da intervento

Apr 18, 2019 | Publisher: Rete Ambientalista Al | Category: Other |  

Noi abbiamo una posizione diversa dal movimento ambientalista in generale. Noi non siamo per la chiusura dell'Ilva, riteniamo che quella fabbrica si possa ambientalizzare. Riteniamo per che nessuno sta facendo nulla n per ambientalizzare la fabbrica n per bonificare il territorio e quindi i problemi sono andati verso l'accumulo di contraddizioni la "tempesta perfetta", come abbiamo intitolato il libro sui due anni "caldi" a Taranto: i posti di lavoro si sono persi, vi stata l'espulsione di 2600 operai dalla nuova propriet ArcelorMittal, con pesanti conseguenze anche nell'indotto, e le giornate tumultuose dei giorni scorsi dimostrano che ArcelorMittal sta proseguendo lungo la strada della famiglia Riva aggravando i problemi oltre che di sicurezza in fabbrica anche di disastro ambientale all'esterno. Evidentemente, quindi, non basta quello che viene fatto. Dobbiamo trovare la maniera per rovesciare lo stato di cose esistente. Negli anni 70 gli operai conquistarono lo Statuto dei lavoratori, migliori condizioni di salute e sicurezza sul posto di lavoro, che erano anche peggiori di adesso, conquistarono organismi in fabbrica che sembravano un "contropotere" in azione, e i padroni camminavano con difficolt nelle strade per le iniziative di compagni, amici che in qualche maniera non accettavano che i padroni potessero fare i padroni in eterno, che nelle fabbriche si moriva e si veniva sfruttati... Alcuni operai e medici costruirono proprio in quegli anni Medicina democratica. Le fabbriche furono radiografate nei minimi particolari e si riusciva ad analizzare tutte le possibilit che c'erano per ridurre i livelli di insicurezza, per tutelare la salute, per bloccare la pericolosit esterna delle fabbriche, perch per i padroni, i costi per evitare inquinamento vengono considerati solo "costi" da ridurre o eliminare. Avevamo allora organizzazioni sindacali che non erano quelle che conosciamo adesso, Consigli di fabbrica e operai che davano punti ai padroni su come organizzare la produzione non nociva. Le nostre proposte oggi sono quelle di allora, perch quelle proposte hanno dato dei risultati. Noi non pensiamo che le fabbriche debbano provocare per forza morti, n in fabbrica n fuori, noi pensiamo che possibile avere fabbriche in cui e per cui non si muore. Ma l'essenziale la lotta e i risultati che questa lotta produce. Anche a Taranto negli anni 70 fu prodotta una piattaforma dai lavoratori e dai sindacati che allora erano uniti che se la leggiamo oggi vediamo come e perch si sarebbe potuto evitare che l'Ilva diventasse quel mostro che uccide. Se non si va su quella strada, tutti i nostri sforzi saranno testimonianza di una battaglia persa. Quando si dice "emergenza" a Taranto non significa quello che significa nelle altre citt. Si dice "emergenza sanitaria" e non succede nulla, quando parlare di emergenza come se ci fosse una epidemia, dovrebbero arrivare medici, si dovrebbero aprire nuove strutture ospedaliere... Noi a suo tempo proponemmo che fosse in mano ad Emergency la struttura sanitaria. Invece per le Istituzioni "emergenza" non significa niente, al massimo nuovi dati, studi che ci dicono che si muore di inquinamento, che i livelli di tumori a Taranto sono maggiori di altre citt, che provengono dall'inquinamento industriale per la politica barbarica di padroni e istituzione. E', quindi, evidente che quando si parla di "emergenza" tu ti aspetti interventi come in presenza di un terremoto, di un'alluvione, e invece a Taranto si pu parlare di "emergenza" da 7 anni e non si fatto nulla che somigli ad interventi all'altezza delle "emergenze" che ci sono. Quindi, noi le dobbiamo creare l dove siamo presenti le emergenze perch non ci sono altre condizioni per chiamare tutti alle loro responsabilit e fare cose in "emergenza". Noi non saremo mai d'accordo con quei sindacati che invece di organizzare l'esercito operaio perch svolga un ruolo di prima fila nella lotta per la salute in citt, lo arruolano al padrone perch gli operai se ne stiano silenziosi, si mantengano il lavoro che hanno... Quindi, noi dobbiamo ricostruire un sindacato di classe, perch senza non avremo gli operai dalla nostra parte, gli operai come avanguardia della