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Jan 31, 2020 | | Category: Other |   | Views: 14 | Likes: 1

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"Quest'uomo, Stephan Schmidheiny, è l'ex-proprietario di Eternit Casale Monferrato. Il Sig. Schmidheiny è stato condannato per reati ambientali a 18 anni di carcere nel primo processo Eternit. Il Sig. Schmidheiny vive tranquillo nel suo paese, la Svizzera, senza aver scontato un giorno di carcere. Ad oggi, l'ex-imprenditore, è accusato, per un secondo processo, di aver ucciso 392 persone (il tribunale di Vercelli deve decidere se si è trattato di omicidio colposo o volontario). Insomma quest'uomo è accusato di aver fatto una strage per reato ambientale. Numerose sono le prove a suo carico legate al fatto che abbia non solo sottovalutato le informazioni in suo possesso sui rischi dell'attività connessa alla sua azienda ma pare abbia proprio modificato i dati di laboratorio e abbia continuato a mietere vittime in nome del profitto. Ed è proprio quest'uomo a svolgere un'intervista a casa sua in questo scenario stupefacente: intervistato da un giornalista di un quotidiano svizzero lui è in giacca e cravatta in questo soggiorno/studio di classe con dietro un quadro raffinato e sul tavolo una cesta di frutta luccicante. In questa intervista, sempre l'ex-imprenditore, dice di aver sofferto per il comportamento tenuto da "uno Stato fallito" che lo ha accusato ingiustamente. Prova pena per noi italiani benché sa che anche da noi "ci sono anche persone oneste". Ci odia il Sig. Schmidheiny, che alla fine della sua intervista dice: "non voglio mettere più piede in Italia ne tantomeno entrare in un carcere". Tutto ciò dovrebbe provocare sgomento. Eppure lo so che non ci sarà nessun sommovimento popolare per chiedere la testa di questo plurimo assassino; e sono sicuro che nemmeno lo Stato italiano minaccerá un embargo con la Svizzera per farsi consegnare un terrorista. Ricordo come se fosse ieri il corso all'università di sociologia della devianza. Ricordo quando leggevo le teorie sui reati "dei colletti bianchi". Seppure sono i reati che producono più vittime sono quelli che vengono percepiti come "meno gravi" dalle persone comuni. L'essere umano collega la violenza al sangue, ai gesti cruenti, alle pistole, ai coltelli e a tutto ciò che riconduce al contatto fisico diretto. L'assassino è uno che ammazza per strada non certo un finanziere in giacca e cravatta. Ecco... Appena ho visto il suo salottino minimal e la sua casa borghese ho subito pensato a tutto questo. A quanto è meschina la violenza della gente in giacca e cravatta e il suo cazzo di cesto di frutta luccicante."

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Movimento di Lotta per la Salute, l'Ambiente, la Pace e la Nonviolenza

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