato di "colpa" quando invece si tratta di "dolo". Non si pu punire in egual misura chi sversa un bidone in un fosso e chi per decenni, coscientemente, ammazza quanti lavorano dentro e fuori le fabbriche. Nel codice italiano, certo non punitivo neppure in campo ambientale, i reati per "dolo" sono previsti, fin dal codice di Alfredo Rocco, eppure inapplicati perch la giustizia di classe. Medicina Democratica non deve farsi complice, deve gridare alto "vergogna", non deve accontentarsi, non deve servirsi di sentenzuole per autofinanziarsi, non uno studio legale, deve denunciare quella magistratura che prona al potere, non ci si pu nascondere dietro il "meglio di niente poteva andare peggio". Altrimenti non cambier mai la magistratura, peggioreranno anche le leggi: esempio la Legge ecoreati, vedi il giudizio di Raffaele Guariniello su il nostro libro "Ambiente Delitto Perfetto". Assolutamente Medicina democratica non deve partecipare a questo sistema, deve denunciarlo e contrastarlo, non essere complice di questa giustizia di classe. Deve restare il Movimento di lotta per la salute come l'aveva fondato Giulio Maccacaro. Il processo Solvay era stato il culmine e l'effetto di quasi mezzo secolo di lotte: esposti, denunce, querele, manifestazioni, scioperi della fame, incatenamenti, chilometri di firme di solidariet, titoli su titoli in giornali e tv. Le rappresaglie a queste lotte sono costate a Balza cassa integrazione, tre trasferimenti, mobbing, anni di dequalificazione professionale, di inattivit assoluta, oltre ad uno stillicidio di tentati provvedimenti disciplinari e vertenze minori e, dulcis in fundo, il licenziamento. Balza ricorso a 7 cause in pretura, 4 in appello, 2 in cassazione, tutte sudate col sangue, tutte concluse a favore, tutte senza chiedere un soldo a Medicina democratica. Nel 2008 Balza, come Medicina democratica, con il Comitato locale, ha organizzato le Vittime per costituirsi parti civili: manifesti, assemblee, contatti e appuntamenti privati, riunioni tra avvocati, coinvolgimento di medici, partecipazione dei Soci, articoli su giornali e TV, blog, mailing list, quattrini di tasca propria, sottoscrizione fra i Soci. Per le spese processuali la sottoscrizione ammont a 1.532,35 euro consegnate a Luigi Mara. A contraddire questa storia esemplare, il 2016 si concluse con una decisione che cancell tutto il lavoro di partecipazione: una decisione presa da avvocato, convalidata da presidente, sulla testa di Balza e sulla pelle delle Persone nostre parti civili. E' un fatto gravissimo per una associazione come Medicina democratica, nata come Movimento di lotta, che esaltava la "non delega, il gruppo omogeneo, la partecipazione popolare" essere accusata - proprio nell'anno della celebrazione del Quarantennale - complice della "giustizia di classe". In aperto contrasto con l'avv. Laura Mara, secondo la Sezione di Alessandria, confortata da autorevoli pareri e documentata con una circostanziata analisi, la sentenza Solvay ("pessima" a giudizio di Luigi Mara) era ""assolutamente da impugnare in quanto ingiusta verso l'Ambiente, le Vittime e le generazioni future, squilibrata e sbagliata sul piano tecnico giuridico, mortificante sul piano etico morale"". Una sentenza scandalosa che stabilisce che "il fatto non sussiste": non "avvelenamento doloso della falda" bens "disastro innominato colposo", non dolo bens colpa, nessuna intenzione di avvelenare per decenni bens imprudenza o negligenza come chi sversa un bidone di solventi in un fosso. Eppure stiamo parlando di uno dei disastri ecologici pi importanti d'Italia: un cocktail di 21 sostanze tossiche e cancerogene con concentrazioni superiori ai valori di soglia anche di migliaia di volte che, nella falda da cui attingono centinaia di migliaia di persone, stanno percolando da almeno 1.150.000 tonnellate di terreno contaminato. Questo delitto, di avvelenamento doloso, non concluso ma in atto, reato permanente, per il tribunale "non sussiste", gli amministratori assolti, quattro pesci piccoli in prescrizione. La bonifica? Rester nel libro dei sogni. DOPO LA ROTTURA DEL SODALIZIO Le critiche a Laura Mara (secondo cui la sentenza Solvay era "soddisfacente" con i suoi 10.000 euro di risarcimento alle Vittime) generarono la definitiva rottura di Luigi nei miei confronti, incaponitosi per aver attribuito (mio errore materiale immediatamente corretto) alla figlia una parcella superiore alla reale di 28.836 euro (cifra comunque non trascurabile se raffrontata alle Vittime). Cos la vituperata oligarchia ne approfitt per attaccarmi ferocemente. I nanetti chiesero l'espulsione di Balza e Tartaglione. Luigi si oppose. Ma Luigi Mara muore all'improvviso (maggio 2016) senza aver risolto il conflitto di interessi. Avevamo da Alessandria gridato talmente inascoltati contro la scandalosa sentenza assolutoria Solvay, che poco dopo l'avvocato Laura Mara comunic di aver deciso, senza confronto con la Sezione di Alessandria e il Direttivo, di "non impugnare in Appello la decisione" bens di "chiedere la conferma della sentenza di primo grado" essendo stati i risarcimenti alle Vittime sentenziati con "criteri equilibrati" (sic), Vittime