citt; non avremo i blocchi della produzione, i blocchi della citt che fanno ottenere i risultati. Le mamme, i genitori dei bambini morti devono capire che senza gli operai non si va da nessuna parte, al massimo si va in televisione. Perch se non si muove l'esercito dei lavoratori noi non possiamo cambiare questa situazione. Dobbiamo riuscire, quindi, a mobilitare gli operai ora. Ma certo non aiuta questo lavoro se ogni volta quando si parla di operai li si vede come complici. Guardate che fermare una fabbrica non mai un fatto facile e senza gli operai non si pu fermare. Potrai fare al massimo azioni dimostrative. Dobbiamo quindi risolvere il problema della presenza degli operai, e lo dobbiamo fare adesso. Gli operai devono scendere in campo rispetto a quello che sta succedendo in citt, devono dire che le scuole non si chiudono, ma sono le collinette che si devono rimuovere, e per questo si devono fermare in fabbrica. Non "chiudere l'Ilva" - una parola d'ordine che pu significare tutto e niente e che diventa di fatto una giustificazione per non fare niente, ma mobilitare gli operai. Al processo "Ambiente svenduto" hanno testimoniato operai che hanno detto precisamente: questo impianto produceva inquinamento, io l'ho detto e mi hanno messo all'angolo, se invece si interveniva, si poteva bloccare quell'inquinamento. E' questo il punto. Ci sono le condizioni in fabbrica perch si possa fermare la situazione inquinante, le famose "fonti inquinanti"... Nocivo il capitale non la fabbrica! Il capitalismo usa le fabbriche per il profitto e siccome le usa solo per questo, il profitto lo tira dallo sfruttamento degli operai e dalla riduzione dei costi per la sicurezza e la salute. Non pensate che se facciamo turismo a Taranto non lo si fa per il profitto, con conseguente devastazione delle spiagge, delle coste, ecc. Quindi, o si elimina una societ in cui il profitto al centro, o si rimuovono le cause, o non avremo le citt bonificate, produzioni salubri. Si dice: "le fonti inquinanti", ma perch sono "inquinanti"? Il problema non l'impianto in s. E' come parlare del "coltello" e dire che il coltello uccide. No, non il coltello che uccide, perch con il coltello ci puoi tagliare la carne..., se invece lo usa un assassino, ti uccide. E la fabbrica come un coltello. E chi l'ha in mano. Dobbiamo potenziare gli sforzi, non per "insultare" gli operai, ma per organizzarli. Certo, una battaglia molto difficile. Anche sul territorio le battaglie sono difficili ma si devono vincere. Noi siamo perch le scuole dei Tamburi rimangano aperte e che si faccia le ordinanze sindacali perch si tolgano le collinette non le scuole. Perch i bambini hanno diritto di studiare nelle loro scuole, e perch se retrocediamo, oggi mandano i bambini in un'altra scuola, domani manderanno gli abitanti dei Tamburi in un altro quartiere. La fine cos nota: non la fabbrica che se ne andr o sar bonificata, ma il quartiere che deve essere spostato. Noi dobbiamo vincere le battaglie per vincere la guerra. Chi, tra le associazioni ambientaliste fa "piani Taranto" astronomici, dicendo che si potrebbero dare lavoro a 40mila persone, che tutti gli operai dell'Ilva/ora ArcelorMittal non perderebbero il lavoro perch potrebbero essere impiegati nelle bonifiche, ora non dicono una parola sul fatto che sono stati buttati fuori dalla fabbrica 2600 operai, sul fatto che questi operai dovevano essere impegnati nelle bonifiche e invece stanno a casa contro la loro volont Come? 40mila operai possono trovare lavoro nelle "bonifiche", riconversione e 2600 no? E i famosi operai Ilva sono messi in cassintegrazione e abbandonati a s stessi:mnon lavorano pi in fabbrica e non lavorano per le bonifiche. E nessuno dei redattori del "piano Taranto" dice nulla! Operai, cassintegrati, cittadini, movimento ambientalista, occorre creare un fronte unito, mobilitando con le loro ragioni le forze in campo. Questa battaglia deve ricostruire l'unit tra operai e cittadini, tra fabbrica e quartieri inquinati. Quando questa unit si ricostruisce noi potremo conquistare degli effettivi risultati anche attraverso battaglie parziali che ci potranno far vincere la guerra.

About Rete Ambientalista Al

Movimento di Lotta per la Salute, l'Ambiente, la Pace e la Nonviolenza

Comments

You must log in to comment