peraltro neppure interpellate dall'avvocata ovvero terrorizzate che avrebbero rischiato i loro patrimoni personali in caso di ricorso. Complessivamente i risarcimenti chiesti alla Corte di Assise di Alessandria ammontavano a 2.848.450 euro, oltre interessi e rivalutazione monetaria del dovuto a saldo effettivo. Il Tribunale, nella scandalosa sentenza, aveva invece riconosciuto ad alcune Vittime (6) complessivi 60.000 euro per "sofferenza psichica". E nulla alle altre. Non fare ricorso e chiedere la conferma della sentenza equivale a chiedere la conferma della sentenza di assoluzione per Solvay e dei miliardi risparmiati per Solvay. Dunque nel merito: in clamoroso contrasto con il Pubblico Ministero e gli altri avvocati e indebolendone il ricorso a tutto vantaggio di Solvay, la decisione di Medicina democratica per l'Appello stata un vero e proprio tradimento delle nostre vittime parti civili, dell'ambiente e della salute, di 50 anni di lotte della Sezione e di Lino Balza, nonch un figurone mediatico per altri avvocati a fronte della nostra figuraccia. Balza non riuscir a riscattare questa macchia di Medicina Democratica pur revocando Laura Mara, pur impegnandosi, partecipando in Appello personalmente e a proprie spese come sempre, pur sostenendo pubblicamente le stesse posizioni di lotta del Pubblico Ministero e degli altri avvocati di parte civile. Dunque nel metodo (che anche sostanza): a concedere carta bianca a un tecnico (all'avvocata), a loro volta senza lasciar decidere n Sezione n Direttivo legittimi organismi detentori delle strategie processuali, sono stati Piergiorgio Duca presidente, Marco Caldiroli uno dei due vicepresidenti e il socio Fulvio Aurora (senza titoli). Che Aurora non tenesse in nessuna considerazione le Sezioni territoriali: era gi da tempo dimostrato, e a loro volta l'analogo comportamento degli altri due (niente affatto figure di garanzia) conferm l'irrisolto nodo di fondo di una organizzazione oligarchica, non educata alla collegialit, di modesta levatura, alla quale addirittura era venuta a mancare la copertura carismatica di Luigi Mara di cui era a servizio soprattutto dopo la svolta di dedicarsi prevalentemente ai processi. La Sezione di Alessandria si battuta allo stremo per affermare i sacrosanti diritti delle Vittime Parti Civili. Le Vittime Parti Civili erano state escluse da partecipare alla decisione su come procedere in Appello penale dopo l'infausta sentenza di primo grado. Alla Sezione era stata rifiutata la richiesta di "Convocazione urgente del Direttivo ad Alessandria, con la partecipazione delle persone parti civili". Perci la polemica divamp. Su "Ambiente Delitto Perfetto": ""Nelle assemblee avevamo offerto a cittadini e lavoratori l'assistenza per presentarsi quali parti offese, sia in penale che in civile, garantendo che l'assistenza sarebbe stata a titolo gratuito in tutti i gradi di giudizio. Dunque la Sezione di Alessandria ritiene che dovere etico morale per Medicina democratica, che 'l'assistenza e la rappresentanza delle parti civili', come da impegni presi in Assemblea da me e Luigi Mara, debba proseguire con una causa civile. Collettiva, come si cominciato cos si deve andare avanti. Perci abbiamo chiesto al Consiglio Direttivo che l'avvocato Laura Mara, in possesso di tutta la documentazione medica di tutti, sulla base della quale aveva chiesto i risarcimenti per 2.848.450 euro complessivi, la usi, proceda in causa civile per tutti. A titolo gratuito, come da impegni solennemente assunti."" Il direttivo, imbeccato dal presidente, invece deliber l'indisponibilit "a farsi carico, legalmente ed economicamente, di tale decisione": le Vittime Parti Civili se vogliono proseguire in causa civile lo facciano a titolo individuale, a proprie spese, senza la rappresentanza e l'assistenza a titolo gratuito di Medicina democratica. A fronte di questo ennesimo tradimento degli interessi delle Vittime, e dell'abbandono degli Inquinati favorendo gli inquinatori, di fronte a questa questione morale, personalmente non potei fare altro che revocare il mandato all'avvocato Laura Mara, dimettermi dal direttivo, e prepararmi per il Congresso a cambiare la presidenza e il direttivo. (Appendice Terza edizione Ambiente Delitto Perfetto) LA QUESTIONE SEZIONI L'avventurosa vol. 2 pag. 312: "" In questa tristissima vicenda di stupro politico ci sono, vero, responsabilit personali, di una presidenza che andrebbe rimossa come chieder al Congresso. Ma non basterebbe: purtroppo la struttura apicale di Medicina Democratica che induce a disconoscere il ruolo e i diritti delle Sezioni territoriali, senza le quali per perde la caratteristica di Movimento di Lotta. La 'questione Sezioni' il grosso problema che ha di fronte Medicina Democratica. Questione C O N T I N U A Per prenotare il libro in forma cartacea bisogna comunicare a balzamd@gmail.com di aver fatto un bonifico di almeno 10 euro su IBAN IT25R0558410400000000002329, oppure su Paypal lubaja2003@yahoo.it Tutte le sottoscrizioni saranno, come sempre, interamente devolute alla Ricerca per la cura del mesotelioma.

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